1/05/2011
-Incontro con Mr Roque
Riojas 34th ID
(di P.
Carotenuto )
19/03/2011 -W
l'Italia - Festa dell'unità d'Italia (di
Stefano
Cardoni )
21/02/2011 -
Convegno sulla battaglia
di El Alamein (di
Luciano
Alberghini)
9/02/2011
- Correva
l'anno
1994 (di
Ennio Arena)
3/02/2011
- Anzio/Nettuno
D-Day news
(di Peppe Arcangeli)
3/02/2011 -
24 Febbraio,
Visita guidata al Forte Bravetta
(di
Luciano Alberghini)
3/02/2011 -
Il successo di Radio Londra (di
Luciano
Alberghini)
28/11/2010
- 30nov./2dic. Aviation Day
(di Peppe
Arcangeli)
06/09/2010 - Modulistica
e certificati ASI (di P.Carotenuto)
05/09/2010
- Federazione
ASI (di
P. Carotenuto)
27/08/2010
-
Libro: A pictorial
history of the 36th infantry division (di
P. C.)
13/07/2010
- Finalmente
il club Highway
6 è Federato ASI
di P. Carotenuto)
29/03/2010
- Convegno
presso "Armi e Bagagli" a Piacenza (di
P. C.)
1/05/2011(posted)
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Incontro
ai Castelli Romani
con Mr. Roque Riojas,
Reduce americano della
campagna d'Italia 1943, '44, '45. Classe 1922. Primo battaglione, 135°
reggimento, 34a divisione di fanteria, Red Bull,
torna per la prima volta in Italia dopo 67 anni.
Entra in combattimento al passo di Casserine. Partecipa ai combattimenti
in Tunisia. Sbarca a Salerno a settembre del 1943. Partecipa ai tre attacchi
sul Volturno. Partecipa al terzo attacco del fiume Rapido (Cassino). Partecipa
alla conquista di monte Castellone e al tentativo di conquista di Montecassino.
A febbraio del 1944 sbarca ad Anzio. Partecipa ai combattimenti nella
testa di sbarco. il 24 maggio partecipa agli attacchi lungo Canale Mussolini.
Sfonda la Linea Caesar con la sua unità presso Lanuvio. Il 4 giugno
1944 entra a Roma con la Quinta Armata americana.
P. Carotenuto
19/03/2011(posted)
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W L'ITALIA
- Festa dell'unità d'Italia

Nonostante le condizioni meteo avverse il club Highway Six ha voluto
comunque onorare la festività nazionale e quindi le manifestazioni
in onore dell' unità d'Italia.
In una data così importante per tutti gli italiani, il ns. Club
ha accolto
con entusiasmo l'invito da parte della municipalità di San cesareo,
per una mostra statica di mezzi storico-militari, nel quadro degli eventi
che sono stati organizzati in loco per il 17 marzo.
Sotto una pioggia battente, proibitiva per i mezzi, scoperti o quasi,
del
ns club , si sono radunati nella piazza principale del paese "casilino"
7
veicoli con i relativi coraggiosi proprietari.
La Kubelwagen del mitico Claudio Sorci, le Jeeps MB di vari soci, tra
cui
il coraggioso Paolo Damiani che ha affrontato il maltempo e i Kms con
una Jeep non ancora completamente collaudata, il GMC del Club, sul quale
sventolava il manifesto di appartenenza all' ASI, e il Dodge ferroviario
(riportato alla configurazione stradale) di Ennio Arena con la moto DKW
parcheggiata sul cofano posteriore.
Nella piazza bagnata in continuazione da un vero e proprio diluvio, i
ns
mezzi facevano bella mostra di se accanto ad alcuni veicoli storici dell'arma
dei carabinieri, e dei gazebo colorati con i colori della ns
bandiera nazionale, contenenti mostre fotografiche.
Il programma della manifestazione è evidentemente cambiato rispetto
al
progetto iniziale, ma il club non ha perso l'occasione per mostrarsi con
una piccola flotta di mezzi rappresentativi, confermando la volontà
di
essere sul territorio e interagire con la popolazione, creando comunque
emozioni e scambiando cultura storica.
L'occasione è stata anche propizia per incontrare il responsabile
del museo dell'arma dei carabinieri e stabilire un contatto per eventuali
future
collaborazioni, e preparare il terreno per un eventuale passaggio nella
città il prossimo 5 giugno nell'ambito della manifestazione della
"Battaglia per Roma".
Il rappresentante delegato di HW6 che ha curato l'organizzazione della
mini colonna, Ennio Arena, ha colto l'occasione per ringraziare quanti
del club hanno partecipato alla riuscita di questa "mission"
bagnata.
Stefano Cardoni
21/02/2011(posted)
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CONVEGNO SULLA BATTAGLIA DI EL ALAMEIN
Gli storici concordano
nel definire la terza battaglia di El Alamein (23 ottobre - 4 novembre
1942) insieme alla contemporanea battaglia di Stalingrado terminata
nel febbraio del 1943, come il giro di boa della II G.M. segnando l'inizio
del declino militare dell'Asse. Il 17 febbraio 2011 si è svolta
a Roma presso la Protomoteca del Campidoglio una celebrazione in ricordo
di alcuni cittadini romani caduti ad El Alamein.e insigniti di medaglie
d'oro al V.M. Con l'occasione è stato fatto il punto sul progetto
di preservazione del campo di battaglia che è oggi minacciato
dalle numerose trivellazioni alla ricerca di petrolio e dalla speculazione
edilizia legata ai nuovi villaggi turistici che stanno sorgendo sulla
costa e nell'entroterra. La zona di El Alamein era l'unica porta di
accesso verso Alessandria essendo larga appena 60 km tra la depressione
di Al Qattara ed il mare, per questo Rommel, appena esaurita la sua
spinta offensiva, aveva deciso di arroccarsi qui. Furono disseminate
migliaia di mine anticarro, costruite trincee e stesi centinaia di chilometri
di filo spinato. I principali campi di battgalia di questa fascia di
deserto, Ruweisat,Mitterirya, Deir El Munassib, Naqb Rala, Haret El
Nimeimat, Menaquir El Daba) pur essendo tuttora ad accesso riservato
e ancora pericolosi per la presenza dei campi minati non bonificati,
sono stati esplorati e sono stati rilevate le coordinate geografiche
dei siti con apparati GPS ad alta risoluzione. Il lavoro sul campo è
stato poi confrontato con le rilevazioni satellitari odierne, con le
carte militari e le foto aeree dell'epoca correlando anche le testimonianze
ed i diari storici dei reparti coinvolti ai luoghi identificati. Questo
grosso lavoro di studio è finalizzato alla creazione di una banca
dati quanto più esauriente possibile per consentire la salvaguradia
della linea del fronte e la sua valorizzazione culturale e turistica.
I principali soggetti animatori di questo progetto nato nel 2008, sono
Enti di ricerca come l'Università di Padova (Dip. di Geografia),
L'Istututo Nazionale di Geofisica di Trieste (INOGS), il NARSS (Egitto),
il Ministero Difesa Onorcaduti e numerose asociazioni tra cui l'Associazione
Nazionale Paracadustisti d'Italia, l'Associazione Gotica Toscana Onlus..Auguriamo
quindi a tutti i ricercatori e volontari del progetto il più
completo successo di quest'encomiabile operazione di recupero della
memoria.
Luciano Alberghini
9/02/2011(posted)
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Correva l'anno
1994
Cronistoria della nascita e sviluppo della rievocazione
storica nel Lazio.
di Ennio Arena
Mi iscrissi all'M.V.C.C.
nel 1993. Verso la fine di quell'anno cercai disperatamente di acquistare
una Jeep decente per partecipare al grande raduno che si preannunciava
sulle pagine della rivista Army Motors per il 50° anniversario dello
sbarco di Anzio e Nettuno. Sarebbe stato il primo evento con veicoli
militari nelle due cittadine laziali.
In verità un anno prima avevo già acquistato un'altra
Willys, se così poteva essere definita; le Willys le avevo viste
solo "in cartolina", non conoscendo nessuno che ne avesse
una! Infatti presi una "bidonata" acquistando una jeep con
un motore diesel di un Fiat 615 e cambio originale a tre marce. Mi sembrò
un ottima scelta come mezzo da usare tutti i giorni a posto della mia
vecchia Fiat 500. La delusione arrivò presto quando per percorrere
il tragitto da Marino, luogo dell'acquisto a Colonna, rimasi a piedi
con un semiasse rotto. In seguito feci miracoli per farla camminare
e documentandomi meglio mi accorsi che almeno il 50 % dei componenti
erano stati sostituiti con ricambi dei più disparati veicoli
e l'impresa era disperata.
Con un ulteriore sforzo economico acquistai da un anziano di Recanati
la mia attuale Jeep, con la quale mi apprestavo ad arrivare ad Anzio
per il mio primo raduno!
Arrivai all'alba del 22 gennaio 1994 davanti all'ingresso del poligono
di Nettuno, dove era stato fissato l'appuntamento per il raduno.
Non conoscevo nessuno, non avevo idea di quanti e quali veicoli partecipassero.
Tutti i partecipanti, arrivati già dal venerdì, avevano
parcheggiato i veicoli per la notte all'interno del poligono militare.
Quando iniziarono ad uscire rimasi stupefatto, allibito. Ero paragonabile
ad uno che avesse visto scendere sulla terra le astronavi di Guerre
Stellari. Naturalmente ero vestito in abiti civili, non immaginando
che si potesse andare con divise, armi e quant'altro.
La colonna dei mezzi era enorme: 3 dukw, 2 half truck, un blindato,
un bren carrier, un Diamond gru, svariati dodge, numerose jeep e kubel,
tante moto e sidecar e per finire
uno Sherman marciante ! Mi accodai
emozionato a quella colonna di veicoli fino ad allora visti solo nei
film di guerra e con gli equipaggi in divisa!
I veicoli fecero una sfilata a Nettuno e una ad Anzio, scorrazzarono
sulla spiaggia davanti la chiesa di Santa Maria Goretti , con i dukw
che entravano ed uscivano dal mare; invasero il molo Innocenziano, dove
era stata montata una tribuna per le autorità. I pasti furono
consumati nella mensa del poligono ed in quella della scuola di Polizia.
Nel vociare dei partecipanti cominciai a sentire i nomi di De Pasquale,
Ansaloni, Gibertini, Cuschini, Crispo; rimasi un po' meravigliato dagli
accenti, tutti o quasi del nord Italia, come se un' armata di moderni
Visigoti avesse attraversato mezza Italia per venire a celebrare questo
sbarco degli alleati.
In quell'occasione conobbi la fam. Sorci e sul finire della domenica
un ragazzo che non aveva partecipato, ma che mi disse che anche lui
aveva una Jeep; di lui mi colpì la sua folta chioma, era Marco
Bucci!
Mi fù presentato anche Vittorio Riggi, con il quale avrei potuto
tenermi in contatto, abitando nella stessa Provincia.
Ricordo alcuni episodi: durante la sfilata nel centro di Anzio, alcune
persone distribuirono ai partecipanti volantini di protesta per il "Parco
della Memoria" italiano che non riusciva ad ottenere gli ufficiali
riconoscimenti come sacrario militare. Poco tempo fa ho letto che tra
quei ragazzi c'era anche l'attuale sindaco di Roma, l'attuale sindaco
di Roma, che si distinse particolarmente per le proteste contro la delegazione
Americana. Altri tempi.
Tornai a casa felice del mio esordio in quel mondo sconosciuto di mezzi
e divise militari della 2°G.M.
Non ero ancora consapevole che quell'esperienza, lì ad Anzio
e Nettuno non si sarebbe più verificata per molti anni. Non sapevo
che i Visigoti del nord, rientrati in quella che diverrà la Padania,
non sarebbero più tornati.
Solo molto tempo dopo appresi che quella discesa a sud di tanti bei
veicoli era stata dovuta alla abilità organizzativa di Edo Ansaloni
e famiglia, oggi titolari del noto Museo a Bologna e ad un cospicuo
finanziamento della Regione Lazio che per l'importante anniversario
stanziò molti milioni delle vecchie e care lire; inoltre ci fù
il contributo delle casse dell'MVCC del Presidente Brezza.
Ho ritrovato la rivista Army Motors del'94 con un articolo su quella
manifestazione a firma, pensate, di tal Nicola Nicotera, già
all'epoca instancabile viaggiatore della Salerno-Reggio Calabria. Vi
riporto alcune frasi emblematiche sul quale riflettere :
" L'eccezionalità
dell'evento ha catalizzato l'attenzione degli appassionati convenuti
numerosi anche con mezzi pesanti
.
In realtà, problemi logistici hanno costretto l'organizzazione
a dividere i Radunisti tra le cerimonie di Anzio e le evoluzioni degli
anfibi a Nettuno.
.molti hanno approfittato del vuoto di programma (il sabato) per
effettuare visite ai Sacrari ed al Museo dello Sbarco.
in conclusione una nota personale: per quanto sia stato innegabile
il verificarsi di alcuni problemi organizzativi, non ritengo che la
mera polemica sia un atteggiamento costruttivo, è, secondo me,
necessario, invece, spirito di collaborazione ed una maggiore disponibilità
a superare gli inconvenienti in modo sportivo ricordando magari i veri
disagi sopportati da chi i nostri mezzi li usava per "lavoro".
Questo commento
è attuale anche per l'edizione 2011!!
Vi aggiungo il commento dell'organizzatore Edo ansaloni :
" Cari Amici,
desidero ringraziarvi (
). Date le circostanze politiche e congiunturali
non ho potuto attuare il programma che avevo in mente. "
Questo è
la prova che sperare di avere un supporto organizzativo soddisfacente
dalle due cittadine di Anzio e Nettuno, divise da un assurdo campanilismo,
è utopico.
Tra l'altro partecipai alla creazione del Museo dello Sbarco, inaugurato
in quell'occasione, prestando alcuni cimeli della mia collezione, come
tanti altri collezionisti, visto che Mister Colantuono non aveva quasi
nulla per riempire le sue vetrine. Una nota per Colantuono, al quale
và dato atto che ha reso possibile la sopravvivenza del Museo
per quasi 20 anni. Certo poteva farsi meglio, ma comunque si è
fatto e per mia esperienza diretta, vi assicuro che tenere aperto un
museo in tutti i fine settimana diventa
pesante!
Tornai alla realtà
nostrana che era costituita, credo, da non più di 10 jeep conosciute
a Roma e provincia e forse nell'intera Regione.
In pratica la mia prima esperienza ad Anzio poteva essere paragonata
ad un podista principiante che per la prima gara viene inviato con la
nazionale alle Olimpiadi e dopo gli dicono che parteciperà solo
a gare di paese. Praticamente iniziò la mia "frustrazione"
, il mio "complesso di Anzio", potremmo chiamarlo, che mi
diede anche la voglia di fare qualcosa nella speranza di tornare ai
fasti del '50°.
Arrivò il
'51°, il '52° , il ' 53 ° i collezionisti nostrani capirono
che si sarebbero dovuti organizzare ormai da soli, l'MVCC a Torino
era
lontano.
Degna di nota l'iniziativa del gruppo/club "Star Dust" con
il simbolo della ragazza americana anni'40, ideato da Vittorio Riggi,
Adriano Merlo ed altri che cercavano di risollevare le sorti dei raduni
locali. Un anno organizzarono anche un mercatino di militaria annesso
al raduno, raduno che percorsi quasi tutto in prima dopo la rottura
del cambio. All'epoca il carro attrezzi sembrava un lusso.
Arrivò, poi, l'epoca di Massimo M., al quale va dato l'indiscusso
merito di aver compattato per molti anni proprietari di veicoli e reenactors,
figura questa, fino ad allora sconosciuta.
Dopo aver radunato tutti, o quasi, gli appassionati del Lazio, creò
la sezione MVCC centro Italia, con sede, prima presso il Museo di Anzio
poi, a causa di incomprensioni con Colantuono *, di fatto nella sua
bella tenuta di campagna dove invitava tutti a proprie spese in pranzi/riunioni.
Si fecero molti raduni tra il 1997 e il 2004, Anzio, Aprilia, Artena,
Cassino, Mainarde, Salerno, ecc.
Il settore cresceva, aumentavano i reenectors e la conoscenza uniformo
logica, si aggiungeva qualche mezzo in più.
Al nord si accorsero che anche a sud di Firenze qualcosa in grigioverde
si muoveva.
Iniziammo anche a muoverci verso il nord per partecipare a manifestazioni
notevoli, rientrando poi a Roma con il complesso dei frustrati.
Malgrado la buona volontà di M.M., del suo impegno anche economico
nell'impresa titanica di far crescere il settore, nel 2003-2004, si
manifestarono alcuni problemi "covanti" da tempo. Li riassumo
non per criticare alcuno ma per cronaca storica.
Il problema principale era che la sezione MVCC centro Italia non si
dotò mai di uno statuto autonomo con un consiglio direttivo votato
democraticamente da tutti gli iscritti. Il risultato fù duplice:
da un lato l'MVCC che comunque non ci filava più di tanto, né
mai ci mandò contributi per organizzare bene un raduno, contributi
che rimanevano sempre al di sopra di Bologna-Firenze , dall'altro la
sezione era governata oltre che da il buon M.M. da un "triumvirato"
, nominato dallo stesso Mortari, ma che non godeva di una larga stima
nella maggioranza degli iscritti.
Per partecipare si pagava la quota all'MVCC (e non era popolare) per
i proprietari dei veicoli e una quota ridotta per figuranti e simpatizzanti.
Il triumviarato, di cui non ho nulla da dire a livello personale, stimandoli
come preparati ed appassionati collezionisti, creò alcuni malumori,
dovuti alla carenza organizzativa sul campo. In effetti tutti e tre,
all'epoca erano figuranti, e spesso non soddisfacevano le esigenze dei
"Jeepparoli".
Uno dei problemi principali a livello logistico era stato l'aumento
del numero dei figuranti rispetto ai veicoli disponibili. In pratica
eravamo come le Divisioni Italiane, definite dal Regime Fascista con
un gioco di parole "Autotrasportabili" e non Autotrasportate,
cioè se ci fossero stati sufficienti autocarri, non sarebbero
andate a piedi!
A volte ci furono scene tragi-comiche: proprietari di veicoli, immatricolati
autocarri, che discutevano per non far salire i figuranti, figuranti
che prendevano all'assalto i pochi veicoli presenti e non era mai disponibile
un veicolo più grosso di una Jeep, sidecar carichi di minimo
3 fanti tedeschi affardellati, ritardi nelle partenze della colonna
che si ripercuotevano fino a sera. Mitica rimase la scena di vedere
sfrecciare sulla nettunese,con il buio, la jeep di Marco Bucci con annesso
carrello, stracarichi di figuranti. All'epoca, tra i figuranti, non
vi era ancora quella sensibilità collaborativa con l'autista;
mi capitò di rimanere senza benzina a Nettuno, mi girai per chiedere
aiuto ai miei due trasportati (non faccio nomi ma erano gemelli), e
li vidi già saliti su un altro mezzo marciante
Le incomprensioni aumentavano e spettacolare fù la protesta di
Bucci, quando si presentò ad un raduno con la Jeep carica, dietro
di materiale e vicino al posto del guidatore con un manichino vestito
da Americano! Fù una comica per tutto il raduno.
Il buon M.M. si sobbarcò anche l'onere di affittare un pulman
turistico per caricare quanti non avessero trovato posto sui veicoli
ed anche per invitare parenti ed amici alle manifestazioni. Naturalmente
i figuranti preferirono farsi trascinare dalle jeep legati con una corda
pur di non subire l'onta di salire in divisa su un pulman turistico.
Spesso il pulman restava bloccato nell'impossibilità di seguire
la colonna sugli impervi campi di battaglia, con imprecazioni dell'autista.
Iniziava allora una spola con le Jeep per trasferire i "neo profughi"
dal pulman al luogo scelto per la sosta.
La diaspora jeepparoli-figuranti produsse però un positivo effetto
domino spronante all'acquisto di veicoli. Alfonso acquistò un
lotto di Jeep e parti di ricambio, poi la sua rara e bella Sedan; molti
altri iniziarono la loro corsa all'acquisto di mezzi a fronte di sacrifici
personali lodevoli.
Altri problemi si
verificarono nelle scelte dei percorsi e dei ristori, scelte spesso
delegate da M. M. al triumvirato, che non verificando il percorso, spesso
compromettevano la buona riuscita della manifestazione.
Ricordo l'episodio di uno dei pochi Dodge scesi dal nord, rimasto incastrato
in un vicolo di un paese in ciociaria; ricordo il "professore"
abbandonato a se stesso con la jeep rotta in una remota località
della linea gustav ed ospitato dai gentili abitanti di una casa; ricordo
un interminabile tour montano sulle Mainarde organizzato da Arcese che
non avendo mai guidato una jeep aveva previsto medie orarie da Ferrari;
rimase negli annali il ristorante scelto in un raduno ad Anzio, distante
almeno 30 km., percorsi sulla trafficata via Pontina di domenica, era
il "Tuca-Tuca" anonimo e squallido ristorante aperto per l'occasione
che ci somministrò un pasto a prezzi non proprio convenzionati.
Questo ed altri analoghi episodi fecero nascere chiacchiere circa presunte
"creste" nella scelta dei ristoratori.
In questi anni svariati soci MVCC parteciparono ai raduni, promettendoci
di non sobbarcarsi più una trasferta del genere per manifestazioni
maldestramente organizzate, immagino poi il passaparola che si diffuse.
Un' idea fu partorita dal nucleo decisionale del gruppo : evitare i
ristoranti con le interminabili attese e promuovere alcuni "fortunati"
a cambusieri!
Il risultato fù che per svariate edizioni Marco Bucci, unico
proprietario di carrello bantam, attrezzò l'appendice a mò
di ristoro ambulante con l'occorrente per cucinare,
dai fuochi a gas, alle pentole, alle salsicce, ecc.
In pratica eravamo ridotti ad "autieri", "cambusieri",
"furieri" , comandati da "ufficiali" non troppo
amati dalla truppa.
Per avere un po' di autonomia operativa avevamo intanto costituito l'Associazione
"Storia del Lazio 1943-'45", (Riggi-Sorci-Arena-Bucci) con
la quale organizzammo discrete mostre, tra cui meritano menzione quella
di Artena e Velletri; a Velletri in occasione del 60° della battaglia
si organizzò una mostra, Paolo presentò il suo libro,
e accogliemmo molti veterani americani; con una cerimonia si pose una
targa in marmo sull'Artemisio a perenne ricordo della 36° divisione.
Più che perenne, il ricordo, fù di soli pochi mesi, essendo
stata distrutta da italici vandali.
Correva l'anno 2004
L'epilogo dell'era "M. M." fù in occasione del 60°
Anniversario di Anzio-Nettuno. Immaginavo nella mia fantasia un ritorno
ai fasti del '50° ma il mio "Complesso di Anzio" ebbe
motivi per crescere.
Si tentò di suggerire a Mortari e suoi Pretoriani un incontro
per decidere insieme il programma dell'evento al quale volevamo dare
una certa risonanza. La richiesta fù respinta ed il programma
era già fatto. I raduni di Anzio e San Pietro Infine furono paragonabili
al "disastro del rapido" fortunatamente senza morti e feriti.
Nel primo si passò almeno mezza giornata in un parcheggio di
una scuola nella periferia di Anzio,la cui fondatrice pareva essere
americana (ancor oggi ci si chiede perché eravamo là),
l'altro si concluse alle 14,00 con un "tutti a casa" dopo
la "sola" avuta dalla amministrazione locale.
Era finita. I tempi erano ormai maturi.
A febbraio 2004 si fondò l'High Way Six Club, con un oggetto
sociale che dava importanza in primis ai veicoli militari d'epoca, con
regole democratiche, assemblee e cariche sociali e con l'obiettivo di
diventare un punto di riferimento del centro sud .
In quell'anno io, Alberto e Paolo andammo in Normandia portando una
jeep sul carrello stradale. Fù una esperienza indimenticabile
e costruttiva che ci caricò di nuove energie per lo sviluppo
del neonato Club.
Al 61° di Anzio-Nettuno ci ritrovammo in via ufficiosa con i soci
fondatori ed i primi iscritti; ci contammo : io, Paolo, Vittorio, Marco,
Lidia, Claudio, Paola, Giancarlo, Alfonso, Patrizia. Praticamente si
ripartiva quasi da zero. Fù un'uscita informale tra amici, senza
pubblicità e programmi. Durante il pranzo si iniziarono a piantare
i semi per le successive edizioni.
Iniziammo a contattare ogni individuo vivente di cui vi era notizia,
che possedesse un veicolo militare d'epoca, nel raggio di 300 km.
Alberto, veterano dei raduni italiani, contattò collezionisti
che non si erano più visti da anni, vedi i Taddei, al quale non
era mai piaciuto troppo l'abbigliamento militare;
se si vedeva una jeep parcheggiata, lasciavamo un nostro recapito per
farci contattare nella speranza di un nuovo iscritto; rastrellammo proprietari
di jeep stravaganti e mal restaurate per ingrossare le nostre fila ed
istruirli sul miglioramento del mezzo. Arrivò addirittura una
jeep trasformata in carro attrezzi con la cabina di una panda! Setacciammo
club di auto storiche per sapere se c'erano veicoli militari; chiedemmo
a Giovanni Rota di segnalarci persone nel Lazio che gli richiedevano
pezzi di ricambio o restauri.
Fù un lavoro lento e continuo che spesso doveva vincere la diffidenza
di molti delusi da altre associazioni e di altri che storicamente si
iscrivevano all'MVCC.
Iniziammo a partecipare periodicamente a raduni fuori regione per pubblicizzare
il club e la nostra manifestazione di Anzio per la quale stampammo pieghevoli
pubblicitari.
Il 62° anniversario fù il rilancio ufficiale dell'evento,
nel quale si cercò di non lasciare nulla al caso, per riacquistare
credibilità con gli iscritti. Il massimo sforzo organizzativo
fù di predisporre un tabellone, tipo tablò matrimoniale,
sul quale erano riportati i disegnini di tutti i veicoli iscritti con
i reenectors già assegnati ai loro posti. Si studiarono percorsi
nuovi, ristori veloci, concorsi a premi, serata di gala per il sabato,
speaker che durante la sfilata spiegasse all'ignaro pubblico le caratteristiche
dei veicoli, incontri con veterani, gadget ricordo e una segreteria
più che efficiente. Anno dopo anno la manifestazione è
cresciuta arrivando a contare oltre 40 veicoli e 150 partecipanti, arrivarono
gli aerei d'epoca grazie a Carocci e a Peppe Arcangeli. Iniziarono a
rivedersi collezionisti dal nord e qualche straniero! (Francia, Inghilterra,
Repubblica Ceka, Belgio).
Malgrado divenne sempre più complicato entrare nel poligono,
ogni anno ci si imbarcava in richieste, assicurazioni, liste con nomi
e targhe (!) e documenti pur di non perdere questa opportunità
.
Credo che, se è possibile fare un paragone, sia il Club, sia
la manifestazione di Anzio e Nettuno siano cresciuti insieme, come un
bambino allevato con cura. Con il nuovo C.D. grazie alle nuove e fresche
energie di Stefano Cardoni, quel bambino è diventato un adolescente
e come tale è difficile da gestire. Non mi dilungo su ciò
che è stato fatto negli ultimi 2/3 anni perché ne siete
a conoscenza. E' stato fatto tanto, sia a livello di direttivo che di
crescita individuale dei soci. Con sacrifici non indifferenti per tutti
sono arrivate altre jeep, Dodge, GMC, half truck; i gruppi reenectors
si sono organizzati al meglio. Se non ci fosse stata la neve a fermare
i Duck, quest'anno, il livello generale era degno e anche migliore del
1994 , forse non ho più il "Complesso di Anzio" !
Mi scuso se ho dimenticato personaggi, fatti o altro, ma questa storia
è completabile da chi vuole, con propri ricordi.
Precisazioni in merito all'articolo "Correva l'anno
1994
Precisazioni:
- il termine "Pretoriani" non voleva essere offensivo;
- i tre del triumviro svolgevano i propri compiti a livello di amicizia
per coadiuvare M. M. nella organizzazione dei raduni;
- ribadisco la mia stima in M. M. per aver avviato il movimento di rievocazione
storica nel Lazio;
- la stima non goduta dalla "truppa" nei confronti de triumviro
è da intendersi in riferimento alla capacità organizzativa
di manifestazioni con veicoli militari in quel periodo; confermo loro,
la mia stima personale per l'impegno profuso nel settore della militaria
e della storia;
- il mio racconto degli anni 1994-2004, non pretende di essere esaustivo,
quindi tutti possono esprimere la loro opinione su questa rubrica;
- il C.D. dell'HW6 non pretende di aver organizzato i migliori eventi
ad Anzio e Nettuno, ma di aver profuso negli ultimi sette anni grandi
energie nel tentativo di migliorare.
Ennio A.
3/02/2011(posted)
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Anzio/Nettuno D-Day
news (di Peppe
Arcangeli)
Sono sbarcato, in
una fredda notte del 22 gennaio 1944, sulla spiaggia <Red>, a
sud di Anzio, con la 3rd Division, (VI Corps) non c'è, fortunatamente
molto fuoco nemico ad attenderci e quindi abbiamo tempo per trincerarsi
e coprirci anche per combattere il freddo pungente. A sud, dalle parti
del Canale Mussolini, si sentono le artiglierie e il <crak crak>
delle MG 42 della <Herman Goering Panzer Fallshirm Divisionen>
che già si era trasferita, in linea nella notte, proveniente
da Littoria e Frosinone. Poveri ragazzi della <Special Service Force>
che hanno addosso il fior fiore dell'esercito tedesco, ma ce la faranno
quei ragazzi, sono bene addestrati ed operano di concerto consapevoli
dell'obiettivo da raggiungere.
Fortunatamente, data la scarsa controffensiva nemica, abbiamo tempo,
sdraiati scomodamente nella nostra Fox Hole, per pensare e soprattutto
per ascoltare le mille voci che giungono da differenti direzioni e dai
vari <P.C> (Post Command) sparsi lungo la <testa di ponte>:
<voci a caso nella notte> (
) abbiamo fatto dei briefing
accurati nei mesi precedenti, abbiamo considerato ogni eventuale possibilità
curando di avere, in caso di contrattacco violento od errori dovuti
alla fretta od alla scarsa volontà di operare, una alternativa
valida che ci salvasse le chiappe al momento della resa dei conti ma
non è servito a molto!. E poi: (
) Fu deciso che gli sbarchi
avrebbero dovuto essere programmati a dovere, organizzati e coordinati
da HighWay Six senza interferenze esterne, invece abbiamo visto estranei
e controfigure, magari non gradite che operavano in modo farraginoso
e pericoloso, forse avranno anche hanno fatto scena ma ci doveva essere
un controllo maggiore da parte delle Autorità del luogo che avrebbero
dovuto rispettare quanto deciso nel corso dei briefing e cioè
fermare prima del bagnasciuga le forze nemiche e inaspettate.
Le armi di piccolo
calibro cantano nella notte
(
) lo sbarco è riuscito
a prezzo di tanti sacrifici anche perché non sono stati rispettati
in toto i termini economici stabiliti a tavolino tra i due Stati Maggiori.
Qualcuno chiama a gran voce :-medic medic here!!- Il plotone Sanitario
fa il suo dovere ma si nota che non c'è coordinamento o evidenza
di una qualche strategia, però i <ragazzi> fanno il loro
dovere e caricano i feriti sulle jeep. Confusione dappertutto, arriva
anche un ricognitore tedesco che ci sfila volando basso ed in prestallo
sulla testa, è bello a vedersi anche perché non è
armato. Speriamo che i "109" rimangano a terra anche domani.
Ci sono dei tedeschi che gridano sulla spiaggia affiancati da militi
della <San Marco>, sono assaliti da un nugolo di nostri soldati
ma non cedono, rimangono dandosi da fare con le loro armi in pugno,
sembrano coraggiosi e determinati. Molti di loro forse non erano stati
messi nel conto.
(
)i nostri
mezzi entrano ad Anzio, in poco tempo, la confusione è veramente
totale, gli MP non sono pronti a far rispettare le regole del traffico
logistico con conseguenti blocchi e fermate che fanno perdere tempo
e fanno saltare il piano di consolidamento della (beachhead). Anche
qui gli ordini avuti dal comando MP (101st, 504th e 759th Battalions)
non sono stati interamente rispettati ed il risultato è solo
quello di intasare il porto e le vie adiacenti e questo non è
operativamente apprezzabile. Ognuno si muove in maniera autonoma, il
CineService della 5th Army si sta dando da fare ma è subissato
da richieste impossibili da accettare e da svariate e buffonesche <pose
guerriere>.
(
) Da una
trincea lì vicino qualcuno si lamenta ad alta voce: maledetto
esercito, non ho mai fatto un pasto a garbo, poca roba e mal cotta,
distribuzione farraginosa, spazi stretti anche perché vengono
tutti in massa, non solo isoldati, a prendere il rancio, ci era stato
promesso di meglio ma, come al solito non si sono rispettati ne i patti
né il programma. Nozze con i fichi secchi, non ci sono altre
parole per descrivere questo marasma appiccicoso e trasudante malanimo
e scarsa professionalità da parte di chi rappresenta le Istituzioni.
Peppe Arcangeli
3/02/2011(posted)
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24 Febbraio
Visita guidata al Forte Bravetta
ECCEZIONALE OPPORTUNITA
PER
ACCEDERE AD UN MANUFATTO NORMALMENTE CHIUSO ABBIAMO OTTENUTO IL
PERMESSO DI UNA VISITA GUIDATA RISERVATA ALLASSOCIAZIONE. LA VISITA
E
GRATUITA NECESSARIA LA PRENOTAZIONE ENTRO IL 21 FEBBRAIO
info@associazionekeiro.it
tel 339 6308071
Il forte Bravetta
fa parte
delle cintura di forti romani e fu costruito tra dicembre 1877 e
gennaio 1883, con un costo di poco superiore al milione di lire (£
1.030.553) e unindennità di esproprio assai modesta, pari
a £ 46.260,
per unarea poco appetibile da un punto di vista edili. l forte,
che
dallinizio del secolo era adibito a poligono di tiro per le reclute
dellesercito, nel periodo fascista fu utilizzato come luogo di
esecuzione delle sentenze di morte emesse dal Tribunale speciale per
la
difesa dello stato.
Durante loccupazione militare tedesca della città
(10 settembre 1943 3 giugno 1944) il forte fu adibito a luogo
di
esecuzione delle sentenze di morte emesse dal Tribunale militare di
guerra germanico. Un monumento posto allingresso del forte, ricorda
l
uccisione di 77 patrioti, alcuni dei quali fucilati il 3 giugno 1944
a
poche ore dalla liberazione della città. Nellestate del
1945 vi furono
fucilati alcuni criminali di guerra, condannati dallalta corte
di
giustizia. Ricordiamo Pietro Caruso, questore fascista di roma, e
Pietro Koch, capo dellomonima banda al servizio delle
ss di Kappler.
Situato nel XVI°
Municipio ricade allinterno della riserva naturale
Valle dei Casali, si estende su una superficie di 10,6 ettari.
Destinato dal Prg del 1962 a zona G4 (case unifamiliari con giardino)
con il nuovo Prg, a seguito dellistituzione con legge Regionale
29/97
della Riserva Naturale Regionale della Valle dei Casali, lo classifica
come Parchi Istituiti. Attualmente nel forte risulta ancora
attivo un
deposito militare, anche se è in via di acquisizione da parte
del
comune di Roma. Nel 1997 si è costituito un comitato Forte Bravetta.
La gran parte di
questo testo proviene dal libro a cura di Elvira
Cajano Il sistema dei Forti militari a Roma - Gangemi Editore
la cui
proprietà letteraria è riservata
App,to ore 14,45
sul posto Via di
Bravetta angolo via del Forte Bravetta
3/02/2011(posted)
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Il successo di Radio
Londra Articolo
con foto in formato Pdf
Autore Luciano Alberghini Maltoni. Pubblicato su Storia
Militare N.110 anno X del novembre
2002
Buona sera, due mesi di arresto e mille lire di multa colla condizionale:
è
questo il prezzo, per ogni cittadino italiano incensurato, dell'abbonamento
alle trasmissioni di Radio Londra, oltre al canone annuale dell'EIAR
e
all'eventuale confisca dell'apparecchio, se questo è di proprietà
del nostro
ascoltatore. Il prezzo è caro, ne conveniamo, ma non siamo noi
a trarne
profitto; e, d'altronde, il numero crescente dei nostri ascoltatori
dimostra
quanto siano vaste le categorie di italiani che affrontano questo rischio
per ascoltarci.1
Preceduto dalle solenni battute iniziali della 5.a sinfonia di Beethoven
( tuntun-tun-tuun) il tradizionale buonasera del Col. Stevens rappresentò
per centinaia di migliaia di italiani un appuntamento fisso da non mancare.
Per tutti i lunghi anni della guerra nei fumosi bar della penisola alle
ore 22 si chiudevano le saracinesche allontanando con qualche scusa
gli avventori
non affidabili, le famiglie si riunivano presso i fortunati possessori
di
apparecchi radio, insospettabili borghesi e gerarchi del regime si appartavano
nei loro salotti. Se un visitatore bussava alla porta si spegneva di
colpo la
radio. Si spegnevano a volte anche le luci; come se l'oscurità
dovesse attutire
il suono; si usavano le cuffie; si adoperavano ingegnose antenne portatili
orientandole in modo da favorire la ricezione ed eliminare le rumorose
interferenze delle stazioni di regime e quando finalmente emergeva dalla
magica scatola la voce inconfondibile di Stevens era un grande successo.
Alla schiera di ascoltatori di tutte le classi sociali, se ne aggiunse
dopo il
settembre 1943, una nuova, uomini e donne ansiosamente incollati
allaltoparlante in attesa di criptici comunicati quali ...Parla
Londra,
trasmettiamo alcuni messaggi speciali:
Felice non è felice; è cessata la pioggia; la mia barba
è bionda;
la mucca non da latte; Giacomone bacia Maometto;
le scarpe mi stanno strette; il pappagallo è rosso; l'aquila
vola.
Parla Londra, abbiamo trasmesso alcuni messaggi speciali.
Anche se allepoca non esisteva lAuditel, Radio Londra conquistò
stabilmente la prima posizione, ma perché la lontana emittente
britannica
ebbe questincredibile successo di ascolto? Quali erano le sue
strategie
comunicazionali, chi erano gli uomini che la animavano, che cosa fece
il
regime fascista per contrastarla e ancora in che modo essa influenzò
gli
eventi politici e militari durante il conflitto? Sul tema di Radio Londra,
a parte
qualche libro dellimmediato dopoguerra non esiste molto2, in questo
articolo
tenterò di tracciare una sintetica storia di quelle trasmissioni
anche se
laffascinante tematica delle tecniche di propaganda, così
attuali nella
2
moderna società mediatica, richiederebbero una ben più
articolata
trattazione.
I locali di Radio Londra
Le trasmissioni in italiano della BBC ebbero inizio il 27 settembre
1938, al
momento culminante della crisi di Monaco. Fu allora che il Governo chiese
all'ente radiofonico britannico di trasmettere il discorso rivolto alla
nazione dal
Primo Ministro Chamberlain in francese, tedesco e italiano. Da questa
trasmissione quasi improvvisata, ebbero inizio i Servizi Europei della
BBC - di
cui la sezione italiana fu una delle prime e più importanti componenti.
Con lo
scoppio delle ostilità nel settembre 1939, le trasmissioni aumentarono
di
numero e di ampiezza; il Servizio Italiano da un quarto d'ora al giorno
passò
ad un'ora e mezza nel maggio del 1940, e crebbe gradualmente fino ad
una
punta di una ventina di trasmissioni al giorno, per un totale di 4 ore
e un
quarto, nell'agosto del 1943. Sebbene la rubrica italiana delle trasmissioni
BBC fosse molto articolata nellarco della giornata il massimo
ascolto si
posizionava nella fascia serale intorno allora di cena (la trasmissione
era
irradiata su varie frequenze sia nelle onde medie che nelle onde corte).
Radio Londra nacque anche per contrastare il successo propagandistico
di
un emittente nazionale di regime Radio Bari che trasmetteva
verso il bacino
dutenza del Levante essendo principalmente destinata alla numerosa
comunità italiana in Egitto, alle forze armate nel Dodecaneso
ed in generale
verso la comunità musulmana (con un apposita trasmissione in
lingua araba)
nel tentativo di acquisirne le simpatie verso il regime.
Nel Servizio Italiano di Radio Londra c'era un personaggio che si impose
rapidamente all'attenzione degli ascoltatori: il Colonnello H. R. Stevens,
soprannominato "Colonnello Buonasera" per come iniziava i
suoi commenti:
Gli ascoltatori indubbiamente se lo immagivano alto, magro, biondo,
tipicamente inglese. Era invece un uomo di statura media dal colorito
3
mediterraneo; già Addetto Militare britannico a Roma, il suo
italiano era
pressoché perfetto nonostante linevitabile accento inglese.
La popolarità di Stevens fu enorme: "Viva il Colonnello
Stevens", videro
scritto a lettere giganti sul dorso di una collina le truppe alleate
al loro sbarco
in Sicilia. Più che persona, in realtà, il famoso colonnello
fu un fenomeno
creato dalla radio: perché se Stevens era la voce, le parole,
il pensiero erano
di Aldo Cassuto, un triestino che aveva già lavorato alla redazione
de "Il
Piccolo". La sua abilità consisteva non solo nella superba
dialettica dei
commenti, ma nella capacità di plasmarli allimmaginario
che gli italiani si
facevano del Colonnello. Era un tono pacato e ragionevole, ben diverso
dalla
violenza verbale dei commentatori fascisti: il suo tono era carico di
promesse
implicite di un futuro roseo non appena l'Italia fosse rientrata negli
schemi
tradizionali, non appena corretta quell'aberrazione della guerra, voluta
dal
regime, e ancor più dai veri "cattivi", i tedeschi
di Hitler.
Laparecchio radio di tipo economico Radio Balilla
Completamente diverso lo stile di un altro commentatore di Radio Londra,
Candidus (pseudonimo di John Giuseppe Marus), disponeva di passaporto
inglese essendo nato a Londra da padre veneto. Dopo una esperienza
giovanile nello squadrismo veneto tornò a Londra e di nuovo in
Italia
frequentando circoli antifascisti. Incarcerato e destinato al confino
ne scampò
per le precarie condizioni di salute ma nel 1938 emigrò definitivamente
a
Londra. Fu spiato dalla polizia politica, così come tutti gli
altri antifascisti esuli
allestero, sino al 1942 3, senza tuttavia che fosse scoperta la
sua attività alla
4
BBC. Candidus con le sue taglienti e sferzanti trasmissioni che mai
scendevano in polemica con i propagandisti fascisti e nazisti, aveva
la
capacità di smascherare le menzogne, le contraddizioni dellavversario
con
parole semplici, comprensibili e antidemagogiche.
Altra voce intransigente, fu quella di Paolo Treves, figlio del deputato
socialista Claudio, morto esule in Francia nel 1937. Anche lui, controllato
giorno e notte dalla polizia politica e rubricato come antifascista4
riuscì ad
espatriare con la madre ed il fratello Pietro in Olanda nel 1938 e di
qui a
Londra. Dopo la guerra e fino alla sua immatura scomparsa, si distinse
nella
vita politica della neonata Repubblica. Nella prima fase della guerra
intervenne nelle trasmissioni anche il noto giornalista inglese Cecil
Sfrigge
con le sue conversazioni del "Cittadino Britannico" mentre
negli ultimi anni del
conflitto quelle dell' "Osservatore Londinese" erano di Livio
Zeno Zencovich e
di Umberto Calosso5. già ordinario di lettere in Alessandria
e poi trasferitosi
presso il collegio S.Edward a Malta. Unaltra voce di Radio Londra
fu quella di
Ruggiero Orlando6 mentre i monologhi pieni di buon senso e scintillanti
di
fiorentina arguzia dell"Uomo Qualunque" erano di Elio
Nissim.
Oltre ai commenti politici, c'era poi tutta una serie di programmi speciali:
"l'Osteria del Buon Umore", dove, come informava il ritornello,
"si può dire la
verità": Niente tedeschi,niente censura,niente paura,e
allegri si sta.
La trasmissione "Sottovoce",simulava una conversazione che
s immaginava
aver luogo in Italia tra un antifascista acceso (Paolo Treves), un antifascista
moderato (Leo Shepley), e un ingenuo benpensante' che non sapeva
credere al dramma del fascismo (Tony Lawrence). Cera poi la
"Conversazione dell'Asse", che simboleggiava i rapporti tra
Germania e Italia,
ed era un dialogo tra Herr Bacher un industriale tedesco prepotente
e
grossolano (interpretato mirabilmente da George Weidenfeld, poi divenuto
un
noto editore londinese Lord Weidenfeld) ed il Commendatore Mancini,
il suo
disorientato interlocutore italiano, parte svolta da Uberto Limentani,
che
doveva seguito diventare titolare della cattedra di Italiano all'Università
di
Cambridge.
Queste erano dunque le voci di Radio Londra, dietro di esse una consistente
equipe di redattori, organizzatori,interpreti, supervisori, assistenti,
un centro di
monitoraggio di tutte le trasmissioni radio estere ed una sala telescriventi
che
riceveva dispacci giorno e notte da tutto il mondo. Regista degli inizi
fu Cecil
Sfrigge e dal gennaio 1941 sino alla fine del conflitto, C.F.Whittal,
già
corrispondente della Reuter a Roma dal 1932 al 1938.
5
Il cardine della strategia mediatica della BBC e di Radio Londra era
quello di
tenere separate le notizie sia politiche che militari dal commento.
Un teorema
del moderno giornalismo che portò la BBC a guadagnarsi la fama
di cui gode
ancora sebbene in declino. In tempo di guerra anche nelle nazioni
democratiche nessun ente radiofonico, poteva pemettersi dignorare
le
politiche dettate dai rispettivi governi, in Gran Bretagna era il Ministry
of
Information ed il Political Warfare Executive che definivano le linee
della
propaganda ma la BBC nel suo notiziario italiano di Radio Londra dimostrò
sempre un notevole spirito dautonomia sia nei contenuti che nelle
scelte
editoriali. I testi erano preparati direttamente in italiano e dopo
tradotti in
inglese per la verifica e larchiviazione. Paradossalmente non
abbiamo che
poche registrazioni foniche di quelle trasmissioni, infatti non esistendo
le
moderne tecniche di registrazione magnetica su nastro era estremamente
costoso conservare le registrazioni sotto forma di microsolco. Col progredire
del conflitto, loccupazione dell Est Europa e della Francia,
il sorgere dei
movimenti di resistenza Radio Londra accentuò la sua funzione
militare di
dispacciatore criptato di notizie destinate ai combattenti
della resistenza ed
ai commandos. Il committente di queste misteriose ed ancora oggi oscure
trasmissioni era lo Special Operation Executive, uno dei vari servizi
segreti
britannici meno noto del più celebre MI 6, con cui entrò
spesso in rotta di
collisione.
Le trasmissioni per lItalia durante il conflitto
Lasttegiam,ento di RL nei confronti dell?iartòlaia fu,
sino alla dichiarazione di
guerra del guigno 1940, cauto se non addirittura amichevole. La politica
di
Londra era infatti quella di scindere le responsabilità del fascismo
che essa
non contestava da quelle del nazismo, afferamendo che la sua volontà
di
distruggere il nazismo non implicava auotmaticamnte anche lannientamneto
del fascismo. Le notizie di RL in quel periodo sono attente alle vicende
6
belliche, si enfatizza il blocco navale alla Germnania, gli aspetti
ecomnnomici,
La potenza industriale della Gran Bretagna, afferma RL, la sua capacità
di
accesso alle materie prime del suo Impero Coloniale, lelevato
gardoi di
mobilitazione civile e la partecipazione consapevole della popolazione
acontrareraea sono in grado di fronteggiare efficacemente la Germania.
Sulla
dolorosa pagina di Dunkerque, RL non tace nulla. Già qui possiamo
riscontrare la fondamentale differenza tra RL e le emittenti nazifasciste
che
fanno dichiaratamente propaganda, la BBC fa informazione e poi commenta.
Lentrata in guerra dell?italia appare a RL come un fatto incomprensibile
da
cui il paese non trarrà alcun vantaggio, Hitelr infatti non consegnerà
la
Tunisia, la Corsica e Nizza. RL poi ricordando il discorso di Ciano
del 16
gennaio alla Camera afferma che lItalia è militarmente
ed industrialmente
impreparata al conflitto. La guerra accentuerà la dipendenza
economica dalla
Germania e linvasione della Romania impedirà laccesso
a quei pozzi
petrolfoeri che lAgip da tempo voleva sfruttare. Il carbone tedesco
è poi di
qualità diversa da quello usuale per gli impianti italiani e
quindi si renderanno
necessarie costose modifiche e si accentuerà la dipedenza energetica.
Il
peso della pericolosa avventura mussoliniana ricadrà sugli starti
ppoplari e
sulla piccola media borghesia mentre la sanuguinosa e fallimentare
campagna di Grecia consente a RL di smentire le facili promesse del
dittatore. Sulle Forze Armate italiane il giudizo di RL non è
benevolo, solo la
Regia Marina è lunica che viene confrontata con la Royal
Navy. RL osserva
infatti che le navi della flotta italiana sono mediamnte più
veloci di quella
britannica ma hanno corazzatura inferiore e sono quindi più vulnerabili.
Alla
scarsa combattività della flotta italiana denunciata da RL si
aggiunge la
mancanza di protezione aerea e di navi portaerei. Il successo dellattacco
aerosilurante britannico a Taranto (13-11-1940) è secondo RL
la riprova delle
sue argomentazioni militari e che una flotta immobile nei porti è
ancora di più
vulnerabile oltre che a non servire allo scopo di controllo del Mare
Nostrum.
7
Durante la battaglia dInghilterra nelestate del 1940, RL
riferisce con dovizia
di particolari della guerra aerea e dei bombradamneti subiti. Il popolo
britannico sopporta con determinazione e coraggio il peso dei
bombradmnaeti e soprattutto lottima organizzazione della protezione
civile
consnete a Stevens di ribadire che dopo la 200.a incursione tedesca
i tyram,
gli autobus ed i treni continuano a funzionare. La sconfitta iatlian
del 1941 in
Afrca Settentrionale e lelevato numero di prigionieri sono secondo
RL la
dimostrazione dellinefficienza delle forze armate ma anche dello
scarso
spirito di adesione alla guerra voluta dal duce. E tutto sommato
facile per RL
denunciare le reticenze, i ritardi nei bollettini dellEIAR così
come smentire le
trionfalistiche promesse di Mussolini che Stevens ironicamente chiama
Musso. Sul finire del 1941, le notizie sul cedimento del
favore dellopinione
pubblica al regime arrivano per varie fonti (informazioni diplomatiche,
spionistiche etcc.) a RL per cui essa può affermare di essere,
essa stessa,
lunica emittente che racconta la verità agli italiani.
Le verità che racconta RL
sono anche quelle della sconfitta in Grecia del corpo di spedizone britannico
così come della fuga da Creta e delle grandi perdite della Marina.
Proprio le
vittorie tedesche in Grecia e ad Creta consentono allEIAR di riprendere
i suoi
toni trionfalistici tramite i suoi commentatori come Appelius ( noto
per aver
conmiato lo slogan Dio stramaledica gli inglesi ), Ansaldo,
Alessi; Bastianini
ed altri. A diffrenza dei toni profetici e trionfalistici dei vari Appelius,
RL è
molto cauta nel commentare i grandi eventi di quellanno come lattacco
alURSS e quello giapponese di Pearl Harbour. RL si limita ad osservare
che
lìoperazione Barbarossa pone fine alle speranze della guerra
lampo e con
sollievo prende atto del clamoroso errore strategico hitleriano di non
aver
linvaso lisola. Nle corso del 1942 i media di regime non
possono più, viste le
sorti del conflitto, perseguire lobiettivo della propaganda trionfalistica
ma
devono celare quanto più possibile le cattive notizie e ceracre
di distorcere il
quadro militare della situazione, si percepisce infati limminenza
del collasso
8
finale. RL invece ha lobiettivo opposto, fornire dati, cifre,
notizie sulla gravità
della situazione ecomnmica e militare, ripetendo ossessivamente le colpe
di
Mussolini che ha condotto lesercito alla disfatta ed il paese
al totale
asservimento della Germania. Proprio intorno alla metà del 1942
RL comincia
a dare notizie su stragi e persecuzioni naziste di ebrei ed altre minoranze
ma
non erano ancora note le drammatiche verità dei campi di concentramento.
In quellanno compaiono anche le priem notizie sui movimenti resistenziali
in
Russia, Jugolsavia e Francia. Con la svolta dellautunno 1942 (
gli Alleati
passaronno alloffensiva in AS a Stalingrado e nel Pacifico) ed
il War Office a
Londra il 20 novembre definì la strategia per lItalia ossia
quella
delleliminazione dellItalia dal conflitto al più
presto. Questa svolta si
accompagnò come sappiamo, ad una intensa campagna di bombardamenti
aerei su città, ferrovie e industrie. Non era facile per RL addebitare
queste
distruzioni e l inevitabile costo di vite umane al regime fascista,
tuttavia RL
ricordava che la mancata fornitura di armi antiaeree da parte dei tedeschi
così come la disorganizzazione della protezione civile erano
le prime cause
dei pesanti disastri che lItalia civile pagava ed inoltre che
lodio antinglese di
Mussolini lo spinse a richiedere la partecipazione della Regia Aeronautica
ai
bombardamenti di Londra. La sconfitta di El Alamein venne poi annunciata
da
RL come linevitabile conseguenza degli errori del regime, tuttavia
era
sempre presente nei comunicati la preoccupazione di evitare toni troppo
duri
o di rivalsa nei confronti degli italiani. Nel 1943 si assiste ad un
cambiamnetnto nella strategia mediatica di RL infatti, se fino ad allora
essa
rivelava notizie sconosciute e si sforzava di far comperendere la gravità
della
crisi economica e militare, dagli inizi di quellanno essa si focalizza
sulla crisi
politica interna del regime, Colosso nelle trasmissioni di Free Italy
comincia a
palrlare di pace separata, do organizzazioni clandestine
in Francai, di
sollevazioni polari. Quando poi la ritirata dellAsse assume i
contorni della
fuga disperata verso la Sicilia, Stevens ha parole di apprezzamento
per la
9
Regia Marina che si affanna a traghettare i resti dellEsercito
e che egli
afferma essere rimasta immune dalla corruzione fascista.
Sui tedeschi che
hanno lasciato indietro migliaia di soldati italiani impossessandosi
di tutti i
trasporti, Stevens ha parole di dura condanna. Di particolare interesse
sarebbe esaminare analiticamente le trasmissioni nei fatidici 45 giorni
del
Governo Badoglio dal 25 luglio all8 settembre, pur non essendo
possibile in
questa sede ne ricordo gli aspetti essenziali. Sino a poco prima della
firma
dellArmistizio di Cassibile, RL individua lucidamente le contraddizioni,
il
machiavellismo, lattendismo, le compromissioni col passato regime
di
Badoglio. Dopo l8 settembre e sino al giugno 1944, con lItalia
divisa in due ,
le trasmissioni di RL raggiungono il massimo dintensità
(4 ore al giorno) e
complessità. In questo periodo RL si proprone come ponte tra
le due Italie,
coem organo di formazione di un opinione pubblica non usa alla democrazia
nel Sud ed infine come strumento di comunicazione militare per la
Resistenza. Si susegeuono commenti di natura politica ed istituzionale
sui
futuri assetti del paese, sulla spnosa questione dellabdicazione
del Re,
sullarrivo di Togliatti e sulla svolta di Salerno. Traspare la
preoccupazione
agli iataliani come gli Alleati si facessero granti della ricostruzione
e di una
trasnsizione non traumatica al regiem democratico. A proposito della
neonata
RSI , RL ne denuncia con durezza la funzione strumentale agli interessi
tedeschi volti a drenare la residue risorse industriali del Nord Italia.
Candidus
esorta quindi gli iataliani alla lotta armata denunciando il fallimento
della
campagna di arruolamento coatto lanciata da Graziani. Paolo Treves
comincia poi a dare notizie dalle azioni partigiane, delle fucilazioni,
delle
atrocità commesse dai nazifascisti e dalla varie bande criminali
ad essi
collegate nel carcere di Via Tasso e nelle pensioni Iachino e d Oltremare.
Rispetto ai movimenti resistenziali RL ne circoscrive la funaizone ed
il
significato allle pure attività militari, con ciò recependo
le preoccupazioni e le
direttive conservatrici del Governo inglese verso la politicizzazione
del
10
movimento. Il discorso del gen.Alexander del 3 novenmbre 1944, in cui
egli
invita le formazioni partigiane ad una pura attività di sabotaggio
ed
intelligence rinunciando ad azioni attive di guerriglia, crea notevole
sconforto
e grandi polemiche, egli giustifica tale invito con lapprossimarsi
della stasi
delle operazioni miliatri alleate in Italia. Durante linverno
del 44 rl torna a
parlare della Germania, dei bombardamenti alleati e della assurda decisone
hitleriana di scagliare i razzi volanti V1 conmtro Londra anziché
contro gli
esecriti alleati sul fronte occidentale. Con lapprossimarsi della
fine del
conflitto prevale nelle trasmissioni il contenuto politico della propoganada
inglese. Dopo la repressione dellinsurrezione comunista in Grecia
(operazione Manna) partigiana SteE negandone con ciò ogni funzione
politica
matteggiamento di Naturalmente i commenti sulla
1 Trasmissione del 22 aprile 1941, 22.40
2 Linventario delle trasmissioni di Radio Londra fu organizzato
in collaborazione con la Britsh
Broadcasting Corporation dall Archivio Centrale di Stato nel 1970,
non abbiamo le registrazioni
foniche ma le trascrizioni di queste ultime. Esse furono successivamente
microfilmate. Questo
prezioso lavoro di ricerca fu pubblicato da una studiosa dellArchivio
Centrale di Stato, Maura
Piccialuti Caprioli nel 1980, da esso ho tratto ispirazione e documentazione
per il presente articolo.
3 ACS fondo Casellario Politico Centrale (CPC) Busta 3112 fascicolo
20754
4 ACS fondo Casellario Politico Centrale (CPC) Busta 5210 fascicolo
32261, una delle opere più
note di C. Treves è Quello che ha fatto Mussolini.
5 Già ordinario di lettere in Alessandria e poi trasferitosi
presso il collegio S.Edward a
Malta.Definito antifascista pericoloso da arrestare proprio
per la sua capacità dialettica e
dinfluenzamento antinazionale. ACS fondo Casellario
Politico Centrale (CPC) Busta 958
fascicolo 6456.
6 Ruggiero Orlando divenne poi un celebre giornalista della RAI, negli
anni 60 e 70 esordiva nelle
sue corrispondenze con il famoso qui Nuova York , vi parla Ruggero
Orlando
in ciò
ricalcando lo stile del Col.Stevens.
28/11/2010 (posted)
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AVIATION DAY : CULTURA E SOLIDARIETA'
30 novembre al 2 dicembre
Un evento molto
affascinante in Fiera di Roma. In occasione del prossimo Salone Italy
Airspace Expo, dedicato ai settori dell'Aviazione civile, militare e business,
al settore della Difesa, al settore della Ricerca e della Tecnologia Aeronautica,
al settore degli Aeroporti ed al settore degli Elicotteri e degli Aerei
è stato organizzato un evento collaterale molto interessante: AVIATION
DAY ( www.aviationday.it
) curato dalla dott.ssa Francesca Bittarello dell' AVIATORIA CONSULTING
( www.aviatoriaconsulting.it
) in collaborazione con "ITALY AIRSPACE EXPO". I visitatori
che il 30 novembre al 2 dicembre saranno alla Fiera di Roma per "
Italy Airspace Expo" troveranno nel Padiglione 9 l'area riservata
ad AVIATION DAY in ben 400 mq di esposizione. In un'unica area espositiva
saranno esposte le principali Mostre nazionali dedicate alla storia dell'aviazione.
Sarà un affascinante viaggio culturale dove la storia dell'aeronautica
sarà il filo rosso dominante il percorso divulgativo. I visitatori
potranno così ripercorrere, in una sola giornata, la storia dell'aeronautica
sino ai tempi moderni, vedere volti, leggere storie e "toccare"
con mano reali testimonianze del nostro passato aviatorio. Tanti e prestigiosi
gli espositori che partecipano all' esposizione culturale, riuniti anche
in nome della Solidarietà: infatti si entrerà a titolo gratuito
ma con la possibilità di fare una oblazione volontaria tramite
c/c all' Onfa ( Opera Nazionale per i Figli degli Aviatori ) ospitata
in un angolo apposito all'interno dell' Aviation Day. Info www.aviatoriaconsulting.it
e www.aviationday.it
LISTA ESPOSITORI AREA AVIATION DAY:
- ONFA L'esigenza umanitaria di assistere i superstiti di aviatori deceduti
è nata con l'affermarsi del mezzo aereo. Nel corso della sua esistenza
l'O.N.F.A. ha assistito i propri orfani sostanzialmente attraverso due
forme, e cioè: con l'assistenza diretta, accogliendo gli orfani
in asili, scuole primarie e secondarie, colonie etc. gestite direttamente
presso proprie strutture; con l'assistenza indiretta, erogando sussidi
monetari agli orfani rimasti in famiglia. Possibilità di un'oblazione
in c/c postale n. IT 15 C 07601 03200 000036562007
- BENI CULTURALI : AEROFOTOTECA NAZIONALE DEI BENI CULTURALI Nello stand
riservato ai Beni Culturali -ICCD sarà presente la rivista "Forma
Urbis" di questo mese poiché verte sulla fotografia aerea
con la possibilità di acquistarla. Il Ministero dei Beni Culturali
partecipa con la rara mostra "Wright vola!".
- MUSEO DELL'AERONAUTICA GIANNI CAPRONI DI TRENTO Partecipa con 10 importanti
quadri di autore a tela sulla storia dell'aeronautica.
- MUSEO DELL'AVIAZIONE DI RIMINI Partecipa con materiale informativo.
- ASSOCIAZIONE TRASVOLATORI ATLANTICI Partecipa con numerosi cimeli. Ci
sarà la possibilità a questo stand di acquistare il libro
"Un Eroe Veneziano, Umberto Klinger e i suoi aeroplani " autore
Bruno De Lisi marito della figlia del celebre trasvolatore.
- COMITATO PER LE CELEBRAZIONI 1° TRASVOLATA ALPINA DI GEO CHAVEZ
Partecipa con materiale d'epoca, e materiale recente simulatore volo.
Sarà presente allo Stand l' ambasciatore Peruviano.
- MUSEO PIAGGIO Qui presente con pannelli fotografici con immagini di
proprietà dell'archivio storico Piaggio relativi alla storia dell'aviazione.
- MOSTRA STEREOSCOPICA Roberto Soldati del servizio Documentazione Scientifica
La Sapienza. Una macchina volante munita di apparati per la ripresa aerea
unica al mondo sarà esposta oltre un visore stereoscopico denominato
Cybernautilus. Per conto di AVIATORIA CONSULTING è stato anche
realizzato un divertente servizio di 10 minuti VUOTI D'ARIA dedicato a
quanti hanno paura di volare.
- AQUILE ROSA : STORIE DI AVIATRICI 1910-1950 La mostra " Aquile
Rosa: storie di aviatrici 1910-1950 " si compone di materiale cartaceo
originale sino al 1950 la collezione privata è della dott.ssa Francesca
Bittarello
- ASSOCIAZIONE DONNE DELL'ARIA : DONNE E VOLO La mostra denominata Donne
e Volo è stata ideata dal C.te Fiorenza de Bernardi , la prima
donna italiana pilota di linea e la terza al mondo. Questa mostra fotografica
ricca di foto a colori e bianco e nero nasce come testimonianza del volo
al femminile nel nostro paese a partire dal 1950.
- AERO CLUB DI ROMA Saranno in esposizione cimeli storici e materiale
più recente.
Nell' area Aviation Day sarà presente anche la casa editrice LO
GISMA con la sua collana di libri sulla storia dell'aeronautica e poster
esclusivi
Nell' area Aviation Day sarà presente anche l' AIREL rappresentanze
aeronautiche.
PER INFORMAZIONI Dott.ssa FRANCESCA BITTARELLO francesca.bittarello@aviatoriaconsulting.it
AVIATION DAY : CULTURE AND SOLIDARITY
A
very fascinating event in Fair in Rome. On the occasion of the next
Saloon Italy Airspace Expo, devoted to the sectors of the civil aviation,
soldier and business, to the sector of the Defense, to the sector of
the Search and the Aeronautical Technology, to the sector of the Airports
and the sector of the Helicopters and the Airplanes a very interesting
collateral event has been organized: Organized AVIATION DAY (www.aviationday.it)
from dott.ssa Francesca bittarello AVIATORIA CONSULTING (www.aviatoriaconsulting.it)
in collaboration with "ITALY AIRSPACE EXPO" The visitors that
on November 30 to December 2 will be to the Fair in Rome for "
Italy Airspace Expo" they will find in the Tent 9 the reserved
area to AVIATION DAY in well 400 mqs of exposure. In an only area exhibition
will be exposed the principal national Shows devoted to the history
of the aviation. It will be a fascinating cultural trip where the history
of the aeronautics will be the dominant red thread the popular run.
The visitors will be able so retrace, in an only day, the history of
the aeronautics actually to the modern times, to see faces, to read
histories and "to touch" with hand real testimonies of our
past aviators. So many and prestigious the exhibitors that participate
in the cultural exposure, reunited also in name of the Solidarity: in
fact he will enter to free title but with the possibility to make a
voluntary donation through c/c to the Onfa - Opera Nazionale per i figli
degli aviatori (National Work for the Children of the Aviators) entertained
in a special angle to the inside of the Aviation Day.
Info www.aviatoriaconsulting.it and www.aviationday.it
IT EDGES EXHIBITORS AREA AVIATION DAY:
- ONFA ( Opera Nazionale per i Figli degli Aviatori from Aeronautica
Militare) L' humanitarian demand to assist the survivors of deceased
aviators was born with to affirm him some mean airplane.During his/her
existence him or.N.F.To. you/he/she has substantially assisted his/her
own orphans through two forms, and that is:, with the direct assistance,
welcoming the orphans in the kindergartens, primary and secondary schools,
colonies etc. you directly manage near own structures; with the indirect
assistance, disbursing monetary benefits to the orphans remained in
family. Possibility of a donation in c/c.
- BENI CULTURALI : AEROFOTOTECA NAZIONALE DEI BENI CULTURALI In the
stand reserved to the Cultural Goods . ICCD will be present the magazine
"Form Urbis" of this month since it concerns on the aerial
photo with the possibility to purchase her/it. Participates with the
rare one shows "Wright flies!".
- MUSEO DELL'AERONAUTICA GIANNI CAPRONI DI TRENTO It participates with
10 important pictures of author in cloth on the history of the aeronautics.
- MUSEO DELL'AVIAZIONE DI RIMINI It participates with material informative.
- ASSOCIAZIONE TRASVOLATORI ATLANTICI It participates with numerous
heirlooms. There will be the possibility to this stand to purchase the
book "A Venetian Hero, Umberto Klinger and his/her airplanes "
brown author De Lisi I marry some daughter of the famous trasvolatore.
- COMITATO PER LE CELEBRAZIONI 1° TRASVOLATA ALPINA DI GEO CHAVEZ
It participates with material of epoch and material recent simulator
flight etc.It will be present to the Stand the Peruvian ambassador.
- MUSEO PIAGGIO Here present with photographic panels with images of
ownership of the historical file Piaggio related to the history of the
aviation.
- MOSTRA STEREOSCOPICA Roberto Soldati of the service Scientific Documentation.
A flying cars provided of apparatuses for the unique aerial resumption
to the world you/he/she will be exposed over a denominated stereoscopic
viewer Cybernautilus. On behalf of AVIATORIA CONSULTING an amusing service
of 10 Empty minutes Of air has been realized also devoted to how much
they are afraid to fly.
- AQUILE ROSA : STORIE DI AVIATRICI 1910-1950 The " Eagles Rosa:
histories of aviatrixes 1910-1950 "are composed of original papery
material to 1950 the private collection it is of the dott.ssa Francesca
Bittarello
- ASSOCIAZIONE DONNE DELL'ARIA : DONNE E VOLO The show denominated Women
and Flight you/he/she has been conceived by the C.you Fiorenza de Bernardi,
the first woman Italian pilot of line and the third one in the world.
This show photographic rich in color photos and white and black it is
born as testimony of the flight to the female one in our country beginning
from the 1950.
- AERO CLUB DI ROMA They will be in exposure heirlooms historical and
material more recent.
Nell' area Aviation Day will be present also the publishing house The
GISMA with his/her necklace of books on the history of the aeronautics
and exclusive poster Nell' area Aviation Day will be present also the
AIREL aeronautical representations.
PER INFORMAZIONI Dott.ssa FRANCESCA BITTARELLO francesca.bittarello@aviatoriaconsulting.it
06/09/2010
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Modulistica
e certificati ASI
(Automotoclub storico italiano)
Abbiamo
tentato di fare ordine e di interpretare, riassumendo in una tabella,
grazie alle notizie tratte dal sito ASI e dal Ministero dei Trasporti,
l'uso e la funzione della modulistica, in nostro possesso, relativa alle
certificazioni ASI.
Questo per fare chiarezza e rendere un po' più comprensibile il
tutto ai soci.
Apri tabella
P.
Carotenuto
05/09/2010
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Federazione
all'ASI (Automotoclub
storico italiano)
Finalmente,
sul sito
ASI,
siamo presenti nell'elenco
dei club federati del Lazio .
http://www.asifed.it/template_pagine/pg_11_mliv.asp?idct=294&idlv=40
27/08/2010
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Libro:
A pictorial history of the 36th texas infantry division
Amici e soci,
mi sono messo in contatto con, Jeff Hunt, direttore del Texas military
forces museum di Camp Mabry, gli ho anche, ovviamente parlato del nostro
club, delle attività di living history, e sono riuscito a farmi
mandare, previo versamento di 57 dollari (paypal) alla fondazione del
museo dedicato alla 36^ la riedizione del libro A
pictorial history of the 36th texas infantry division.
Il libro è
estremamente interessante, ricco di foto, disegni, notizie sulle attività
della 36^ dallo sbarco di Salerno fino alla fine delle ostilità.
Nella seconda parte cè il 36th division roster
con lelenco di tutto, ma proprio tutto il personale che ha operato
nella 36th durante la guerra.
Sono quasi certo
che Voi (vecchi collezionisti) abbiate questo libro,però mi è
sembrato carino dirvi che era stato ristampato.
Le spedizioni avvengono
con USPS e cè anche un numero di tracking per seguire il
pacco fino a casa
Insieme al libro
arriva anche del materiale illustrativo relativo alle loro attività,
e che possono essere anche uno spunto per eventuali contatti per inviti
futuri.
Il contatto è
jeff.hunt@ng.army.mil
Stefano C.
23/07/2010
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Federazione
all'ASI
(Automotoclub storico italiano) http://www.asifed.it/
Oggi
è stato recapitato, all'indirizzo della nostra sede, a mezzo
corriere, il plico contenente i documenti ASI.
In particolare contiene:
- Lettera ASI per effettuare tesseramenti che avviene tramite sistema
informatico al quale si accede tramite password che ci viene comunicata
via e-mail non appena comunichiamo la nostra casella di posta;
Le quote associative sono di E. 41,32
a persona;
- Modulistica ricevuta:
1) Domanda per il rilascio del certificato
di rilevanza storica e collezionistica; Modulistica
2) Allegato del codice tecnico FIVA;
3) Moduli domanda di iscrizione soci;
A titolo informativo
trovate, qui di seguito, il decreto ministriale del Ministero dei trasporti,
pubblicato sul sito Asi, dal quale si può capire come essere
tesserati Asi sia ormai indispensabile
Disciplina
e procedure per liscrizione dei veicoli di interesse storico e
collezionistico nei registri, nonché per la loro riammissione
in circolazione e la revisione periodica.
Riassumendo:
Affinché un veicolo possa legalmente essere riconosciuto come
storico deve essere iscritto all'Asi o altro registro (vedi quelli di
marca riconosciuti in Italia).
Per la sua iscrizione l'Asi richiede che venga compilata la domanda
per il rilascio del certificato di rilevanza
storica (che noi forniremo ai soci) e il modulo
della domanda di iscrizione socio (che noi forniremo ai soci).
Importante:
Il decreto min. stabilisce che i veicoli riconosciuti di interesee storico
debbano essere sottoposti a revisione
con cadenza biennale.
13/07/2010
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Finalmente il club
Highway Six ha ottenuto la Federazione
all'ASI
(Automotoclub storico italiano) http://www.asifed.it/
Affinché i nostri soci, quelli vecchi e quelli nuovi, possano
meglio apprezzare questo risultato collettivo finalmente raggiunto fornirò
loro una breve cronistoria del nostro Club.
Il club nasce, ufficialmente, a dicembre del 2004 e idealmente alcuni
mesi prima quando io, E. Arena e A. Sorci ci recammo a giugno in Normandia
e capimmo che per il centro sud Italia la distanza con il club IMVCC
(allora unico riferimento per i collezionisti di veicoli militari storici)
era eccessiva per trarre i medesimi benefici di cui potevano disporre
al nord. La beffa era amplificata dal pesante tributo economico (circa
160 Euro annue di quota) dovute senza ottenere mai un aiuto o una agevolazione
di sorta.
Dalle ceneri della precedente associazione "Storia Del Lazio '43-'44"
con V. Riggi, P. Massarelli, A. e C. Sorci, L. Bianchi, M. Bucci, M.
Carocci, E. Arena e il sottoscritto, P. Carotenuto fondammo il Club
per veicoli militari storici "HighWay Six", (per gli Alleati
la via Casilina), questo per creare un trait d'union anche con il basso
Lazio.
Subito pensammo ad un club vicino ai suoi soci, che non fosse esclusivo,
onesto nella quota di iscrizione, fatto e gestito grazie alla collaborazione
e la volontarietà di tutti e che potesse venire incontro alle
piu disparate esigenze di tipo tecnico/legale e quindi che trovasse
a breve il riconoscimento da parte dell'ASI.
Allo scadere dei primi due anni di attività nel quadriennio della
mia presidenza del club i requisiti per poter inoltrare la domanda di
federazione all'Asi erano maturati e inviammo a
Torino tutta la documentazione richiesta
dal regolamento della Commissione Club Asi:
1) - Lo Statuto e l'atto costitutivo del club dovevano avere finalità
e requisiti non in contrasto con i principi ispiratori dell'ASI.
2) - I nominativi dei nuovi tesserati iscritti al club, non dovevano
comparire negli elenchi degli iscritti all'ASI negli altri club;
3) - Il numero dei veicoli dichiarati in proprietà dei tesserati
del Club o del Registro dovevano essere veramente tali;
4) - I proprietari dei veicoli dovevano essere effettivamente quelli
indicato dal Club nei documenti allegati alla domanda;
5) - La sede legale ed operativa del Club si doveva trovare a distanza
non inferiore a 50 km dalla sede di altro club federato;
6) - Il Club stesso doveva operare su un territorio con popolazione
di almeno 25.000 abitanti, in cui non esistessero altri club federati
ASI;
7) - Il Club doveva possedere latto costitutivo risalente ad almeno
2 anni antecedenti la data di richiesta di federazione e operatività
dei raduni effettuati documentata per pari periodo.
La principale difficoltà che incontrammo nasceva dalla inevitabile
vicinanza della nostra sede ad altri club federati Asi. Per far fronte
a ciò inviammo contestualmente una lettera in cui descrivevamo
la natura particolare del nostro club che non avrebbe potuto creare
conflitti di interesse con clubs limitrofi. In più ci rivolgemmo
ai clubs che potevano manifestare qualche opposizione per rassicurarli
sulla nostra inoffensività.
Anno dopo anno speravamo sempre di poter manterere ai soci le promesse
fatte. Dovemmo inviare ripetutamente tutta la documentazione aggiornata
e qualche volta farlo di nuovo a causa del suo smarrimento presso l'Asi.
A fine quadriennio, con la scadenza del mio mandato di presidente, in
neo eletto S. Cardoni, in accordo con la maggioranza del Consiglio direttivo
(pochi furono i contrari) decise di proseguire nel tentativo di raggiungere
l'obiettivo Asi. Nella nuova veste di Consigliere chiesi e ottenni di
mantenere, come incarichi personali, quello della gestione del sito
internet e quello della pratica della federazione Asi. Grazie ad un
contatto intrapreso dal nostro cosigliere A. Ludovici con l'ex presidente
Commisione club Asi, Pugliatti (incarico ricoperto oggi da L. Olivieri)
e alla successiva conoscenza del commissario G. Onori, che io e S. Cardoni
incontrammo a Velletri, fu possibile sollecitare la richiesta di esame
del parere dei club limitrofi già federati e concordare la visita
di membri della Commisione Asi presso la nostra sede (che per l'occasine
adornammo con alcuni veicoli militari dei nostri soci) alla presenza
di S. Cardoni di E. Arena e A. Sorci.
La visita del 2009 dei commissari Asi presso la sede del nostro club
si concluse con commenti di entusiasmo e apprezzamento da parte dei
medesimi. Tanto da portarci a credere che di lì a poco sarebbe
stata accolta la nostra richiesta di federazione. Altri due incontrii
ci furono tra me i l'avvocato G. Onori presso il tribunale di Velletri
col quale mantenni i contatti per avere aggiornamenti sull'accoglimento
della nostra richiesta durante le riunioni della Commissione Club Asi
che si
alternavano a cadenza trimestrale.
In particolare il 20-06-2009 (scorri in fondo alle notizie già
pubblicate) pubblicai un appello disperato diretto ai nostri soci affinché
mostrassero interesse nella federazione e nell'ottenimento della tessera
Asi e mi fornissero in copia la documentazione di circolazione di tutti
i veicoli in loro possesso come richiesto dalla Commissione club. Il
lavoro di raccolta e inseguimento via email, telefono e posta della
documentazione, nel quale fui coadiuvato da A. Sorci si protrasse per
tutti i mesi estivi e fu difficile raggiungere il numero di 40 soci
tesserabili Asi.
Finalmente il 12-11-2009 (scorri
in fondo alle notizie già pubblicate)
In un nuovo incontro con G. Onori ottenni rassicurazioni circa il prossimo
esame della nostra domanda venendo a conoscenza che avremmo cetramente
ottenuto
il riconoscimento non oltre il mese di marzo 2010.
Il 31 dicembre ricevetti una inaspettata telfonata dalla segretaria
del Presidente Asi Loi con la richiesta di inviare il giorno stesso
una lettera di impegno del nostro club a modificare alcuni punti dello
statuto ritenuti non il linea con le prerogative Asi. Cosa che feci
prontamente in un momento di crisi della guida del nostro club che fortunatamente
si concluse per il meglio dopo il raduno di Anzio e Nettuno 2010. A
marzo La Commisione club Asi si riunì ma la nostra pratica inspiegabilmente
non venne esaminata. Quindi di nuovo niente riconoscimento fino alla
prossima riunione del medesimo. Di nuovo incontrai G. Onofri che amareggiato
e dispiaciuto per quanto accaduto mi assicurò che avrebbe fatto
della nostra federazione un suo punto fermo personale e questo è
quanto infatti è avvenuto.
Il giorno martedì 6 luglio 2010 ricevo una telefonata informale
del commissario Asi G. Onori che mi preannuncia che la nostra federazione
è stata finalmente accolta. Informo prontamente il nostro presidente
e i membri del Consiglio HW6. Il giono successivo Il nostro Presidente
S. Cardoni riceve una telefonata dalla segreteria Asi con la comunicazione
ufficiale. Restiamo in attesa di ricevere la lettera di investitura
e la documentazione e le direttive Asi per i passi successivi.
Ce l'abbiamo fatta!!!
P. Carotenuto
29/03/2010
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Convegno presso la mostra mercato
"Armi e Bagagli" a Piacenza
 
 
 
Il 27 e 28 marzo 2010 il club Highway Six ha partecipato
alla mostra "Armi e bagagli" di Piacenza con un proprio stand
promozionale parallelamente alle associazioni "Normandy '44",
"Reenactors Italia 43-45", "Reenactors WWII" tutti
facenti capo al CERS.
La nostra presenza si è dimostrata fondamentale per consolidare
l'unione e la collaborazione tra i gruppi storici maggiormente rappresentativi
della rievocazione del 20° secolo sul territorio italianno, nonché
per esporre, durante i dibattiti tenutisi, le esigenze di chi fa reenactment
in questo specifico ambito.
Durante la fiera si è tenuto, nella sala congressi, un dibattito
dal titolo "Utilizzo delle armi e delle
repliche nelle manifestazioni storiche". Ad introdurre l'argomento
e gli ospiti, il presidente del CERS Massimo Andreoli. Di particolare
spicco la presenza del vicedirettore area Armi ed Esplosivi del Dipartimento
di Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno dott. Pierluigi Borgioni.
Il dottor Borgioni ha spigato come l'attuale mancanza, in ambito legislativo,
di una normativa specifica per chi fa rievocazione storica, costringa
organizzatori ed autorità locali a far riferimento a norme e
disposizioni proprie di altri ambiti del codice civile.
Per citare degli esempi: Legge relativa alle "Adunanze in luogo
pubblico" nella quale all'art. 18 è specificato l'obbligo
degli organizzatori di informare il Questore entro 3 giorni dalla data
prestabilita con la dovuta descrizione del tipo di manifestazione e
con il rischio che tale richiesta possa essere arbitrariamente respinta
per motivi di ordine pubblico. E' stato citato l'esempio delle finalità
separatiste dei gruppi altoatesini Shutzen che hanno creato problemi
di ordine pubblico durante delle manifestazioni precedentemente autorizzate.
Se poi, nell'ambito di detta manifestazione, si intende utilizzare,
a qualunque titolo, delle armi o simulacri d'arma si ricade nell'art.
29 della legge
e l'autorizzazione va indirizzata
anche al Prefetto.
Se in aggiunta si intende effettuare durante la manifestazione degli
spari/botti, quindi senza ovviamente il lancio di proietti, in luogo
pubblico va chiesta l'autorizzazione al Sindaco del Comune in cui ha
luogo la manifestazione.
Facendo riferimento alla rievocazione storica medievale e a quella del
periodo classico ha citato come l'impiego, durante dette manifestazione,
di archi e frecce ricada impropriamente sotto la regolamentazione delle
attività sportive in quanto tali armi, e insieme a queste anche
le asce e i coltelli, benché in grado di offendere, non ricadono
normativamente sotto la qualifica di armi. Altro discorso per le spade
che devono invece essere prive di punta e filo.
Ha successivamente preso la parola un membro del Comitato Consultivo
per le Armi del Ministero dell'Interno, dott. Pierangelo Pedersoli,
(anche produttore di spicco internazionale di armi ad avancarica).
Ha esposto la normativa vigente in materia di armi ad avancarica. Le
quali godono della libera vendita. E con le quali è consentito
effettuare spari durante le ricostruzioni storiche, sempre sottostando
alle procedure di cui sopra, ma con restrizioni dettate dalle leggi
vigenti in materia di possesso di polveri che impongono agli organizzatori
di provvedere loro stessi, con personale preposto, a fornire queste
ultime nel limitato quantitativo.
Ha evidenziato l'esigenza di personale qualificato per formare gli utilizzatori
dei moschetti al fine di evitare spiacevoli incidenti dovuti all'inesperienza
o alla distrazione come lo sparo delle bacchette di caricamento dimenticate
in canna o ancor peggio all'esplosione del fucile a causa di una insufficiente
compressione della polvere.
Ha successivamente preso la parola un altro membro del Comitato Consultivo
per le Armi del Ministero dell'Interno, dott. Glauco Angeletti.
Al centro del suo intervento l'attuale procedura che gli organizzatori
di eventi storici a livello locale possono adottare per semplificare
la burocrazia che le leggi esposte imporrebbero. In particolare come
le difficoltà che normalmente si incontrerebbero possano essere
parzialmente eluse qualificando, presso le autorità, gli eventi
organizzati come "manifestazioni di particolare interesse storico".
Individuando i parametri minimi affinché tali manifestazioni
possano definirsi di "Interesse Pubblico".
L'ultimo intervento è stato del responsabile CERS sull'utilizzo
Armi da fuoco antiche dott. Massimo Righini. La sua esposizione ha toccato
l'argomento dell'uso in manifestazioni storiche di bocche da fuoco dal
'200 all '800. Considerando la normativa vigente, solo le armi considerate
individuali o leggere possono essere riprodotte (da armaioli qualificati
e registrati) ed utilizzate, ma non le artiglierie per le quali è
lecito il possesso solo se originali e non la loro riproduzione. Da
qui l'esempio di certi piccoli mortai usati in manifestazioni in Liguria,
costruiti artigianalmente, per i quali si è cercato di creare
una norma che ne consentisse l'utilizzo definendoli fuochi a terra.
Ha poi ripreso la parola il dottor Borgioni esponendo le maggiori difficoltà
incontrate per i reenactors del 20° secolo sull'uso di armi nell'ambito
delle manifestazioni. Ha esposto come possano essere solamente utilizzate
armi disattivate secondo le vigenti leggi, quindi totalmente bloccate,
sempre seguite da certificato di disattivazione. E' stato toccato anche
l'argomento dell'approvvigionamento e tali simulacri proibito se provenienti
dai paesi dell'est e dai paesi europei aventi normative di disattivazione
meno restrittive della nostra. A tal proposito un mio intervento dal
palco a fine conferenza mi ha dato modo di esprimere l'esigenza, per
chi si occupa di 20° secolo, di poter avere leggi meno penalizzanti
in materia di utilizzo e approvvigionamento sul mercato di armi disattivate
che possano far riferimento perlomeno ad una comune normativa europea
sulla disattivazione.
A conclusione il dottor Borgioni ha avanzato la richiesta, rivolta a
tutti i gruppi di rievocazione storica, di una raccolta di tutte quelle
esigenze che possano ispirare la prossima sua realizzazione di un testo
di legge, proposto dal Ministero dell'Interno, che nasca come ad oc
per regolamentare le manifestazioni storiche di tutte le epoche.
In qualità di affiliati al CERS anche noi del Club Highway Six
ci siamo proposti per contribuire con delle nostre proposte alla stesura
di questo testo normativo che aprirebbe al mondo del reenactment un
suo quadro normativo legalmente riconosciuto e finalmente capace di
tutelare organizzatori e autorità locali.
P. Carotenuto
17/03/2010
Un altro reduce americano della 36a
divisione USA ci lascia per sempre
Charles Kenyon
CHARLES CLAYTON KENYON. 111th Med. 36th Div.
Charles
Kenyon was one of our SA Chapter members who we will miss dearly. He
was a Medic with the 36th Division, and attended most meetings of our
local chapter.
Charles was always such a sweet and
kind man
..loved him. He and Mary, along with Charles,
went to Italy with me one year, and we had such a good time. I just
adored him, and he attended most meetings when able, and always the
Sept. 9th ceremony in SA. I will always remember his stories he told
us on trips to different battlefields in Italy, which included the care
provided to the Italian civilians that were also wounded during war.
He had such a kind and generous soul, and I am sure that is why he made
a great medic who gave compassionate care to those who needed it, while
risking his own life as all soldiers did. One of my favorite recollections
of Italy is when a local man in San Pietro gave Charles a beautiful
walking cane that he had carved from a tree in his yard. It was amazing,
and he could see that when Charles walked, he needed a little assistance
such
a kind gift from a war so many years ago.
May Charles rest in peace as he joins
his fellow T Patchers for the final roll call.
Patti Sticle
Charles C. Kenyon,
age 91, went into the care of the Lord on March 13, 2010. He was born
on June 28, 1918 in Chicago, Illinois. He married Mary Elizabeth Dyer
in Brownwood, Texas in October of 1945. He leaves his beloved wife and
children, Mary Lynne Barrow, Charles W. Kenyon, Carol Bierschwale and
Rick Bierschwale, as well as four grandchildren and two great-grandchildren.
He graduated from Harlandale High School, San Antonio, Texas. He joined
the 36th Infantry Division, Texas National Guard, prior to WWII. He
trained with the division at Camp Bowie outside of Brownwood, Texas
where he met his future wife. With the 36th, he served in North Africa
before invading Southern Italy in September, 1943 under heavy enemy
fire. Next was the invasion of Southern France in suppor of the Normandy
invasion. Mr. Kenyon also served in Germany and Austria and was part
of the allied occupation forces. He was assigned to to the 111th Medical
Detachment and was detached to the 133rd Field Artillery. When the war
ended , Mr. Kenyon returned to Texas and was married. He and his bride
made their home in San Antonio, Texas. Upon discharge, he became an
apprentice electrician, joining the IBEW Local Union #60. He later joined
the Civil Service at Kelly Air Force Base from which he retired. He
was a long-time member of the Sons of Hermann. He was an active member
of Harlandale Presbyterian Church, Crestholme Presbyterian Church and
then San Pedro Presbyterian Church. The family wishes to express gratitude
to personnel of the Stone Oak Methodist and Compass Hospitals, Vitas
Hospice and Nix Private Care aides.
SERVICES
Visitation will be Wednesday, March 17, 2010 from 6:00 PM to 8:00 PM
at Mission Park Funeral Chapels North. A Church Service will begin at
12:30 PM on Thursday, March 18, 2010 at San Pedro Presbyterian Church.
Interment will follow at Fort Sam Houston National Cemetery ou may sign
the on-line guest book at www.missionparks.com under the obituary section.
Ci
riempie di tristezza la notizia della sopravvenuta morte di Charles
Kenyon Che la nostra associazione incontrò nel 2004 a Salerno
e Piana delle Orme insieme al Lt. Frank Hardie "M" co. 142nd
Inf. 36th Div. deceduto il mese scorso, a J.W. Hawkins "B"
co. 111th Eng. 36th Div. ancora vivente e a Marvin Steitel "C"
co. 141th Inf. 36th Div.deceduto nel 2007.
P. Carotenuto HW6 club
Veti
foto del nostro incontro
19/02/2010
Aggiornamenti sulla
"Colonna della Libertà"
23/24/25 Aprile
Ciao a tutti,
non ho mai dubitato delle tue capacità organizzative e come vedo
non mi sbagliavo. Attendiamo di vedere quanti sono interessati e poi
ci attiviamo in modo mirato. Ovvio che su queste occasioni e distanze
la sinergia veicolo/rievocatore riveste un ruolo importante ed infatti
ne stanno discutendo anche in MVPA perchè i rievocatori, se pur
indottrinati e rispettosi del mezzo, sono una risorsa (vedi noi ad Anzio
).
Per
quanto riguarda i pernotti a Firenze non ci sono problemi di sorta per
caserma o palestra (caserma solo uomini ) e l'hotel lo abbiamo trovato
a 38 euro con colazione. Stiamo ancora lavorando per trovare situazioni
più economiche.
Su Pisa invece i posti in caserma sono già esauriti; stiamo trattando
con il Comune per una palestra visto che nell'ostello ci hanno sistemato
i Rom. Considera che ho trovato una pensione a 25 euro anche se non
molto grande. Su Pisa vi è anche l'accordo con il San Ranieri
per 40 euro e lì accontentate anche le mogli se le portate.
Ovviamente
vediamo di trovare una soluzione per i bagagli; al massimo faccio portare
un furgone a qualcuno dei miei; a Firenze poi ci congiungiamo con alcuni
GMC e Dodge e vedremo di utilizzarli anche per il trasporto bagagli
( io ho lo Chevy vuoto perchè non ho finito le panche ); magari
portate zaini verdi e non fuxia.
I
Comuni di Sarzana e San Lazzaro realizzeranno due eventi precedenti
alla Colonna per mettere in mostra i veicoli al pubblico e fare una
raccolta fondi già dal giorno prima; anche Castiglion Fiorentino
sarebbe disponibile ma ho risposto che non era possibile portare i mezzi
il giovedì.
Se di vostro interesse ( si tratta di far arrivare 2 o 3 dei vostri
il giorno prima ) fatemelo sapere.
Un
saluto a tutti
Filippo Spadi "Gotica Toscana"
16/02/2010
Il club HW6 nella Comunità Montana Castelli romani
il Club
è stato inserito nell'elenco delle Associazioni della Comunità
Montana dei Castelli Romani.
Per vedere di cosa si tratta potete vedere il sito della XI Comunità
Montana www.cmcastelli.it
e poi andare su "Casa del Volontariato". Il loro ufficio offre
gratuitamente anche consulenze fiscali ed amministrative sulla gestione
delle Associazioni. Ora siamo inseriti sulla loro newsletter. Per evitare
di riempire di mail la posta di Stefano o quella del Club, per ora ho
fornito la mia personale. Vi girerò soltanto le mail che possano
avere una utilità per il club, poichè le 300 associazioni
iscritte si occupano di tutto e di più.
Ennio
Arena Consigliere HW6
14/02/2010
Riunione del Consiglio Direttivo HW6
Siamo
lieti di annunciare ai soci del club HW6 che il Consiglio conferma le
proprie cariche e gli impegni presi. Il presidente Stefano Cardoni rimane
saldamente alla guida del club sostenuto unanimemente da tutte le cariche
del club.
Segue la relazione della riunione......
P. Carotenuto consigliere
HW6
Sbarco
di Anzio e Nettuno
22/23/24
gennaio 2010
DUKW 353 anfibio
di Antonio Gibertini. A
bordo: M.
Taglini, S. De Rensis, M. Difrancesco, Gp. Ferrarin, C. Formentin, L.
Galimberti, A. Giursi, D. Lazzari, M. Debiagi, F. Renzi.
Foto
P. Carotenuto
Ringraziamenti
e commenti
(Inviate eventuali commenti da
pubblicare al web master paolocaro@yahoo.it
)
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29/01/2010
(a Massimo
Castelli)
Caro Massimo,
Thank you very much for inviting me to your
extraordinary display and exhibition. I did not realise that so many
people were involved and that you manage to keep so many military vehicles
in such outstanding good condition. The highlight for all three of us
was the ride in the Dodge (the large jeep) across the beach and into
the sea - a wonderful experience.
The beach display was also truly remarkable. It really helped give a
feel for conditions for soldiers at that time.
We also enjoyed lunch very much. But, best of all was the opportunity
to meet some very welcoming and friendly people.
I am just sorry that we ran out of time and could not stay for the flying
display. A colleague said it was very very good.
So, finally, may I say 'complimenti' - congratulations to you for being
part of an exceptional gathering of people and equipment, all so well
displayed.
I look forward to seeing you at the next event, wherever that may be.
Until then,
With my best wishes,
Richard
Richard Brooksbank
Capitano di Fregata
Addetto Navale ed Aeronautico
Ambasciata Britannica
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27/01/2010
Lo staff del
Normandie '44 coglie l'occasione per ringraziare tutta l'organizzazione
"Highway Six", che ci ha dato la possibilità di conoscere,
grazie a questo bellissimo evento, una bella città come Anzio,
insieme a quella di Nettuno e che ci ha permesso di vivere questa splendida
avventura tutti insieme!
Inoltre siamo felici del fatto che anche in Italia abbiamo il "nostro
sbarco" - per non dimenticare -, visto che molto spesso siamo costretti
ad andare in Francia, dove la cosa è più sentita...
ringraziamo pubblicamente Stefano Cardoni per l'impeccabile organizzazione.
Continuate così!
Grazie a Tutti!
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25/01/2010
Grazie di cuore Stefano anche a nome dei "ragazzi" sulle gioiose
macchine volanti. Ho ricevuto stamani un invito per una MAF della Aeronautica
Italiana. Potrebbe la HWS partecipare con 2/3 macchine ad un AirShow
all'aeroporto militare di Cervia dove ci sarà anche la Pattuglia
Acrobatica Italiana e, tra gli altri, il ns. VDS Team? Sarà per
i prossimi 16 e 17 aprile. Fammi sapere
grazie ancora e ciao a presto
Beppe Arcangeli
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25/01/2010
Amici,
evidentemente sono provato, oltre che fatica accumulata, anche da uno
stato febbricitante dovuto al gran freddo preso nei giorni precedenti,
ho
dimenticato, nella mia comunicazione di ringraziamento di nominare
l'artefice di uno dei passaggi più spettacolari di tutta la manifestazione
: il ns socio Giuseppe "Beppe" Arcangeli che con il suo impegno
ha organizzato i passaggi aerei sulla spiaggia, generando veri e
propri momenti di entusiasmo.
Grazie Beppe, ancora una volta la collaborazione tra la "fanteria"
e l'
"aviazione" ha permesso di vincere la battaglia più
importante: quella
della collaborazione tra tutti aldi sopra di tutto e di tutti.
Un abbraccio cumulativo da parte di tutto il Club
Stefano Cardoni
Highway Six Club
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25/01/2010
Devo
dire che questa mattina è stata dura riadattarsi alla "
vita normale" dopo aver partecipato ad un evento di portata storica
che rimarrà negli annali dei raduni nazionali. La macchina organizzativa
ha funzionato con una logistica degna di una vera Divisione della 2°
G.M. Alcune pecche o imprecisioni dell'evento sono comunque giustificabili
dal fatto che siamo tutti umani. Come durante un vero sbarco, l'apparente
caos di uomini, mezzi, materiali ed imprevisti sulla spiaggia, grazie
alla coordinazione, sia pianificata sia spontanea di ogni partecipante,
ha permesso di realizzare una ricostruzione storica degna di un film;
senza la necessità di un regista, ognuno ha recitato la sua piccola
parte realizzando un grande evento. Possiamo dire di non avere più
niente o quasi da invidiare a raduni blasonati, quali quelli della Normandia.
Un punto a nostro vantaggio è l'imparzialità storica con
cui si è rappresentato l'evento con la presenza di ogni parte
in causa, americani, inglesi, tedeschi, italiani dimostrando una maturità
raggiunta nella ricostruzione storica , superiore al quella dei cugini
francesi. Mi è stato detto da alcuni partecipanti venuti dal
nord che non abbiamo niente da invidiare alla manifestazione estiva
della Costa Azzura. Purtroppo il mese di Gennaio ci penalizza per il
clima e le giornate corte che ci costringe ad un fuggi fuggi generale.
Saluti a tutti
Ennio
Arena
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25/01/2010
Ho visto il tg2 anche se sono
all'estero. Complimenti, é stato bellissimo vedere le immagini
della nostra manifestazione ottimamente riuscita.
A tutti
coloro che si sono spesi nell'organizzazione di questo evento va la
mia personale gratitudine e apprezzamento.
Pietro mastrangelo
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25/01/2010
Ho appena visto un gran bel servizio del TG2 sulla rievocazione
dello
sbarco ad Anzio: i miei personali complimenti a te Stefano e a tutto
l'Highway Six Club per l'ottimo risultato di pubblico e mediatico!
Questa è la via! Questo è il modo di proporre al pubblico
la rievocazione
storica della II Guerra Mondiale.
Non posso che ringraziare tutti i partecipanti, bravi tutti davvero!
Massimo Andreoli
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25/01/2010
Amici,
è il momento di tirare le somme del raduno appena concluso.
Voglio girare i complimenti del presidente del CERS a tutti i partecipanti
e agli organizzatori per la riuscita di una impresa che rimarrà
comunque
nei ns occhi e nei ns ricordi per un bel pò di tempo.
Sicuramente qualcosina non è andato per il verso giusto, ma gli
aspetti
positivi hanno superato di gran lunga gli inevitabili inconvenienti
dell'organizzazione di un evento di queste dimensioni e con immaginabili
complessità.
Devo ringraziare in particolare Paola e Vittorio Riggi che hanno profuso
uno sforzo immenso perchè tutto andasse in porto, Patrizia e
Alfonso che
hanno collaborato alla scelta della parte logistica (Hotel, menu ecc.),
Ennio che ha seguito la produzione dei gadgets e ha fornito il materiale
per l'arricchimento dei locali, e tutti coloro che hanno partecipato
agevolando la riuscita della manifestazione.
La piccola (ma grande) icona nel TG2 delle 20,30 (il servizio che ci
riguarda è consultabile sul sito del TG2) di ieri è stata
la ciliegina
sulla torta e il riconoscimento dell'impegno profuso nei mesi precedenti.
Ancora grazie a tutti
Stefano Cardoni
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25/01/2010
Un saluto a tutti
quelli che nel caos del rompete le righe di ieri non sono riuscito a
salutare. Colgo anche l'occasione per congratularmi con tutti, organizzatori
e partecipanti, perché un raduno riesce ad esprime il massimo
del successo quando si innesca un contagio collettivo.
Belle anche le immagini di noi ad Anzio passate dal Tg2 delle 20,30.
P. Carotenuto
18/01/2010
Federazione dell' Highway Six club
all'ASI
(Automotoclub storico italiano) http://www.asifed.it/
Abbiamo sentito questa mattina telefonicamente Il commissario
Giorgio Onori (Commissione Club ASI) per avere notizie sulla nostra
pratica di federazione.
Nella riunione della Commissione club avvenuta a Torino
lo scorso 15 gennaio è stata approvata la nostra federazione.
Restiamo quindi in attesa della definitiva ratifica da parte del Consiglio
Federale dell'ASI presieduto dall'avvocato Roberto Loi. In caso di definitiva
approvazione riceveremo una lettera da parte dell'ASI e sicuramente
una anticipazione telefonica dell'evento da parte di Giorgio Onori.
P. Carotenuto
24/11/2009
Il club HW6 allaccia
una nuova amicizia con "The Allied Angels" gruppo di rievocazione
storica interamente femminile.
Gentili Signori,
siamo le fondatrici di The Allied Angels, la nuova Associazione
italiana
di ricostuzione storica e uniformologica della Seconda Guerra Mondiale,
interamente femminile.
Vi scriviamo per invitarvi a visitare il nostro sito internet con dominio
all'indirizzo: http://www.alliedangels.altervista.org/home.htm
(ancora in fase diallestimento, ma già operativo in diverse sezioni)
e per proporvi una
scambio di link.
Ci farebbe molto piacere poter effetture questo scambio in modo da poter
aprire una collaborazione. Nel caso foste interessati ad effettuare uno
scambio di link vi preghiamo di contattarci, provvederemo ad inviarvi
il nostro banner.
In attesa di un vostro gentile riscontro vi ringraziamo anticipatamente
per
l'attenzione concessaci e per la collaborazione che vorrete fornirci.
Cordiali Saluti
Lo Staff di The Allied Angels
Emanuela e Luana
14/11/2009
Coordinamento Rievocazioni
storiche
Italia
Centro Sud.
Nasce il Coordinamento
Rievocazioni storiche Italia Centro Sud.
Finalmente dopo diversi anni dall'esperienza di Massimo Mortari, che
con la sua volontà e tenacia, tentò di costruire una casa
comune per tutte le realtà in ambito rievocazione storica e collezionismo
dedicate al XX° secolo, e più specificatamente agli anni
della seconda guerra mondiale, nasce, il 2 ottobre, a Colonna, un coordinamento
composto da 5 clubs trai più rappresentativi del centro Italia
(Highway Six Club, Reenactors Italia 43-45, Reenactors WWII, Soldat
39-45 e Winter line Venafro).
Cinque clubs le
cui anime rappresentano il mondo della rievocazione storica e la passione
per il collezionismo, dall'uniformologia all'oggettistica, dal mantenimento
e restauro di veicoli alla passione per la ricerca e il recupero di
siti legati a quel periodo.
Le cinque associazioni,
che presto cresceranno sul territorio con l'adesione di altre, accomunate
dallo stesso spirito costruttivo e collaborativo, hanno stilato un codice
di comportamenti che ne semplificherà l'organizzazione di eventi,
sfrutterà le sinergie dei vari clubs, le metterà al riparo
da sorprese e darà loro la possibilità di condividere
programmi e opportunità al di fuori di quei particolarismi che
spesso hanno caratterizzato la vita di realtà come quelle rappresentate.
Lavorare intorno
a programmi comuni, aiutarsi nell'organizzazione di eventi, presentarsi
agli enti pubblici come una realtà numerosa, preparata e in grado
di rispondere a quelle chiamate culturali che il territorio cerca, è
una garanzia di successo.
Il Coordinamento
si è posto sotto l'egida del CERS (Consorzio Europeo Rievocazioni
Storiche) che agevolerà le eventuali iniziative, e tutelerà
le azioni in ambito manifestazione, sia in termini legali, sia nella
ricerca di eventuali sponsors,che nei rapporti con i media.
Tale ente ha il peso giusto per essere un valido biglietto da visita
in occasione di presentazione delle ns iniziative. Il presidente dello
stesso, Massimo Andreoli ,contattato durante la recente manifestazione
di Novegro, ha accettato con entusiasmo questa iniziativa che arricchisce
il Consorzio stesso e da garanzie di sicurezza e uniformità,
in un campo dove, per motivi storico-politici, siamo costretti a camminare
sempre sul filo del rasoio.
Nella prima riunione,
avuta a Colonna il 2 ottobre 2009, è stata varata e approvato
una "bozza di regolamento interno" i cui punti fondamentali
indicano i seguenti argomenti:
1) Individuata la carica di coordinatore (TEMPORANEO) fino alle elezioni
che si dovranno tenere entro il primo semestre 2010, con relativo calendario
di riunioni.
2) Condivisione degli eventuali inviti o proposte da parte di enti pubblici
o privati con tutti i clubs per una risposta organica e univoca
3) Creazione di un ufficio stampa rappresentato da figure da individuare
all'interno di ogni club, in grado di poter dare risposte coordinate
e "politicamante corrette" agli eventuali media
4) Condivisione di un calendario comune (da presentare entro la fine
del 2009) per evitare accavallamenti, concorrenze, più eventi
negli stessi luoghi e dare alle manifestazioni maggiori garanzie di
successo e partecipazione
5) Adozione del codice comportamentale CERS durante le manifestazioni
6) Creazione di un database di mezzi, attrezzature, uniformi, per poter
far fronte alle richieste con cognizione di causa, sapendo su cosa e
su chi poter contare
7) Regolamentazione dei comportamenti nei confronti di coloro che non
fanno parte dei alcuna associazione con una quota d'iscrizione maggiorata
agli eventi organizzati dai clubs del Coordinamento.
8) Individuazione di un fotografo ufficiale, che dietro ns. indicazioni
produca servizi fotografici , con relativa regolamentazione dei diritti
d'immagine durante le manifestazioni
9) Regolamentazione gestione bisarche, e comportamento equipaggi a bordo
dei mezzi presenti durante gli eventi. (quest'ultimo punto, non è
stato discusso nella riunione, ma suggerito dallo stesso Massimo Andreoli,
e che sarà oggetto di prossimo confronto tra i clubs)
In definitiva un
primo passo, sostanziale per poter crescere insieme, sdoganare questo
ns. hobby da situazioni di emarginazione che spesso abbiamo trovato
durante il ns. percorso, con la consapevolezza che di strada c'è
n'è ancora molta davanti a noi tutti.
Stefano Cardoni
12/11/2009
Federazione dell' Highway Six club
all'ASI
(Automotoclub storico italiano) http://www.asifed.it/
Questa mattina ha avuto seguito l'incontro tra il club e il commissario
ASI Giorgio Onori.
E' stato illustrata e consegnata tutta la documentazione aggiornata
relativa alla nostra pratica per la federazione dell'HW6 all'ASI.
Tra cui: elenco completo soci, elenco soci richiedenti la tessera
ASI per il 2010, Atto costitutivo, Statuto, organigramma delle cariche
aggiornato, relazione di tutti gli eventi da noi svolti dal gennaio
2005 ad oggi, faldone con tutta la documentazione di circolazione
e proprietà dei veicoli posseduti dai soci, plico di materiale
vario tra cui articoli sui nostri raduni apparsi sulla stampa, locandine
pubblicate e depliant prodotti.
Sabato 14 presenterà tutta la documentazione a Torino in seno
al Consiglio ASI, che esprimerà un giudizio, in merito alla
nostra richiesta, ci auguriamo favorevole.
Ci è stato riferito sul parere negativo ricevuto da due club
del Lazio e di alcuni altri clubs che non conoscendoci si sono astenuti.
Lui personalmente ha difeso le nostre ragioni rimarcando la nostra
peculiarità non conflittuale con gli interessi di clubs limitrofi.
Ci ha comunque messo al corrente che solo il giudizio finale della
Commissione Club ASI determinerà o no la nostra federazione.
Quindi non ci resta che incrociare le dita e sperare che i requisiti
ci siano e che Dio ce la mandi buona.
P. Carotenuto
13/08/2009
Ad Agosto
all'improvviso.

Può
succedere
può succedere che ad Agosto un gruppo composto da
due associazioni (francese e belga) rimangano senza i propri mezzi storici
nel bel mezzo di un loro Tour in Italia con manifestazioni già
organizzate.
Può succedere che uno di loro conosca un nostro amico e socio,
e chieda aiuto al ns club per salvare il salvabile, e succede che un grande
club come l' Highway six riesca a radunare in pieno agosto un gruppo di
9 mezzi con equipaggi e figuranti al seguito e salvi la situazione.
Succede quindi che il 12 agosto un gruppo di Soci e di amici si riuniscano
a Valmontone ed espongano i loro mezzi e le loro divise all'interno del
Palazzo Doria Pamphili, presenziando ad una mostra fotografica organizzata
in loco ad uso dei cittadini, con la presenza di alcuni rappresentanti
del A.S.B.L. (Mouvement National Belge rassemblement de véhucules
militaires et de collectionneurs) e da un associazione francese il cui
presidente Franco Di Domenico è anche l'organizzatore di questo
tour che parte da Valmontone e porterà il gruppo fino a Napoli.
Succede che anche l'apprezzamento del pubblico e delle autorità
comunali sia tangibile, e che, dopo i relativi saluti e ringraziamenti,
il sindaco di Valmontone dia appuntamento al Club HW6 per un raduno-evento
da programmare l'anno prossimo (Maggio-Giugno) dedicato alla città
distrutta nel corso dei combattimenti nel 1944.
L'incontro
con le associazioni franco-belghe si è concluso con un pranzo presso
il campo attrezzato ai margini della città, offerto dai "colleghi"
transalpini, ai quali abbiamo donato qualche maglietta del ns club e qualche
cartolina prodotta in occasione del 65° anniversario della liberazione
di Roma, e dandoci appuntamento per una visita al Museo Ferrovia di Ennio
Arena per venerdì 14 agosto, e prossimamente presso di loro in
Francia per qualche manifestazione rievocativa.
Ad agosto
all'improvviso, nel mondo del collezionismo storico può
succedere anche questo,
succede
per fortuna che c'è
l'Highway Six e la passione dei propri iscritti.
Un grazie particolare ai volenterosi partecipanti anche da parte mia
Stefano Cardoni
Anguillara
20/07/2009
Campagna d'Italia 1943, Ortona e dintorni
 
IERI
Dopo
il faticoso ed improvvido sbarco a Salerno e la seguente liberazione di
Napoli gli alleati si trovarono ad affrontare i tedeschi su di un terreno
difficile orograficamente ed in condizioni meteorologiche alquanto avverse
anche perché gli equipaggiamenti invernali, giacenti nei porti
di sbarco, non erano ancora stati distribuiti alle truppe combattenti.
(Atkinson,
Il Giorno della Battaglia) (
) Prima ancora che l'VIII Armata rimanesse
bloccata sulla Linea Bernhardt, Montgomery espresse tutta la sua frustrazione
in un documento di cinque pagine intitolato: <Riflessioni sulla Campagna
d'Italia 1943>
Naturalmente se la prese con i <cugini> d'oltreoceano che riteneva
non capissero come si combattono i tedeschi, ma soprattutto se la prese
con Alexander
Non ha idea di come si muovono le truppe sul campo.
Nessuno riceve ordini ed ognuno fa quello che gli pare. Terminava quindi
dicendo che la guerra in Italia era diventata una cosa detestabile, <disordinata
ed improvvisata>.
Con queste premesse Monty si accinse, all'inizio di dicembre, a puntare
sulla 1° Divisione Canadese affinchè si riuscisse a raggiungere
almeno Pescara prima del Natale.Non era una impresa per niente facile,a
detta del Com.te la Divisione il Magg. Cristhopher Vokes. Di fronte poi
avevano truppe scelte e ben preparate per quel tipo di terreno, la 90°
Divisione Granatieri Panzer poi rimpiazzata dalla temutissima 1° Divisione
Paracadutista comandata dal Maggiore Richard Heidrich.
I Canadesi
attaccarono, come da disposizioni, sul fiume Moro un torrentello giallastro
che sfociava in mare a qualche chilometro a sud di Ortona(..)
Questa
era la situazione iniziale di quella che fu chiamata la battaglia di Ortona,
una battaglia ricordata come la Stalingrado Italiana. La città
ed i dintorni furono rasi al suolo, combattimenti corpo a corpo ebbero
luogo in tutto il perimetro della città che fu distrutta quasi
totalmente.Nella cittadina italiana si combattè la prima battaglia
urbana all'ultimo sangue del Mediterraneo; non una scaramuccia come quella
di Gela né come la ardua contesa per il paese di San Pietro, no,
fu una lotta strada per strada, casa per casa, stanza per stanza, che
prefigurava i combattimenti con armi pesanti che avrebbero devastato le
città europee da Caen ad Aquisgrana, da Norimberga a Berlino.
(
)
Noi non vogliamo difendere Ortona a tutti i costi disse Kesserling al
Generale Joachim Lemelsen che avrebbe dovuto di lì a poco sostituire,
a capo della Decima Armata, il Gen. Vietinghoff, ma gli Inglesi l'hanno
fatta sembrare importante quanto Roma. Tutto questo sangue non è
giustificato replicò Lemelsen, <No> concordò Kesserling,
ma <quando le cose prendono questa piega non ci si può fare
niente>.Poi ad un tratto le armi tacquero, i tedeschi si stavano silenziosamente
ritirando, non c'è più una città, scrisse un ufficiale
tedesco nel suo diario, ma solo rovine.
Un cartello
appena issato ai margini dell'abitato recitava invece: Questa è
Ortona, città del Canada Occidentale.Per poterlo affiggere il Gen
Vokes aveva perso tra morti e feriti più di 2300 uomini nel solo
mese di dicembre. Il piano di Alexander era fallito, in cinque settimane
l'Ottava Armata era avanzata appena di venti chilometri, una media di
neppure trenta metri l'ora.Pescara distava ancora quindici chilometri
e Roma era al di là degli Appennini innevat icome se fosse dall'altra
parte del mondo. Montgomery raccomandò di fermare la campagna adriatica
ed Alexander acconsentì.
Sopra
il mare purpureo di Ortona un suonatore di cornamuse di Seaforth intonò
<Skye Boat Song>, un canto funebre in onore dei caduti.
OGGI
La colonna di <HighwaySix> parte da Colonna, purtroppo imbarcata
su una bisarca, ma la strada è lunga e i mezzi storici militari
rischierebbero, spostandosi su così lunghi tratti, qualche inconveniente.
Niente paura li ritroveremo sani e salvi presso l'Agriturismo, nelle vicinanze
di Tollo (Abruzzo) dove saremo ospitati.Altri mezzi storici arriveranno,
per primi i <ragazzacci> della WinterLine di Venafro, il <professore>
e <l'aviatore> da Roma per strada così come per strada è
arrivata una Willis da Firenze.
Siamo
perfettamente consapevoli che questa ulteriore <spedizione> del
Club HighWaySix ha due differenti obiettivi, quello di ricordare ed esaltare
le vicende di una dura e difficile guerra (Campagna d'Italia) e, sopratutto
i civili ed i soldati deceduti e dispersi delle forze avverse in campo,
ed inoltre, e questa ritengo sia la parte predominante, omaggiare la figura
del fratello del nostro ospite Remo Tiberio, uno studioso dilettante di
nome, Tomaso Tiberio, della storia della cosiddetta: Battaglia di Ortona".
Tomaso deceduto due anni fa viene ricordato, oltre che con la pubblicazione
di un libro da lui scritto, anche con questo evento organizzato dai familiari,
Maria e Remo Tiberio ed i loro figli ed altri parenti.
Vedere
una bella colonna di mezzi militari credo sia abbastanza emozionante anche
se a volte dobbiamo constatare che qualcuno, credendo che il ricordare
uomini e mezzi della seconda guerra mondiale voglia dire essere <guerrafondai>
o peggio ancora <attentare> alla democrazia, ci lancia fischi e
insulti che comunque lasciano il tempo che trovano, ma sono pochissimi
devo dire e comunque ci dispiace e ci fa sentire amareggiati poiché
i nostri scopi ed intenti sono ben altri, a cominciare dal voler capire
cosa può essere stata la guerra per quei ragazzi giovani che si
sono avvicendati in Europa negli anni dal 1942 al 1945. In secondo luogo
cerchiamo di <spargere> un po' di cultura storica relativa al contesto
storico generale di quegli anni, alle battaglie, ai mezzi, agli uomini
delle differenti forze in campo ed alle popolazioni che hanno, incolpevolmente
sofferto le negative e distruttive vicende belliche.
Ma il
messaggio che vorremmo fosse maggiormente recepito dalla gente che ci
vede sfilare sulle strade o accamparci nei prati vicino ai luoghi delle
battaglie ma, soprattutto da chi, con faciloneria e noncuranza ci offende,
è quello di indicare una verità storica che possa contribuire
a capire il passato e le vicende ad esso relative, a capire che la guerra
è sempre un errore che scaturisce da altri errori e da scarsa conoscenza
del divenire, vorremmo infine che, vedendo il passato sotto una luce più
giusta e più veritiera si potesse imparare ad usare molto più
discernimento per le scelte di guerra che ogni giorno purtroppo sul nostro
pianeta nascono di continuo.
Comunque
la nostra bella e numerosa <colonna della verità> ha percorso
ordinatamente e sotto uno splendido sole (nel 1943, quando la 1° Brigata
Canadese fu lanciata all'attacco di Ortona le condizioni ambientali e
meteorologiche erano molto, ma molto peggiori) il bellissimo Abruzzo che
è apparso <forte e gentile> come l'ho sempre sentito ricordare
da un caro amico abruzzese.
Giunto
alla fine di questa modesta cronaca di un evento sentito e ben riuscito
per la buona volontà e per l'entusiasmo di tutti vorrei ricordare
ancora una volta Tomaso Tiberio, e ringraziare i suoi parenti che ci hanno
veramente commosso quando, invitateci ad una colazione a casa Tiberio,
con l'accompagnamento di un trio di suonatori di Cornamusa, nel bel mezzo
della festa, mentre le cornamuse intonavano " Skye Boat Song"
un canto funebre (lo stesso suonato nel 1943, a fine battaglia e di fronte
ai resti fumanti di Ortona, dalle cornamuse di Seaforth)ho visto Maria
e Remo abbracciarsi e piangere al ricordo del cognato Tomaso. Altro momento
molto significativo è stata la deposizione di una corona di alloro,
alla presenza del Console Onorario Canadese, sul monumento che ricorda
tutti i caduti Canadesi al "Moro River Canadian War Cemetery"
Lì
ho capito veramente che la funzione di noi tutti, attori di una guerra
che può apparire finta ma che forse dentro di noi diventa reale
e drammatica a volte, possiamo veramente rivestire un ruolo importante
per il ricordo, per la verità storica, per l'onore che doniamo
alle vittime militari e civili di tutti i campi avversi e soprattutto
per ricordare le immani sofferenze, morali e fisiche di ragazzi di 20
anni che fossero nati a Boston a Birmingham, a Berlino, in India, in Canadà
o a Roma e Firenze, che possano insegnare ai fortunati giovani di oggi
che forse il loro bene fu creato anche dai soldati che parteciparono,
dal 1942 al 1945, alla Campagna d'Italia.
Beppe
Arcangeli
20/06/2009
A tutti i Soci del Club (IMPORTANTE)
Federazione dell' Highway Six club
all'ASI (Automotoclub storico
italiano) http://www.asifed.it/
Cari soci,
in riferimento alle nostre intenzioni e obiettivi, come associazione,
di fare del nostro Club un club federato ASI, vi annunciamo che la visita
ufficiale, presso la nostra sede, dei membri della Commissione Club
dell'ASI ha dato esito positivo. E che quindi i requisiti minimi, imposti
dal regolamento ASI, sono stati soddisfatti.
Ciò significa che, ci resta, come ultimo passaggio per la federazione,
come condicio sine qua non, la presentazione di almeno 40 nominativi
di nostri soci con annessa documentazione specifica, di cui ai punti
successivi, interessati all'ottenimento della tessere ASI.
Detto
ciò è doverosa
una premessa chiarificatrice.
In seno all'ultima riunione del Consiglio, datata 14/6/2009, è
stato convenuto di distinguere fra quelli che consideriamo gli interessi
del Club di fregiarsi del titolo di club federato ASI e quelli che possono
essere gli interessi individuali, di socio, a possedere la tessera ASI,
garantita, ma non imposta, a chi si iscrive al nostro Club.
Quindi, le motivazioni che spingono
il nostro Club alla federazione sono:
1) Ottenimento di maggior
prestigio e quindi emersione dal vasto scenario di club, associazioni
Più o meno autoreferenziali, spesso non in linea con le normative
statutarie e dalle discutibili finalità.
2) Ingresso nel gruppo
dei clubs attualmente federati ASI nella Regione Lazio, circa una quindicina,
di cui svariati con specificità di marca, dove noi andremo a
posizionarci nella nicchia che ci contraddistingue. Eventuali possessori
di veicoli militari storici che ancora non ci conoscono potrebbero decidere
di associarsi al nostro Club.
3) Diventeremmo il secondo
club, dopo l'IMVCC, sul territorio nazionale, con la specificità
che ci contraddistingue ad essere riconosciuto dall'ASI.
4) Avremmo maggior peso,
credibilità e autorevolezza nei rapporti con le Pubbliche Amministrazioni,
e in generale con le istituzioni con le quali ci rapporteremo.
5) Avremo accesso alle
elezioni dei dirigenti in seno all'ASI con possibilità all'occorrenza
di proporre dei nostri candidati alle molteplici cariche esistenti nell'ASI.
Ciò che può
invece motivare il singolo socio a poter disporre, attraverso il nostro
club, della tessera ASI è:
1) Non trovare più
ostacoli nella stipulazione della polizza assicurativa RC auto con le
particolari agevolazioni che la normativa consente ai soci ASI.
A questo proposito va evidenziata la maggior tutela che un'assicurato
tesserato ASI ha in caso di sinistro con rilevanti danni subiti al proprio
veicolo.
Va altresì detto che l'ASI ha recentemento stipulato una convenzione
per i suoi associati col Gruppo Toro di cui fa parte la Lloyd Italico
e Augusta Assicurazioni.
2) Ottenimento dell'(Attestato
di storicità), 20 Euro, 10 Euro per i duplicati, utile se richiesto
dalle compagnie assicurative e necessario per l'ottenimento dell'esenzione
dal pagamento della tassa di proprietà per veicoli con più
di 20 e meno di 30 anni di anzianità. L'Attestato di storicità
attesta anche l'autenticità e quindi il corretto restauro del
veicolo nel rispetto delle sue caratteristiche d'origine.
3) Poter richiedere
la documentazione storica necessaria a reimmatricolare veicoli radiati
o senza targhe e libretti, (Certificato sostitutivo delle caratteristiche
tecniche).
4) Poter ottenere molte
altre certificazioni previste dall'ASI.
5) Ottenimento della
password per entrare nell'area soci del sito internet dell'ASI http://www.asifed.it/
5) Risparmiare nei viaggi
di vacanza o di lavoro. Presentando la tessera ASI si ottengono agevolazioni
economiche presso catene alberghiere, tour operators, resorts per le
vacanze ecc. Nel dettaglio...
2/06/2009
Ceprano 30-31 Maggio 2009
65° anniversario "La
guerra in casa - il percorso della memoria"
Come avviene ormai da qualche tempo, si è
ripetuta anche quest'anno la biennale manifestazione di Ceprano che rievoca
il passaggio delle truppe alleate in questa particolare area del Lazio
nella loro avanzata verso Roma, dopo la rottura del fronte di Cassino.
Come ogni anno l'organizzazione dell'evento
è delegata all'infaticabile opera di Floriano Bertoni e della sua
famiglia, coadiuvato da un gruppo di amici e volontari che ne fanno sempre
una "due giorni" di grande intensità.
Anche questa volta ha partecipato un congruo numero di mezzi militari
provenienti da più parti, con la solita massiccia partecipazione
dell' Highway six Club, sempre presente e di cui lo stesso Floriano è
socio da tempo immemore.
La manifestazione ha avuto un prologo venerdì
29 con la presentazione di un libro rievocativo, distribuito e venduto
durante la manifestazione e un mini raduno per i partecipanti che erano
arrivati in anticipo.
Sabato 30, dopo la raccolta dei partecipanti
in piazza a Ceprano e le iscrizioni di rito, si è visitato un museo
messo in opera dagli stessi Bertoni e la colonna è partita alla
volta del Monte Leuci, da dove si domina la valle del Liri con una vista
mozzafiato che spazia da Cassino, fino oltre Anagni Fiuggi, e dove, nei
locali di una ex Colonia estiva del ventennio, è stato allestita
una mostra permanente con reperti ritrovati nei paraggi, mappe e fotografie
di grande interesse.
Durante la visita un aereo del club gemellato "Italian Flying Museum
-Rusty Angels" (www.ottocubano.com) ha sorvolato più volte
i partecipanti facendo fotografie aeree e salutando con qualche acrobazia.
La colonna ripartiva poi alla volta di Roccasecca (pranzo) e faceva ritorno
su strade di grande suggestione verso Ceprano dove, dopo un breve "sciogliete
le righe" per una doverosa "rinfrescata", si ritrovava
in Piazza per una cerimonia ufficiale alla presenza del Sindaco, del Prefetto
e di alcune autorità della locale Pro-loco.
Durante la cena in piazza, i partecipanti e la popolazione hanno potuto
apprezzare la performances della banda della 6^ flotta NATO, che con grande
maestria suonava pezzi jazz, swing, ecc. di grande ascoltabilità.
Veramente bravi e fuori dai soliti schemi delle manifestazioni bandistiche.
La domenica si ripartiva verso Fontana Liri,
Arce, dove i partecipanti hanno potuto apprezzare altre due situazioni
museali di grande suggestione: una all'interno di una polveriera a cura
del comandante Carlo Venditti e un'altra all'interno della proprietà
privata della famiglia Torti.
La giornata si concludeva con il pranzo di saluto e i doverosi ringraziamenti
in un circolo sportivo nei pressi di Ceprano.
La manifestazione è stata molto intensa
e molto apprezzata dai partecipanti, anche se poco è stato detto
del Club Highway six, la cui presenza massiccia ha creato tante domande
da parte della popolazione non preparata adeguatamente a questa rumorosa
e colorata presenza.
Un ringraziamento particolare va alla famiglia Bertoni, alla Pro Loco,
alla municipalità, alla Reenactors Italia 43-45 e a quelle presenze
singole di altri clubs che hanno arricchito le giornate e lo spettacolo.
Si può dire tranquillamente che la manifestazione di Ceprano è
ormai una garanzia di successo e che prosegue quel compito che noi tutti
ci poniamo nel mantenere viva la memoria, specie nelle nuove generazioni.
Grazie di nuovo a tutti e arrivederci a Colonna il 20 e 21 giugno
Stefano Cardoni (presidente Highway Six Club)
22/05/2009
Tornano dopo sessantacinque anni
sui campi di battaglia.
 
 
Ray Wells e P. Carotenuto a Piana delle Orme 21
maggio 2009.
Dan Geelan 141th ID "G" co. Jack
Wilson 141th ID "D" co. Ray
Wells 141th ID "H" co.
Tre anziani americani, in splendida forma , provenienti
dal Texas, sono transitati tra Salerno e Roma rivisitando i luoghi che
li videro, soldati della Quinta Armata americana, impegnati a combattere
contro l'esercito di occupazione tedesco. Ad accompagnarli i loro familiari,
una ventina di persone circa, tra cui figli e nipoti e l'instancabile
signora Patti Sticle che da anni si dedica all'organizzazione di questi
tour di turismo storico. A metà del loro viaggio, cominciato a
Salerno, sulle cui spiagge 65 anni fa questi texani della 36° divisione
di fanteria misero il loro piede sul suolo italiano, ci incontriamo sul
tragitto che li conduce ad Anzio. E qui ho l'opportunità di intervistarli
nella pausa pranzo. Dan Geelan, all'epoca poco più che ventenne,
era un fante appartenente al 141° reggimento assegnato alla compagnia
G. Per lui la guerra ebbe un rapido epilogo. A pochi mesi dallo sbarco,
avvenuto il 9 settembre '43, dove gli americani rischiarono di essere
ricacciati in mare dai tedeschi, partecipò a partire dal 20 gennaio
'44 all'attacco sul fiume Rapido che corre a valle di Montecassino. Questo
viene ricordato come uno dei peggiori disastri militari della campagna
d'Italia. Lo scopo di questa azione, congiunta con altre eseguite nello
stesso settore, doveva essere distogliere le truppe tedesche dalle spiagge
di Anzio e Nettuno dove il 22 dello stesso mese avrebbe avuto luogo un
nuovo sbarco con funzione di aggiramento del fronte principale. Dan, nella
nebbia della mattina, e grazie alla copertura dei loro fumogeni, riuscì
a raggiungere la riva sud del fiume evitando di saltare in aria sulle
mine antiuomo posate dai tedeschi o di essere colpito dal loro fuoco.
Alcuni suoi compagni dovettero tentare l'attraversamento del fiume su
dei piccoli gommoncini. Lui riuscì a servirsi di un ponticello,
gettato nottetempo dai genieri, guadagnando insieme ad altri la riva opposta.
Qui si trovarono martellati dai colpi di mortaio che i tedeschi, schierati
al coperto del promontorio di Sant' Angelo in Teodice, riuscivano a dirigere
con grande precisione. I ponti da loro utilizzati saltarono in aria. In
meno di 48 ore 2000 soldati americani vennero perduti. Lo scellerato attacco
venne interrotto e lui a corto di munizioni e impossibilitato a ritirarsi
venne catturato dai tedeschi. Insieme ad altri venne portato in un casale
per poi essere avviato, in principio a bordo di camion e successivamente
chiuso in un treno merci, direttamente in Germania nello Stalag B4. Dopo
i primi mesi, molto duri, di prigionia venne affidato ad una fattoria
dove lavorava e poteva mangiare a sufficienza. Venne liberato a febbraio
del '45 dalle stesse truppe americane ormai giunte sul suolo tedesco.
Ray Welles, anche lui, partecipò alla battaglia sul fiume Rapido.
Sopravvisse a quell'inferno, ma tre settimane dopo venne inviato di nuovo
in prima linea su Monte Castellone. Qui, alcune loro compagnie dovettero
avvicendare soldati americani appartenenti alla 34° divisione, ben
contenti di ricevere il cambio.
Riuscirono a strapare altro terreno al nemico, ma la sfortuna volle che
i tedeschi, da giorni impegnati nelle preparazione di un vasto contrattacco,
scatenassero su di loro un pesante bombardamento preparatorio ad una azione
volta a recuperare le posizioni perdute. Ray venne gravemente ferito e
trasportato prima in un punto di medicazione e poi in un ospedale militare
a Napoli. Da lì venne successivamente rimpatriato senza venir più
reintegrato nel suo amato reggimento.
Jack Wilson partecipò alla battaglia per Roma. Il 23 maggio '44
sbarcò ad Anzio per essere immediatamente gettato nell'operazione
"Buffalo".
Un'ampia avanzata alleata, dal nome "Diadem", era scattata l'undici
di maggio, partendo dal fronte di Cassino. La 36° divisione, a cui
jack apparteneva, venne mandata a dare sostegno all'azione di sfondamento
della sacca di Anzio in cui le truppe alleate rimasero circondate, dalla
14° armata tedesca, per ben quattro mesi.
La citta di Velletri divenne l'obiettivo dei texani che per una settimana
gettarono i loro fanti in un'azione sui due lati del paese. Qui fu risolutiva
la brillantezza del loro generale Fred L. Walker che Jack ricorda come
un uomo di grande simpatia. Scoprì una zona tra Velletri e Lariano
mal presidiata dai tedeschi e riuscì nella notte del 31 maggio
a far effettuare un'infiltrazione di ottomila uomini, appartenenti al
142° e 143° reggimento, sulle pendici di Monte Artemisio, bypassando
la città di Velletri. Ne frattempo Jack Wilson assegnato alla compagnia
pesante "D" del 141° reggimento col ruolo di mitragliere
proseguì nell'attacco frontale contro Velletri da sud-est. Ricorda
di essersi imbattuto in un carro armato tedesco che esordì di sorpresa
contro di loro per poi ritirarsi senza aver subito danni dal loro fuoco
difensivo. Velletri cadde il 2 giugno grazie all'aggiramento avvenuto
attraverso la montagna e alla martellante azione proseguita a valle. Il
4 giugno vennero osannati come conquistatori di Roma, ma la guerra continuò
ancora molti mesi. Lo portò fino in Francia dove in un'azione,
famosa sui libri di storia, col nome di "The lost Battallion"
si meritò il riconoscimento a membro gemellato con la famosa unità
nipponico/americana, 442° reggimento coi quali riuscirono a venir
fuori da un brutto accerchiamento ad opera dei nemici. Oggi durante il
viaggio porta al collo il "Bolo", un ornamento di origine indiana
con due stemmi, quello della Texas e quello dei soldati nipponici che
all'epoca erano, immigrati, di nazionalità americana.
P. Carotenuto
20/05/2009
Incontro con i reduci italiani e americani ad Altavilla
e Roccadaspide.
Oggi
si è svolta a Roccadaspide una manifestazione pubblica, organizzata
dal ns delegato per
il sud Tonino De Rosa, che ha visto protagonisti un gruppo di reduci della
36^ divisione Texas accompagnati dai loro parenti.
Su espresso invito dello stesso De Rosa e del Sindaco di Roccadaspide
ho
ritenuto doveroso partecipare al programma in forma ufficiale, attivandomi
sul posto sia come Presidente dell' associazione organizzatrice, sia come
tramite tra le autorità pubbliche e militari intervenute e il gruppo
dei
"Texani".
Sono stato coadiuvato nella giornata dal prezioso aiuto di Alberto Sorci,
e
da Tonino De Rosa che con uno sforzo "ciclopico" in assoluta
solitudine, ha
saputo organizzare un programma denso di avvenimenti e carico di emozioni.
La giornata si è svolta in mattinata sulla piazza principale di
Roccadaspide alla presenza delle scolaresce locali, un pubblico di
cittadini incuriositi, i parenti e i reduci della 36^, autorità
militari e
civili.
Dopo gli interventi dal palco, articolati e, nel mio caso improvvisati,
del
Sindaco, del Prof Angelo Pesce, di un Assessore di un ufficiale
dell'esercito, i reduci della 36^ hanno lasciato una corona di fiori al
monumento dei caduti, hanno ricevuto da parte ns una targa ricordo, e
hanno
visitato il locale castello.
Abbiamo ritenuto doveroso lasciare una targa come HW6 anche alla città
ospitante nelle mani del sindaco.
All'ora
di pranzo il gruppo si spostava nel Ranch di De Rosa (mi è
difficile chiamarla soltanto e riduttivamente casa), completamente
attrezzato con gigantografie, reperti bellici, tende di ogni tipo, cannoni,
armi e quanto è riuscito a piazzare in ogni dove, e dopo un mio
piccolo
intervento di benvenuto, sono cominciate le libagioni, dove è stato
servito
un pasto molto semplice a base di prodotti locali cucinati in loco, ma
di
grande qualità.
Particolare successo ha avuto un "indigeno del luogo" che girava
tra i
tavoli con diverse tanichette di vino rosso fatto in casa riempiendo i
bicchieri dei reduci e parenti, i quali non si sono certo tirati indietro
facendo complimenti,...anzi.
Dopo
pranzo ho cercato di fare gli onori di casa continuando a saltare da
un gruppo all'altro e traducendo simultaneamente dal battipagliese all'
italiano e dall'italiano all'inglese per evitare che il dialogo fosse
tra
sordi.
Ogni paesano del luogo aveva qualcosa da raccontare agli americani in
un
continuo crescendo di tentativi moderativi da parte mia.
C'era pure chi si era munito di mappe fatte a mano dove cercava di spiegare
quanto fosse accaduto a lui da ragazzino nel settembre del '43...
Apparentemente ero l'unico che avesse una qualche nozione di lingua
anglosassone, quindi vi lascio immaginare.....
Nel
pomeriggio, dopo le visite di rito alle varie parti del Ranch De Rosa,
con manifestazioni d'intento a rimanere in loco da parte degli americani,
affascinati dal luogo, dalle vedute e sotto gli effetti benevoli del
"vinello rosso" di cui sopra, l'area si è di nuovo popolata
di cittadini e
di buona parte dell'arma dei carabinieri del sud Italia, compreso il
comandante in capo, tale Colonnello De Marco, invitato a partecipare
all'evento pomeridiano.
Alla presenza del sindaco e delle autorità, nello spiazzo all'interno
del
Feudo De Rosa, il ns Tonino ha fatto arrivare una decina di vecchietti
arzilli ns reduci che, chiamati uno per uno con il loro vecchio corpo
di
appartenenza, si sono incontrati con i loro coetanei statunitensi.
Il momento è stato di grande emozione, perchè tremanti e
poco stabili sulle
gambe, i "texani" si sono alzati in piedi e hanno salutato militarmente
i
loro "vecchi nemici", abbracciandoli calorosamente, stringendo
loro le mani
e sussurrandosi saluti incomprensibili nelle rispettive lingue, ma che
il
sottoscritto ha carpito (sempre nella sua funzione di "facilitatore
improvvisato") come auguri e complimenti per il passato e per il
presente.
Alcuni
di loro hanno realmente combattuto l'uno contro l'altro per i corpi
di appartenenza e per le aree nelle quali erano rispettivamente dislocati
nel '43-'44.
Momenti di grande emozione sottolineati da musiche adatte, applausi e
qualche lacrimuccia spontanea.
Tutti hanno ricevuto delle medaglie ricordo preparate dal Prof Pesce.
Il
ns. valoroso Vice Presidente Alberto Sorci, ha messo in moto
definitivamente la ns Delegazione per il sud, raccogliendo un' altra
iscrizione al club (sig. Vincenzo Dura) e dandoci un minimo di
organizzazione e programma di espansione per quei territori. Abbiamo
finalmente una e-mail con cui dialogare e un punto di riferimento per
"incentivare" l' attività di raccolta adepti per quell'area.
Da definire ovviamente gli incarichi e le responsabilità, che saranno
sicuramente oggetto di discussione durante la ns manifestazione di Colonna,
alla quale parteciperanno (si spera) questi nuovi ns. "missionari".
Alla
fine di questa, per me faticosa ma indimenticabile giornata, sfatti e
anche un pò maleodoranti per ovvi i motivi di traspirazione, siamo
tornati
verso casa, certi di aver fatto una grande opera di visibilità
per il
nostro Club
Presto
avremo un supporto fotografico, che desidererei mettere sul sito
perchè ho la certezza che i ns ospiti USA andranno a visionare.
Stefano
Cardoni
03/05/2009
Si è svolta con successo
ed entusiasmo l'escursione presso la Selva di Cori
Sei veicoli
partecipanti: quattro Jeep Willys, una Kubelwagen e un Doodge Wc 51.
Partenza da Velletri in direzione Giulianello lungo la via di Cori. Attraversamento
del centro storico di Giulianello con colazione di gruppo. Rifornimento
carburante dei veicoli. Attraversmanto del centro storico di Cori. Strada
per Norma. Prenotazione presso il ristorante ITre Camini. Ore 11 intrapresa
la via sterrata della Selva di Cori. Incontro con le autorità di
vigilanza dell'area. Percorso impegnativo per i veicoli fino alla fine
del tracciato percorribile. Ritorno in direzione ristorante con uscita
dalla selva alle ore 13. Pranzo. Ore 14 rientro alle abitazioni.
26/04/2009
Il Club Highway Six ha stretto un gemellaggio
con il club dei Rusty Angels
questo il loro sito
http://www.ottocubano.com/WEB%20IFM/home.htm
20/04/2009
Rinviata la gita nella Selva
di Cori
Domenica 19 apile
a causa del cattivo tempo si è deciso di rimandare, a data
da destinarsi, la gita con i nostri veicoli alla Selva di Cori. Ho
tempestivamente informato il Comando Stazione di Cori che mi ha informato
che una ordinanza comunale prescrive che non possa essere più
transitata, da mezzi a motore, la strada della selva dal primo di
maggio fino alla fine di tutta la stagione estiva. Su nostra richiesta,
informandoli quanto prima su una data certa in cui riproporre la gita,
si adopereranno per avanzare al Comando dei Vigili di Cori una richiesta
di autorizzazione a transitare, in via eccezionale, nella Selva anche
nel mese di maggio. Il loro tentativo non darà comunque un
esito certo. Quindi i soci verranno informati sui prossimi sviluppi
sul nostro calendario delle manifestazioni.
P. Carotenuto
17/04/2009
Progressi federazione ASI del
nostro club
Oggi, sono stato
contattato telefonicamente, in quanto all'epoca Presidente del club
figurante sulla documentazione da me inviata in data 27/11/2007, dal
Sig.Verzaro, Commissario veicoli storici dell'ASI. Sottolineo che
la conversazione è stata molto cordiale ed è iniziata
con proposta da parte del Sig. Verzaro delle scuse dell'ASI per aver
tardato nella formulazione della risposta relativa alla richiesta
del Club Highway Six di ottenere lo status di Socio ASI.
Le motivazioni avanzate sono state la situazione di caos presente
all'interno dellASI negli ultimi tempi e la sopraggiunta morte del
Presidente della Commissione Club in seno all'ASI, dott. Procchio,
preposto ad esaminare le richieste di federazione.
Il Sig. Verzaro mi ha assicurato, sulla base della documentazione
in suo possesso, che i requisiti necessari a soddisfare le clausole
del regolamento per la federazione, sono conformi. Ha però
focalizzato l'attenzione al numero dei soci che all'indomani della
federazione del nostro Club dovranno necessariamente, nel numero non
inferiore a 40, versare la quota annua per l'ottenimento della tessera
ASI.
La telefonata ha avuto quindi lo scopo di allertarci alla prossima
imminente visita nella sede del nostro club di due Commissari ASI,
Sig. Verzaro (di Vicenza) e sig. Onofri (di Latina), durante la quale
rivedranno la documentazione in nostro possesso e supervisioneranno
la sede della quale necessiteranno di documentazione fotografica da
presentare con la pratica a Torino.
La visita, ispezione, dei due commissari ASI avverrà previo
appuntamento telefonico nelle prossime due settimane.
La possibilità, per il nostro Club, di ottenere lo status di
socio ASI ci apre nuovi orizzonti. Oltre a tutte le agevolazioni in
materia automobilistica, fiscale e assicurativa, anche la possibilità
di portare dei nostri rappresentanti in seno all'ASI come anche quella
di frequentare dei corsi per Commissari tecnici ed altro.
P. Carotenuto
07/04/2009
Saluto di benvenuto ad un nuovo socio
Il Club comunica che abbiamo un nuovo iscritto
nella persona del sig.
Tonino De Rosa di Roccadaspide (Salerno)
che già alcuni di Voi conoscono da
vecchia data.
Lamico Tonino oltre che essere proprietario di mezzi (lo ricorderete
sicuramente con il suo SPA alla Colonna della Libertà) ha anche
una vasta
esperienza e cultura locale su un territorio ricco di storia, specie
nel
periodo 1943-1945.
Ha inoltre vaste conoscenze locali di Studiosi, Amministrazioni e
Proprietari di mezzi storici, che attualmente non appartengono ad altri
clubs.
Proprio per questo il Consiglio, iscrivendolo, e su espressa volontà
dell
amico Tonino stesso, darà a lui la responsabilità di coordinare
l Highway
six nel centro sud, e relazionarsi con il Consiglio Direttivo per tutte
le
iscrizioni, iniziative e idee, che potrebbero interessare la zona di
Salerno e dintorni.
Diamo quindi un caloroso benvenuto al nuovo socio
Il Presidente
Stefano Cardoni
18-03-2009
Amici della Winterline
di Venafro
Desideravo con queste poche righe, ringraziarVi
per la squisita accoglienza e per la perfetta organizzazione della Manifestazione
che ci ha visto ospiti in quel di Venafro e Dintorni domenica 15 Marzo
2009, nel 65° anniversario del bombardamento della città.
La domenica, divisa in due parti: una dinamica
e una statica, ci ha dato,in mattinata, la possibilità di visitare
a bordo dei nostri veicoli, paesaggi e località di rara suggestione
e ricchi di storia, trovando ovunque una accoglienza calda e positiva.
La vera sorpresa è stato per tutti
la scoperta di Conca Casale, un altipiano che sovrasta la città
di Venafro e che con la sua particolarità naturalistica, fa di
questa "comunità montana" una realtà unica nel
suo genere.
Il pranzo, ovviamente "casereccio" e altrettanto ovviamente
"buonissimo" è stato da tutti noi apprezzato, complice
anche l'aria goliardica e di grande comunione, che lo ha caratterizzato.
Devo fare i complimenti, inoltre, ai reenactors
che avevano costruito le postazioni nel piazzale antistante il paese e
all'organizzazione che, con la "battaglia a base di mortaretti e
fumogeni vari", ha sinceramente divertito il pubblico e persino il
Comandante della locale stazione dei carabinieri. (una iniziativa che
si può fare solo da Voi e con il Vs entusiasmo).
Inutile ricordare la particolarità
del Vs museo, che qualcuno di noi non ha potuto visitare per motivi di
tempo, ma che si ripromette di farlo in tempi brevi.
Insomma, grazie per la giornata che ci avete
fatto passare e un augurio a Voi tutti di continuare su questa strada
intrapresa.
In fede
Stefano Cardoni
Presidente Highway Six Club
11-02-2009
Alfonso Ludovici (consigliere
HWS)
"Highway Six Club"
sede legale: Via Casilina km 25,500 n° 29/31 - 00030 Colonna (RM)
CF: 92018060589
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