1/05/2011 -Incontro con Mr Roque Riojas 34th ID (di P. Carotenuto )
19/03/2011 -W l'Italia - Festa dell'unità d'Italia (di
Stefano Cardoni )
21/02/2011 - Convegno sulla battaglia di El Alamein (di
Luciano Alberghini)
9/02/2011 -
Correva l'anno…1994 (di Ennio Arena)
3/02/2011 - Anzio/Nettuno D-Day news (di Peppe Arcangeli)
3/02/2011 - 24 Febbraio, Visita guidata al Forte Bravetta (di Luciano Alberghini)
3/02/2011 - Il successo di Radio Londra (di Luciano Alberghini)
28/11/2010 - 30nov./2dic. Aviation Day (di Peppe Arcangeli)
06/09/2010 - Modulistica e certificati ASI
(di P.Carotenuto)
05/09/2010 - Federazione ASI (di P. Carotenuto)
27/08/2010 - Libro: A pictorial history of the 36th infantry division (di P. C.)
13/07/2010 - Finalmente il club Highway 6 è Federato ASI di P. Carotenuto)
29/03/2010 - Convegno presso "Armi e Bagagli" a Piacenza (di P. C.)

1/05/2011(posted) Back
Incontro ai Castelli Romani
con Mr. Roque Riojas
,


Reduce americano della campagna d'Italia 1943, '44, '45. Classe 1922. Primo battaglione, 135° reggimento, 34a divisione di fanteria, Red Bull
, torna per la prima volta in Italia dopo 67 anni.
Entra in combattimento al passo di Casserine. Partecipa ai combattimenti in Tunisia. Sbarca a Salerno a settembre del 1943. Partecipa ai tre attacchi sul Volturno. Partecipa al terzo attacco del fiume Rapido (Cassino). Partecipa alla conquista di monte Castellone e al tentativo di conquista di Montecassino. A febbraio del 1944 sbarca ad Anzio. Partecipa ai combattimenti nella testa di sbarco. il 24 maggio partecipa agli attacchi lungo Canale Mussolini. Sfonda la Linea Caesar con la sua unità presso Lanuvio. Il 4 giugno 1944 entra a Roma con la Quinta Armata americana.
P. Carotenuto



19
/03/2011(posted) Back
W L'ITALIA - Festa dell'unità d'Italia

Nonostante le condizioni meteo avverse il club Highway Six ha voluto
comunque onorare la festività nazionale e quindi le manifestazioni in onore dell' unità d'Italia.
In una data così importante per tutti gli italiani, il ns. Club ha accolto
con entusiasmo l'invito da parte della municipalità di San cesareo, per una mostra statica di mezzi storico-militari, nel quadro degli eventi che sono stati organizzati in loco per il 17 marzo.
Sotto una pioggia battente, proibitiva per i mezzi, scoperti o quasi, del
ns club , si sono radunati nella piazza principale del paese "casilino" 7
veicoli con i relativi coraggiosi proprietari.
La Kubelwagen del mitico Claudio Sorci, le Jeeps MB di vari soci, tra cui
il coraggioso Paolo Damiani che ha affrontato il maltempo e i Kms con una Jeep non ancora completamente collaudata, il GMC del Club, sul quale sventolava il manifesto di appartenenza all' ASI, e il Dodge ferroviario (riportato alla configurazione stradale) di Ennio Arena con la moto DKW parcheggiata sul cofano posteriore.
Nella piazza bagnata in continuazione da un vero e proprio diluvio, i ns
mezzi facevano bella mostra di se accanto ad alcuni veicoli storici dell'arma dei carabinieri, e dei gazebo colorati con i colori della ns
bandiera nazionale, contenenti mostre fotografiche.
Il programma della manifestazione è evidentemente cambiato rispetto al
progetto iniziale, ma il club non ha perso l'occasione per mostrarsi con
una piccola flotta di mezzi rappresentativi, confermando la volontà di
essere sul territorio e interagire con la popolazione, creando comunque
emozioni e scambiando cultura storica.
L'occasione è stata anche propizia per incontrare il responsabile del museo dell'arma dei carabinieri e stabilire un contatto per eventuali future
collaborazioni, e preparare il terreno per un eventuale passaggio nella
città il prossimo 5 giugno nell'ambito della manifestazione della
"Battaglia per Roma".
Il rappresentante delegato di HW6 che ha curato l'organizzazione della mini colonna, Ennio Arena, ha colto l'occasione per ringraziare quanti del club hanno partecipato alla riuscita di questa "mission" bagnata.

Stefano Cardoni


21/02/2011(posted) Back
CONVEGNO SULLA BATTAGLIA DI EL ALAMEIN

Gli storici concordano nel definire la terza battaglia di El Alamein (23 ottobre - 4 novembre 1942) insieme alla contemporanea battaglia di Stalingrado terminata nel febbraio del 1943, come il giro di boa della II G.M. segnando l'inizio del declino militare dell'Asse. Il 17 febbraio 2011 si è svolta a Roma presso la Protomoteca del Campidoglio una celebrazione in ricordo di alcuni cittadini romani caduti ad El Alamein.e insigniti di medaglie d'oro al V.M. Con l'occasione è stato fatto il punto sul progetto di preservazione del campo di battaglia che è oggi minacciato dalle numerose trivellazioni alla ricerca di petrolio e dalla speculazione edilizia legata ai nuovi villaggi turistici che stanno sorgendo sulla costa e nell'entroterra. La zona di El Alamein era l'unica porta di accesso verso Alessandria essendo larga appena 60 km tra la depressione di Al Qattara ed il mare, per questo Rommel, appena esaurita la sua spinta offensiva, aveva deciso di arroccarsi qui. Furono disseminate migliaia di mine anticarro, costruite trincee e stesi centinaia di chilometri di filo spinato. I principali campi di battgalia di questa fascia di deserto, Ruweisat,Mitterirya, Deir El Munassib, Naqb Rala, Haret El Nimeimat, Menaquir El Daba) pur essendo tuttora ad accesso riservato e ancora pericolosi per la presenza dei campi minati non bonificati, sono stati esplorati e sono stati rilevate le coordinate geografiche dei siti con apparati GPS ad alta risoluzione. Il lavoro sul campo è stato poi confrontato con le rilevazioni satellitari odierne, con le carte militari e le foto aeree dell'epoca correlando anche le testimonianze ed i diari storici dei reparti coinvolti ai luoghi identificati. Questo grosso lavoro di studio è finalizzato alla creazione di una banca dati quanto più esauriente possibile per consentire la salvaguradia della linea del fronte e la sua valorizzazione culturale e turistica. I principali soggetti animatori di questo progetto nato nel 2008, sono Enti di ricerca come l'Università di Padova (Dip. di Geografia), L'Istututo Nazionale di Geofisica di Trieste (INOGS), il NARSS (Egitto), il Ministero Difesa Onorcaduti e numerose asociazioni tra cui l'Associazione Nazionale Paracadustisti d'Italia, l'Associazione Gotica Toscana Onlus..Auguriamo quindi a tutti i ricercatori e volontari del progetto il più completo successo di quest'encomiabile operazione di recupero della memoria.
Luciano Alberghini


9/02/2011(posted) Back
Correva l'anno…1994
Cronistoria della nascita e sviluppo della rievocazione storica nel Lazio. di Ennio Arena

Mi iscrissi all'M.V.C.C. nel 1993. Verso la fine di quell'anno cercai disperatamente di acquistare una Jeep decente per partecipare al grande raduno che si preannunciava sulle pagine della rivista Army Motors per il 50° anniversario dello sbarco di Anzio e Nettuno. Sarebbe stato il primo evento con veicoli militari nelle due cittadine laziali.
In verità un anno prima avevo già acquistato un'altra Willys, se così poteva essere definita; le Willys le avevo viste solo "in cartolina", non conoscendo nessuno che ne avesse una! Infatti presi una "bidonata" acquistando una jeep con un motore diesel di un Fiat 615 e cambio originale a tre marce. Mi sembrò un ottima scelta come mezzo da usare tutti i giorni a posto della mia vecchia Fiat 500. La delusione arrivò presto quando per percorrere il tragitto da Marino, luogo dell'acquisto a Colonna, rimasi a piedi con un semiasse rotto. In seguito feci miracoli per farla camminare e documentandomi meglio mi accorsi che almeno il 50 % dei componenti erano stati sostituiti con ricambi dei più disparati veicoli e l'impresa era disperata.
Con un ulteriore sforzo economico acquistai da un anziano di Recanati la mia attuale Jeep, con la quale mi apprestavo ad arrivare ad Anzio per il mio primo raduno!
Arrivai all'alba del 22 gennaio 1994 davanti all'ingresso del poligono di Nettuno, dove era stato fissato l'appuntamento per il raduno.
Non conoscevo nessuno, non avevo idea di quanti e quali veicoli partecipassero.
Tutti i partecipanti, arrivati già dal venerdì, avevano parcheggiato i veicoli per la notte all'interno del poligono militare. Quando iniziarono ad uscire rimasi stupefatto, allibito. Ero paragonabile ad uno che avesse visto scendere sulla terra le astronavi di Guerre Stellari. Naturalmente ero vestito in abiti civili, non immaginando che si potesse andare con divise, armi e quant'altro.
La colonna dei mezzi era enorme: 3 dukw, 2 half truck, un blindato, un bren carrier, un Diamond gru, svariati dodge, numerose jeep e kubel, tante moto e sidecar e per finire…uno Sherman marciante ! Mi accodai emozionato a quella colonna di veicoli fino ad allora visti solo nei film di guerra e con gli equipaggi in divisa!
I veicoli fecero una sfilata a Nettuno e una ad Anzio, scorrazzarono sulla spiaggia davanti la chiesa di Santa Maria Goretti , con i dukw che entravano ed uscivano dal mare; invasero il molo Innocenziano, dove era stata montata una tribuna per le autorità. I pasti furono consumati nella mensa del poligono ed in quella della scuola di Polizia. Nel vociare dei partecipanti cominciai a sentire i nomi di De Pasquale, Ansaloni, Gibertini, Cuschini, Crispo; rimasi un po' meravigliato dagli accenti, tutti o quasi del nord Italia, come se un' armata di moderni Visigoti avesse attraversato mezza Italia per venire a celebrare questo sbarco degli alleati.
In quell'occasione conobbi la fam. Sorci e sul finire della domenica un ragazzo che non aveva partecipato, ma che mi disse che anche lui aveva una Jeep; di lui mi colpì la sua folta chioma, era Marco Bucci!
Mi fù presentato anche Vittorio Riggi, con il quale avrei potuto tenermi in contatto, abitando nella stessa Provincia.
Ricordo alcuni episodi: durante la sfilata nel centro di Anzio, alcune persone distribuirono ai partecipanti volantini di protesta per il "Parco della Memoria" italiano che non riusciva ad ottenere gli ufficiali riconoscimenti come sacrario militare. Poco tempo fa ho letto che tra quei ragazzi c'era anche l'attuale sindaco di Roma, l'attuale sindaco di Roma, che si distinse particolarmente per le proteste contro la delegazione Americana. Altri tempi.
Tornai a casa felice del mio esordio in quel mondo sconosciuto di mezzi e divise militari della 2°G.M.
Non ero ancora consapevole che quell'esperienza, lì ad Anzio e Nettuno non si sarebbe più verificata per molti anni. Non sapevo che i Visigoti del nord, rientrati in quella che diverrà la Padania, non sarebbero più tornati.
Solo molto tempo dopo appresi che quella discesa a sud di tanti bei veicoli era stata dovuta alla abilità organizzativa di Edo Ansaloni e famiglia, oggi titolari del noto Museo a Bologna e ad un cospicuo finanziamento della Regione Lazio che per l'importante anniversario stanziò molti milioni delle vecchie e care lire; inoltre ci fù il contributo delle casse dell'MVCC del Presidente Brezza.
Ho ritrovato la rivista Army Motors del'94 con un articolo su quella manifestazione a firma, pensate, di tal Nicola Nicotera, già all'epoca instancabile viaggiatore della Salerno-Reggio Calabria. Vi riporto alcune frasi emblematiche sul quale riflettere :

" L'eccezionalità dell'evento ha catalizzato l'attenzione degli appassionati convenuti numerosi anche con mezzi pesanti….
In realtà, problemi logistici hanno costretto l'organizzazione a dividere i Radunisti tra le cerimonie di Anzio e le evoluzioni degli anfibi a Nettuno.
….molti hanno approfittato del vuoto di programma (il sabato) per effettuare visite ai Sacrari ed al Museo dello Sbarco.
…in conclusione una nota personale: per quanto sia stato innegabile il verificarsi di alcuni problemi organizzativi, non ritengo che la mera polemica sia un atteggiamento costruttivo, è, secondo me, necessario, invece, spirito di collaborazione ed una maggiore disponibilità a superare gli inconvenienti in modo sportivo ricordando magari i veri disagi sopportati da chi i nostri mezzi li usava per "lavoro".

Questo commento è attuale anche per l'edizione 2011!!
Vi aggiungo il commento dell'organizzatore Edo ansaloni :

" Cari Amici, desidero ringraziarvi (…). Date le circostanze politiche e congiunturali non ho potuto attuare il programma che avevo in mente. "

Questo è la prova che sperare di avere un supporto organizzativo soddisfacente dalle due cittadine di Anzio e Nettuno, divise da un assurdo campanilismo, è utopico.
Tra l'altro partecipai alla creazione del Museo dello Sbarco, inaugurato in quell'occasione, prestando alcuni cimeli della mia collezione, come tanti altri collezionisti, visto che Mister Colantuono non aveva quasi nulla per riempire le sue vetrine. Una nota per Colantuono, al quale và dato atto che ha reso possibile la sopravvivenza del Museo per quasi 20 anni. Certo poteva farsi meglio, ma comunque si è fatto e per mia esperienza diretta, vi assicuro che tenere aperto un museo in tutti i fine settimana diventa …pesante!

Tornai alla realtà nostrana che era costituita, credo, da non più di 10 jeep conosciute a Roma e provincia e forse nell'intera Regione.
In pratica la mia prima esperienza ad Anzio poteva essere paragonata ad un podista principiante che per la prima gara viene inviato con la nazionale alle Olimpiadi e dopo gli dicono che parteciperà solo a gare di paese. Praticamente iniziò la mia "frustrazione" , il mio "complesso di Anzio", potremmo chiamarlo, che mi diede anche la voglia di fare qualcosa nella speranza di tornare ai fasti del '50°.

Arrivò il '51°, il '52° , il ' 53 ° i collezionisti nostrani capirono che si sarebbero dovuti organizzare ormai da soli, l'MVCC a Torino …era lontano.
Degna di nota l'iniziativa del gruppo/club "Star Dust" con il simbolo della ragazza americana anni'40, ideato da Vittorio Riggi, Adriano Merlo ed altri che cercavano di risollevare le sorti dei raduni locali. Un anno organizzarono anche un mercatino di militaria annesso al raduno, raduno che percorsi quasi tutto in prima dopo la rottura del cambio. All'epoca il carro attrezzi sembrava un lusso.
Arrivò, poi, l'epoca di Massimo M., al quale va dato l'indiscusso merito di aver compattato per molti anni proprietari di veicoli e reenactors, figura questa, fino ad allora sconosciuta.
Dopo aver radunato tutti, o quasi, gli appassionati del Lazio, creò la sezione MVCC centro Italia, con sede, prima presso il Museo di Anzio poi, a causa di incomprensioni con Colantuono *, di fatto nella sua bella tenuta di campagna dove invitava tutti a proprie spese in pranzi/riunioni.
Si fecero molti raduni tra il 1997 e il 2004, Anzio, Aprilia, Artena, Cassino, Mainarde, Salerno, ecc.
Il settore cresceva, aumentavano i reenectors e la conoscenza uniformo logica, si aggiungeva qualche mezzo in più.
Al nord si accorsero che anche a sud di Firenze qualcosa in grigioverde si muoveva.
Iniziammo anche a muoverci verso il nord per partecipare a manifestazioni notevoli, rientrando poi a Roma con il complesso dei frustrati.
Malgrado la buona volontà di M.M., del suo impegno anche economico nell'impresa titanica di far crescere il settore, nel 2003-2004, si manifestarono alcuni problemi "covanti" da tempo. Li riassumo non per criticare alcuno ma per cronaca storica.
Il problema principale era che la sezione MVCC centro Italia non si dotò mai di uno statuto autonomo con un consiglio direttivo votato democraticamente da tutti gli iscritti. Il risultato fù duplice: da un lato l'MVCC che comunque non ci filava più di tanto, né mai ci mandò contributi per organizzare bene un raduno, contributi che rimanevano sempre al di sopra di Bologna-Firenze , dall'altro la sezione era governata oltre che da il buon M.M. da un "triumvirato" , nominato dallo stesso Mortari, ma che non godeva di una larga stima nella maggioranza degli iscritti.
Per partecipare si pagava la quota all'MVCC (e non era popolare) per i proprietari dei veicoli e una quota ridotta per figuranti e simpatizzanti.
Il triumviarato, di cui non ho nulla da dire a livello personale, stimandoli come preparati ed appassionati collezionisti, creò alcuni malumori, dovuti alla carenza organizzativa sul campo. In effetti tutti e tre, all'epoca erano figuranti, e spesso non soddisfacevano le esigenze dei "Jeepparoli".
Uno dei problemi principali a livello logistico era stato l'aumento del numero dei figuranti rispetto ai veicoli disponibili. In pratica eravamo come le Divisioni Italiane, definite dal Regime Fascista con un gioco di parole "Autotrasportabili" e non Autotrasportate, cioè se ci fossero stati sufficienti autocarri, non sarebbero andate a piedi!
A volte ci furono scene tragi-comiche: proprietari di veicoli, immatricolati autocarri, che discutevano per non far salire i figuranti, figuranti che prendevano all'assalto i pochi veicoli presenti e non era mai disponibile un veicolo più grosso di una Jeep, sidecar carichi di minimo 3 fanti tedeschi affardellati, ritardi nelle partenze della colonna che si ripercuotevano fino a sera. Mitica rimase la scena di vedere sfrecciare sulla nettunese,con il buio, la jeep di Marco Bucci con annesso carrello, stracarichi di figuranti. All'epoca, tra i figuranti, non vi era ancora quella sensibilità collaborativa con l'autista; mi capitò di rimanere senza benzina a Nettuno, mi girai per chiedere aiuto ai miei due trasportati (non faccio nomi ma erano gemelli), e li vidi già saliti su un altro mezzo marciante…
Le incomprensioni aumentavano e spettacolare fù la protesta di Bucci, quando si presentò ad un raduno con la Jeep carica, dietro di materiale e vicino al posto del guidatore con un manichino vestito da Americano! Fù una comica per tutto il raduno.
Il buon M.M. si sobbarcò anche l'onere di affittare un pulman turistico per caricare quanti non avessero trovato posto sui veicoli ed anche per invitare parenti ed amici alle manifestazioni. Naturalmente i figuranti preferirono farsi trascinare dalle jeep legati con una corda pur di non subire l'onta di salire in divisa su un pulman turistico.
Spesso il pulman restava bloccato nell'impossibilità di seguire la colonna sugli impervi campi di battaglia, con imprecazioni dell'autista. Iniziava allora una spola con le Jeep per trasferire i "neo profughi" dal pulman al luogo scelto per la sosta.
La diaspora jeepparoli-figuranti produsse però un positivo effetto domino spronante all'acquisto di veicoli. Alfonso acquistò un lotto di Jeep e parti di ricambio, poi la sua rara e bella Sedan; molti altri iniziarono la loro corsa all'acquisto di mezzi a fronte di sacrifici personali lodevoli.

Altri problemi si verificarono nelle scelte dei percorsi e dei ristori, scelte spesso delegate da M. M. al triumvirato, che non verificando il percorso, spesso compromettevano la buona riuscita della manifestazione.
Ricordo l'episodio di uno dei pochi Dodge scesi dal nord, rimasto incastrato in un vicolo di un paese in ciociaria; ricordo il "professore" abbandonato a se stesso con la jeep rotta in una remota località della linea gustav ed ospitato dai gentili abitanti di una casa; ricordo un interminabile tour montano sulle Mainarde organizzato da Arcese che non avendo mai guidato una jeep aveva previsto medie orarie da Ferrari;
rimase negli annali il ristorante scelto in un raduno ad Anzio, distante almeno 30 km., percorsi sulla trafficata via Pontina di domenica, era il "Tuca-Tuca" anonimo e squallido ristorante aperto per l'occasione che ci somministrò un pasto a prezzi non proprio convenzionati. Questo ed altri analoghi episodi fecero nascere chiacchiere circa presunte "creste" nella scelta dei ristoratori.
In questi anni svariati soci MVCC parteciparono ai raduni, promettendoci di non sobbarcarsi più una trasferta del genere per manifestazioni maldestramente organizzate, immagino poi il passaparola che si diffuse.
Un' idea fu partorita dal nucleo decisionale del gruppo : evitare i ristoranti con le interminabili attese e promuovere alcuni "fortunati" a cambusieri!
Il risultato fù che per svariate edizioni Marco Bucci, unico proprietario di carrello bantam, attrezzò l'appendice a mò di ristoro ambulante con l'occorrente per cucinare,
dai fuochi a gas, alle pentole, alle salsicce, ecc.
In pratica eravamo ridotti ad "autieri", "cambusieri", "furieri" , comandati da "ufficiali" non troppo amati dalla truppa.
Per avere un po' di autonomia operativa avevamo intanto costituito l'Associazione "Storia del Lazio 1943-'45", (Riggi-Sorci-Arena-Bucci) con la quale organizzammo discrete mostre, tra cui meritano menzione quella di Artena e Velletri; a Velletri in occasione del 60° della battaglia si organizzò una mostra, Paolo presentò il suo libro, e accogliemmo molti veterani americani; con una cerimonia si pose una targa in marmo sull'Artemisio a perenne ricordo della 36° divisione. Più che perenne, il ricordo, fù di soli pochi mesi, essendo stata distrutta da italici vandali.
Correva l'anno 2004…
L'epilogo dell'era "M. M." fù in occasione del 60° Anniversario di Anzio-Nettuno. Immaginavo nella mia fantasia un ritorno ai fasti del '50° ma il mio "Complesso di Anzio" ebbe motivi per crescere.
Si tentò di suggerire a Mortari e suoi Pretoriani un incontro per decidere insieme il programma dell'evento al quale volevamo dare una certa risonanza. La richiesta fù respinta ed il programma era già fatto. I raduni di Anzio e San Pietro Infine furono paragonabili al "disastro del rapido" fortunatamente senza morti e feriti.
Nel primo si passò almeno mezza giornata in un parcheggio di una scuola nella periferia di Anzio,la cui fondatrice pareva essere americana (ancor oggi ci si chiede perché eravamo là), l'altro si concluse alle 14,00 con un "tutti a casa" dopo la "sola" avuta dalla amministrazione locale.
Era finita. I tempi erano ormai maturi.
A febbraio 2004 si fondò l'High Way Six Club, con un oggetto sociale che dava importanza in primis ai veicoli militari d'epoca, con regole democratiche, assemblee e cariche sociali e con l'obiettivo di diventare un punto di riferimento del centro sud .
In quell'anno io, Alberto e Paolo andammo in Normandia portando una jeep sul carrello stradale. Fù una esperienza indimenticabile e costruttiva che ci caricò di nuove energie per lo sviluppo del neonato Club.
Al 61° di Anzio-Nettuno ci ritrovammo in via ufficiosa con i soci fondatori ed i primi iscritti; ci contammo : io, Paolo, Vittorio, Marco, Lidia, Claudio, Paola, Giancarlo, Alfonso, Patrizia. Praticamente si ripartiva quasi da zero. Fù un'uscita informale tra amici, senza pubblicità e programmi. Durante il pranzo si iniziarono a piantare i semi per le successive edizioni.
Iniziammo a contattare ogni individuo vivente di cui vi era notizia, che possedesse un veicolo militare d'epoca, nel raggio di 300 km.
Alberto, veterano dei raduni italiani, contattò collezionisti che non si erano più visti da anni, vedi i Taddei, al quale non era mai piaciuto troppo l'abbigliamento militare;
se si vedeva una jeep parcheggiata, lasciavamo un nostro recapito per farci contattare nella speranza di un nuovo iscritto; rastrellammo proprietari di jeep stravaganti e mal restaurate per ingrossare le nostre fila ed istruirli sul miglioramento del mezzo. Arrivò addirittura una jeep trasformata in carro attrezzi con la cabina di una panda! Setacciammo club di auto storiche per sapere se c'erano veicoli militari; chiedemmo a Giovanni Rota di segnalarci persone nel Lazio che gli richiedevano pezzi di ricambio o restauri.
Fù un lavoro lento e continuo che spesso doveva vincere la diffidenza di molti delusi da altre associazioni e di altri che storicamente si iscrivevano all'MVCC.
Iniziammo a partecipare periodicamente a raduni fuori regione per pubblicizzare il club e la nostra manifestazione di Anzio per la quale stampammo pieghevoli pubblicitari.
Il 62° anniversario fù il rilancio ufficiale dell'evento, nel quale si cercò di non lasciare nulla al caso, per riacquistare credibilità con gli iscritti. Il massimo sforzo organizzativo fù di predisporre un tabellone, tipo tablò matrimoniale, sul quale erano riportati i disegnini di tutti i veicoli iscritti con i reenectors già assegnati ai loro posti. Si studiarono percorsi nuovi, ristori veloci, concorsi a premi, serata di gala per il sabato, speaker che durante la sfilata spiegasse all'ignaro pubblico le caratteristiche dei veicoli, incontri con veterani, gadget ricordo e una segreteria più che efficiente. Anno dopo anno la manifestazione è cresciuta arrivando a contare oltre 40 veicoli e 150 partecipanti, arrivarono gli aerei d'epoca grazie a Carocci e a Peppe Arcangeli. Iniziarono a rivedersi collezionisti dal nord e qualche straniero! (Francia, Inghilterra, Repubblica Ceka, Belgio).
Malgrado divenne sempre più complicato entrare nel poligono, ogni anno ci si imbarcava in richieste, assicurazioni, liste con nomi e targhe (!) e documenti pur di non perdere questa opportunità .
Credo che, se è possibile fare un paragone, sia il Club, sia la manifestazione di Anzio e Nettuno siano cresciuti insieme, come un bambino allevato con cura. Con il nuovo C.D. grazie alle nuove e fresche energie di Stefano Cardoni, quel bambino è diventato un adolescente e come tale è difficile da gestire. Non mi dilungo su ciò che è stato fatto negli ultimi 2/3 anni perché ne siete a conoscenza. E' stato fatto tanto, sia a livello di direttivo che di crescita individuale dei soci. Con sacrifici non indifferenti per tutti sono arrivate altre jeep, Dodge, GMC, half truck; i gruppi reenectors si sono organizzati al meglio. Se non ci fosse stata la neve a fermare i Duck, quest'anno, il livello generale era degno e anche migliore del 1994 , forse non ho più il "Complesso di Anzio" !


Mi scuso se ho dimenticato personaggi, fatti o altro, ma questa storia è completabile da chi vuole, con propri ricordi.
Precisazioni in merito all'articolo "Correva l'anno…1994


Precisazioni:
- il termine "Pretoriani" non voleva essere offensivo;
- i tre del triumviro svolgevano i propri compiti a livello di amicizia per coadiuvare M. M. nella organizzazione dei raduni;
- ribadisco la mia stima in M. M. per aver avviato il movimento di rievocazione storica nel Lazio;
- la stima non goduta dalla "truppa" nei confronti de triumviro è da intendersi in riferimento alla capacità organizzativa di manifestazioni con veicoli militari in quel periodo; confermo loro, la mia stima personale per l'impegno profuso nel settore della militaria e della storia;
- il mio racconto degli anni 1994-2004, non pretende di essere esaustivo, quindi tutti possono esprimere la loro opinione su questa rubrica;
- il C.D. dell'HW6 non pretende di aver organizzato i migliori eventi ad Anzio e Nettuno, ma di aver profuso negli ultimi sette anni grandi energie nel tentativo di migliorare.

Ennio A.


3/02/2011(posted) Back
Anzio/Nettuno D-Day news (di Peppe Arcangeli)

Sono sbarcato, in una fredda notte del 22 gennaio 1944, sulla spiaggia <Red>, a sud di Anzio, con la 3rd Division, (VI Corps) non c'è, fortunatamente molto fuoco nemico ad attenderci e quindi abbiamo tempo per trincerarsi e coprirci anche per combattere il freddo pungente. A sud, dalle parti del Canale Mussolini, si sentono le artiglierie e il <crak crak> delle MG 42 della <Herman Goering Panzer Fallshirm Divisionen> che già si era trasferita, in linea nella notte, proveniente da Littoria e Frosinone. Poveri ragazzi della <Special Service Force> che hanno addosso il fior fiore dell'esercito tedesco, ma ce la faranno quei ragazzi, sono bene addestrati ed operano di concerto consapevoli dell'obiettivo da raggiungere.
Fortunatamente, data la scarsa controffensiva nemica, abbiamo tempo, sdraiati scomodamente nella nostra Fox Hole, per pensare e soprattutto per ascoltare le mille voci che giungono da differenti direzioni e dai vari <P.C> (Post Command) sparsi lungo la <testa di ponte>:


<voci a caso nella notte> (…) abbiamo fatto dei briefing accurati nei mesi precedenti, abbiamo considerato ogni eventuale possibilità curando di avere, in caso di contrattacco violento od errori dovuti alla fretta od alla scarsa volontà di operare, una alternativa valida che ci salvasse le chiappe al momento della resa dei conti ma non è servito a molto!. E poi: (…) Fu deciso che gli sbarchi avrebbero dovuto essere programmati a dovere, organizzati e coordinati da HighWay Six senza interferenze esterne, invece abbiamo visto estranei e controfigure, magari non gradite che operavano in modo farraginoso e pericoloso, forse avranno anche hanno fatto scena ma ci doveva essere un controllo maggiore da parte delle Autorità del luogo che avrebbero dovuto rispettare quanto deciso nel corso dei briefing e cioè fermare prima del bagnasciuga le forze nemiche e inaspettate.

Le armi di piccolo calibro cantano nella notte…(…) lo sbarco è riuscito a prezzo di tanti sacrifici anche perché non sono stati rispettati in toto i termini economici stabiliti a tavolino tra i due Stati Maggiori. Qualcuno chiama a gran voce :-medic medic here!!- Il plotone Sanitario fa il suo dovere ma si nota che non c'è coordinamento o evidenza di una qualche strategia, però i <ragazzi> fanno il loro dovere e caricano i feriti sulle jeep. Confusione dappertutto, arriva anche un ricognitore tedesco che ci sfila volando basso ed in prestallo sulla testa, è bello a vedersi anche perché non è armato. Speriamo che i "109" rimangano a terra anche domani. Ci sono dei tedeschi che gridano sulla spiaggia affiancati da militi della <San Marco>, sono assaliti da un nugolo di nostri soldati ma non cedono, rimangono dandosi da fare con le loro armi in pugno, sembrano coraggiosi e determinati. Molti di loro forse non erano stati messi nel conto.

(…)i nostri mezzi entrano ad Anzio, in poco tempo, la confusione è veramente totale, gli MP non sono pronti a far rispettare le regole del traffico logistico con conseguenti blocchi e fermate che fanno perdere tempo e fanno saltare il piano di consolidamento della (beachhead). Anche qui gli ordini avuti dal comando MP (101st, 504th e 759th Battalions) non sono stati interamente rispettati ed il risultato è solo quello di intasare il porto e le vie adiacenti e questo non è operativamente apprezzabile. Ognuno si muove in maniera autonoma, il CineService della 5th Army si sta dando da fare ma è subissato da richieste impossibili da accettare e da svariate e buffonesche <pose guerriere>.

(…) Da una trincea lì vicino qualcuno si lamenta ad alta voce: maledetto esercito, non ho mai fatto un pasto a garbo, poca roba e mal cotta, distribuzione farraginosa, spazi stretti anche perché vengono tutti in massa, non solo isoldati, a prendere il rancio, ci era stato promesso di meglio ma, come al solito non si sono rispettati ne i patti né il programma. Nozze con i fichi secchi, non ci sono altre parole per descrivere questo marasma appiccicoso e trasudante malanimo e scarsa professionalità da parte di chi rappresenta le Istituzioni.
Peppe Arcangeli



3/02/2011(posted) Back
24 Febbraio
Visita guidata al Forte Bravetta

ECCEZIONALE OPPORTUNITA’ PER
ACCEDERE AD UN MANUFATTO NORMALMENTE CHIUSO ABBIAMO OTTENUTO IL
PERMESSO DI UNA VISITA GUIDATA RISERVATA ALL’ASSOCIAZIONE. LA VISITA E’
GRATUITA NECESSARIA LA PRENOTAZIONE ENTRO IL 21 FEBBRAIO
info@associazionekeiro.it tel 339 6308071

Il forte Bravetta fa parte
delle cintura di forti romani e fu costruito tra dicembre 1877 e
gennaio 1883, con un costo di poco superiore al milione di lire (£
1.030.553) e un’indennità di esproprio assai modesta, pari a £ 46.260,
per un’area poco appetibile da un punto di vista edili. l forte, che
dall’inizio del secolo era adibito a poligono di tiro per le reclute
dell’esercito, nel periodo fascista fu utilizzato come luogo di
esecuzione delle sentenze di morte emesse dal Tribunale speciale per la
difesa dello stato.
Durante l’occupazione militare tedesca della città
(10 settembre 1943 – 3 giugno 1944) il forte fu adibito a luogo di
esecuzione delle sentenze di morte emesse dal Tribunale militare di
guerra germanico. Un monumento posto all’ingresso del forte, ricorda l’
uccisione di 77 patrioti, alcuni dei quali fucilati il 3 giugno 1944 a
poche ore dalla liberazione della città. Nell’estate del 1945 vi furono
fucilati alcuni criminali di guerra, condannati dall’alta corte di
giustizia. Ricordiamo Pietro Caruso, questore fascista di roma, e
Pietro Koch, capo dell’omonima “banda” al servizio delle ss di Kappler.

Situato nel XVI° Municipio ricade all’interno della riserva naturale
Valle dei Casali, si estende su una superficie di 10,6 ettari.
Destinato dal Prg del 1962 a zona G4 (case unifamiliari con giardino)
con il nuovo Prg, a seguito dell’istituzione con legge Regionale 29/97
della Riserva Naturale Regionale della Valle dei Casali, lo classifica
come “Parchi Istituiti”. Attualmente nel forte risulta ancora attivo un
deposito militare, anche se è in via di acquisizione da parte del
comune di Roma. Nel 1997 si è costituito un comitato Forte Bravetta.

La gran parte di questo testo proviene dal libro a cura di Elvira
Cajano “Il sistema dei Forti militari a Roma” - Gangemi Editore la cui
proprietà letteraria è riservata

App,to ore 14,45 sul posto Via di
Bravetta angolo via del Forte Bravetta


3/02/2011(posted) Back
Il successo di Radio Londra Articolo con foto in formato Pdf

Autore Luciano Alberghini Maltoni. Pubblicato su Storia Militare N.110 anno X del novembre
2002
“Buona sera, due mesi di arresto e mille lire di multa colla condizionale: è
questo il prezzo, per ogni cittadino italiano incensurato, dell'abbonamento alle trasmissioni di Radio Londra, oltre al canone annuale dell'EIAR e
all'eventuale confisca dell'apparecchio, se questo è di proprietà del nostro
ascoltatore. Il prezzo è caro, ne conveniamo, ma non siamo noi a trarne
profitto; e, d'altronde, il numero crescente dei nostri ascoltatori dimostra
quanto siano vaste le categorie di italiani che affrontano questo rischio per ascoltarci.1”
Preceduto dalle solenni battute iniziali della 5.a sinfonia di Beethoven ( tuntun-tun-tuun) il tradizionale buonasera del Col. Stevens rappresentò per centinaia di migliaia di italiani un appuntamento fisso da non mancare. Per tutti i lunghi anni della guerra nei fumosi bar della penisola alle ore 22 si chiudevano le saracinesche allontanando con qualche scusa gli avventori
non affidabili, le famiglie si riunivano presso i fortunati possessori di
apparecchi radio, insospettabili borghesi e gerarchi del regime si appartavano
nei loro salotti. Se un visitatore bussava alla porta si spegneva di colpo la
radio. Si spegnevano a volte anche le luci; come se l'oscurità dovesse attutire
il suono; si usavano le cuffie; si adoperavano ingegnose antenne portatili
orientandole in modo da favorire la ricezione ed eliminare le rumorose
interferenze delle stazioni di regime e quando finalmente emergeva dalla
magica scatola la voce inconfondibile di Stevens era un grande successo.
Alla schiera di ascoltatori di tutte le classi sociali, se ne aggiunse dopo il
settembre 1943, una nuova, uomini e donne ansiosamente incollati
all’altoparlante in attesa di criptici comunicati quali “...Parla Londra,
trasmettiamo alcuni messaggi speciali:
Felice non è felice; è cessata la pioggia; la mia barba è bionda;
la mucca non da latte; Giacomone bacia Maometto;
le scarpe mi stanno strette; il pappagallo è rosso; l'aquila vola.
Parla Londra, abbiamo trasmesso alcuni messaggi speciali.”
Anche se all’epoca non esisteva l’Auditel, Radio Londra conquistò
stabilmente la prima posizione, ma perché la lontana emittente britannica
ebbe quest’incredibile successo di ascolto? Quali erano le sue strategie
comunicazionali, chi erano gli uomini che la animavano, che cosa fece il
regime fascista per contrastarla e ancora in che modo essa influenzò gli
eventi politici e militari durante il conflitto? Sul tema di Radio Londra, a parte
qualche libro dell’immediato dopoguerra non esiste molto2, in questo articolo
tenterò di tracciare una sintetica storia di quelle trasmissioni anche se
l’affascinante tematica delle tecniche di propaganda, così attuali nella
2
moderna società mediatica, richiederebbero una ben più articolata
trattazione.
I locali di Radio Londra
Le trasmissioni in italiano della BBC ebbero inizio il 27 settembre 1938, al
momento culminante della crisi di Monaco. Fu allora che il Governo chiese
all'ente radiofonico britannico di trasmettere il discorso rivolto alla nazione dal
Primo Ministro Chamberlain in francese, tedesco e italiano. Da questa
trasmissione quasi improvvisata, ebbero inizio i Servizi Europei della BBC - di
cui la sezione italiana fu una delle prime e più importanti componenti. Con lo
scoppio delle ostilità nel settembre 1939, le trasmissioni aumentarono di
numero e di ampiezza; il Servizio Italiano da un quarto d'ora al giorno passò
ad un'ora e mezza nel maggio del 1940, e crebbe gradualmente fino ad una
punta di una ventina di trasmissioni al giorno, per un totale di 4 ore e un
quarto, nell'agosto del 1943. Sebbene la rubrica italiana delle trasmissioni
BBC fosse molto articolata nell’arco della giornata il massimo ascolto si
posizionava nella fascia serale intorno all’ora di cena (la trasmissione era
irradiata su varie frequenze sia nelle onde medie che nelle onde corte).
Radio Londra nacque anche per contrastare il successo propagandistico di
un emittente nazionale di regime “Radio Bari” che trasmetteva verso il bacino
d’utenza del Levante essendo principalmente destinata alla numerosa
comunità italiana in Egitto, alle forze armate nel Dodecaneso ed in generale
verso la comunità musulmana (con un apposita trasmissione in lingua araba)
nel tentativo di acquisirne le simpatie verso il regime.
Nel Servizio Italiano di Radio Londra c'era un personaggio che si impose
rapidamente all'attenzione degli ascoltatori: il Colonnello H. R. Stevens,
soprannominato "Colonnello Buonasera" per come iniziava i suoi commenti:
Gli ascoltatori indubbiamente se lo immagivano alto, magro, biondo,
tipicamente inglese. Era invece un uomo di statura media dal colorito
3
mediterraneo; già Addetto Militare britannico a Roma, il suo italiano era
pressoché perfetto nonostante l’inevitabile accento inglese.
La popolarità di Stevens fu enorme: "Viva il Colonnello Stevens", videro
scritto a lettere giganti sul dorso di una collina le truppe alleate al loro sbarco
in Sicilia. Più che persona, in realtà, il famoso colonnello fu un fenomeno
creato dalla radio: perché se Stevens era la voce, le parole, il pensiero erano
di Aldo Cassuto, un triestino che aveva già lavorato alla redazione de "Il
Piccolo". La sua abilità consisteva non solo nella superba dialettica dei
commenti, ma nella capacità di plasmarli all’immaginario che gli italiani si
facevano del Colonnello. Era un tono pacato e ragionevole, ben diverso dalla
violenza verbale dei commentatori fascisti: il suo tono era carico di promesse
implicite di un futuro roseo non appena l'Italia fosse rientrata negli schemi
tradizionali, non appena corretta quell'aberrazione della guerra, voluta dal
regime, e ancor più dai veri "cattivi", i tedeschi di Hitler.
L’aparecchio radio di tipo economico Radio Balilla
Completamente diverso lo stile di un altro commentatore di Radio Londra,
Candidus (pseudonimo di John Giuseppe Marus), disponeva di passaporto
inglese essendo nato a Londra da padre veneto. Dopo una esperienza
giovanile nello squadrismo veneto tornò a Londra e di nuovo in Italia
frequentando circoli antifascisti. Incarcerato e destinato al confino ne scampò
per le precarie condizioni di salute ma nel 1938 emigrò definitivamente a
Londra. Fu spiato dalla polizia politica, così come tutti gli altri antifascisti esuli
all’estero, sino al 1942 3, senza tuttavia che fosse scoperta la sua attività alla
4
BBC. Candidus con le sue taglienti e sferzanti trasmissioni che mai
scendevano in polemica con i propagandisti fascisti e nazisti, aveva la
capacità di smascherare le menzogne, le contraddizioni dell’avversario con
parole semplici, comprensibili e antidemagogiche.
Altra voce intransigente, fu quella di Paolo Treves, figlio del deputato
socialista Claudio, morto esule in Francia nel 1937. Anche lui, controllato
giorno e notte dalla polizia politica e rubricato come “antifascista”4 riuscì ad
espatriare con la madre ed il fratello Pietro in Olanda nel 1938 e di qui a
Londra. Dopo la guerra e fino alla sua immatura scomparsa, si distinse nella
vita politica della neonata Repubblica. Nella prima fase della guerra
intervenne nelle trasmissioni anche il noto giornalista inglese Cecil Sfrigge
con le sue conversazioni del "Cittadino Britannico" mentre negli ultimi anni del
conflitto quelle dell' "Osservatore Londinese" erano di Livio Zeno Zencovich e
di Umberto Calosso5. già ordinario di lettere in Alessandria e poi trasferitosi
presso il collegio S.Edward a Malta. Un’altra voce di Radio Londra fu quella di
Ruggiero Orlando6 mentre i monologhi pieni di buon senso e scintillanti di
fiorentina arguzia dell’"Uomo Qualunque" erano di Elio Nissim.
Oltre ai commenti politici, c'era poi tutta una serie di programmi speciali:
"l'Osteria del Buon Umore", dove, come informava il ritornello, "si può dire la
verità": “Niente tedeschi,niente censura,niente paura,e allegri si sta”.
La trasmissione "Sottovoce",simulava una conversazione che s’ immaginava
aver luogo in Italia tra un antifascista acceso (Paolo Treves), un antifascista
moderato (Leo Shepley), e un ingenuo ‘benpensante' che non sapeva
credere al dramma del fascismo (Tony Lawrence). C’era poi la
"Conversazione dell'Asse", che simboleggiava i rapporti tra Germania e Italia,
ed era un dialogo tra Herr Bacher un industriale tedesco prepotente e
grossolano (interpretato mirabilmente da George Weidenfeld, poi divenuto un
noto editore londinese Lord Weidenfeld) ed il Commendatore Mancini, il suo
disorientato interlocutore italiano, parte svolta da Uberto Limentani, che
doveva seguito diventare titolare della cattedra di Italiano all'Università di
Cambridge.
Queste erano dunque le voci di Radio Londra, dietro di esse una consistente
equipe di redattori, organizzatori,interpreti, supervisori, assistenti, un centro di
monitoraggio di tutte le trasmissioni radio estere ed una sala telescriventi che
riceveva dispacci giorno e notte da tutto il mondo. Regista degli inizi fu Cecil
Sfrigge e dal gennaio 1941 sino alla fine del conflitto, C.F.Whittal, già
corrispondente della Reuter a Roma dal 1932 al 1938.
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Il cardine della strategia mediatica della BBC e di Radio Londra era quello di
tenere separate le notizie sia politiche che militari dal commento. Un teorema
del moderno giornalismo che portò la BBC a guadagnarsi la fama di cui gode
ancora sebbene in declino. In tempo di guerra anche nelle nazioni
democratiche nessun ente radiofonico, poteva pemettersi d’ignorare le
politiche dettate dai rispettivi governi, in Gran Bretagna era il Ministry of
Information ed il Political Warfare Executive che definivano le linee della
propaganda ma la BBC nel suo notiziario italiano di Radio Londra dimostrò
sempre un notevole spirito d’autonomia sia nei contenuti che nelle scelte
editoriali. I testi erano preparati direttamente in italiano e dopo tradotti in
inglese per la verifica e l’archiviazione. Paradossalmente non abbiamo che
poche registrazioni foniche di quelle trasmissioni, infatti non esistendo le
moderne tecniche di registrazione magnetica su nastro era estremamente
costoso conservare le registrazioni sotto forma di microsolco. Col progredire
del conflitto, l’occupazione dell’ Est Europa e della Francia, il sorgere dei
movimenti di resistenza Radio Londra accentuò la sua funzione militare di
dispacciatore “criptato” di notizie destinate ai combattenti della resistenza ed
ai commandos. Il committente di queste misteriose ed ancora oggi oscure
trasmissioni era lo Special Operation Executive, uno dei vari servizi segreti
britannici meno noto del più celebre MI 6, con cui entrò spesso in rotta di
collisione.
Le trasmissioni per l’Italia durante il conflitto
L’asttegiam,ento di RL nei confronti dell?iartòlaia fu, sino alla dichiarazione di
guerra del guigno 1940, cauto se non addirittura amichevole. La politica di
Londra era infatti quella di scindere le responsabilità del fascismo che essa
non contestava da quelle del nazismo, afferamendo che la sua volontà di
distruggere il nazismo non implicava auotmaticamnte anche l’annientamneto
del fascismo. Le notizie di RL in quel periodo sono attente alle vicende
6
belliche, si enfatizza il blocco navale alla Germnania, gli aspetti ecomnnomici,
La potenza industriale della Gran Bretagna, afferma RL, la sua capacità di
accesso alle materie prime del suo Impero Coloniale, l’elevato gardoi di
mobilitazione civile e la partecipazione consapevole della popolazione
acontrareraea sono in grado di fronteggiare efficacemente la Germania. Sulla
dolorosa pagina di Dunkerque, RL non tace nulla. Già qui possiamo
riscontrare la fondamentale differenza tra RL e le emittenti nazifasciste che
fanno dichiaratamente propaganda, la BBC fa informazione e poi commenta.
L’entrata in guerra dell?italia appare a RL come un fatto incomprensibile da
cui il paese non trarrà alcun vantaggio, Hitelr infatti non consegnerà la
Tunisia, la Corsica e Nizza. RL poi ricordando il discorso di Ciano del 16
gennaio alla Camera afferma che l’Italia è militarmente ed industrialmente
impreparata al conflitto. La guerra accentuerà la dipendenza economica dalla
Germania e l’invasione della Romania impedirà l’accesso a quei pozzi
petrolfoeri che l’Agip da tempo voleva sfruttare. Il carbone tedesco è poi di
qualità diversa da quello usuale per gli impianti italiani e quindi si renderanno
necessarie costose modifiche e si accentuerà la dipedenza energetica. Il
peso della pericolosa avventura mussoliniana ricadrà sugli starti ppoplari e
sulla piccola media borghesia mentre la sanuguinosa e fallimentare
campagna di Grecia consente a RL di smentire le facili promesse del
dittatore. Sulle Forze Armate italiane il giudizo di RL non è benevolo, solo la
Regia Marina è l’unica che viene confrontata con la Royal Navy. RL osserva
infatti che le navi della flotta italiana sono mediamnte più veloci di quella
britannica ma hanno corazzatura inferiore e sono quindi più vulnerabili. Alla
scarsa combattività della flotta italiana denunciata da RL si aggiunge la
mancanza di protezione aerea e di navi portaerei. Il successo dell’attacco
aerosilurante britannico a Taranto (13-11-1940) è secondo RL la riprova delle
sue argomentazioni militari e che una flotta immobile nei porti è ancora di più
vulnerabile oltre che a non servire allo scopo di controllo del Mare Nostrum.
7
Durante la battaglia d’Inghilterra nel’estate del 1940, RL riferisce con dovizia
di particolari della guerra aerea e dei bombradamneti subiti. Il popolo
britannico sopporta con determinazione e coraggio il peso dei
bombradmnaeti e soprattutto l’ottima organizzazione della protezione civile
consnete a Stevens di ribadire che dopo la 200.a incursione tedesca i tyram,
gli autobus ed i treni continuano a funzionare. La sconfitta iatlian del 1941 in
Afrca Settentrionale e le’levato numero di prigionieri sono secondo RL la
dimostrazione dell’inefficienza delle forze armate ma anche dello scarso
spirito di adesione alla guerra voluta dal duce. E’ tutto sommato facile per RL
denunciare le reticenze, i ritardi nei bollettini dell’EIAR così come smentire le
trionfalistiche promesse di Mussolini che Stevens ironicamente chiama
“Musso”. Sul finire del 1941, le notizie sul cedimento del favore dell’opinione
pubblica al regime arrivano per varie fonti (informazioni diplomatiche,
spionistiche etcc.) a RL per cui essa può affermare di essere, essa stessa,
l’unica emittente che racconta la verità agli italiani. Le verità che racconta RL
sono anche quelle della sconfitta in Grecia del corpo di spedizone britannico
così come della fuga da Creta e delle grandi perdite della Marina. Proprio le
vittorie tedesche in Grecia e ad Creta consentono all’EIAR di riprendere i suoi
toni trionfalistici tramite i suoi commentatori come Appelius ( noto per aver
conmiato lo slogan “Dio stramaledica gli inglesi” ), Ansaldo, Alessi; Bastianini
ed altri. A diffrenza dei toni profetici e trionfalistici dei vari Appelius, RL è
molto cauta nel commentare i grandi eventi di quell’anno come l’attacco
al’URSS e quello giapponese di Pearl Harbour. RL si limita ad osservare che
lìoperazione Barbarossa pone fine alle speranze della guerra lampo e con
sollievo prende atto del clamoroso errore strategico hitleriano di non aver
l’invaso l’isola. Nle corso del 1942 i media di regime non possono più, viste le
sorti del conflitto, perseguire l’obiettivo della propaganda trionfalistica ma
devono celare quanto più possibile le cattive notizie e ceracre di distorcere il
quadro militare della situazione, si percepisce infati l’imminenza del collasso
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finale. RL invece ha l’obiettivo opposto, fornire dati, cifre, notizie sulla gravità
della situazione ecomnmica e militare, ripetendo ossessivamente le colpe di
Mussolini che ha condotto l’esercito alla disfatta ed il paese al totale
asservimento della Germania. Proprio intorno alla metà del 1942 RL comincia
a dare notizie su stragi e persecuzioni naziste di ebrei ed altre minoranze ma
non erano ancora note le drammatiche verità dei campi di concentramento.
In quell’anno compaiono anche le priem notizie sui movimenti resistenziali in
Russia, Jugolsavia e Francia. Con la svolta dell’autunno 1942 ( gli Alleati
passaronno all’offensiva in AS a Stalingrado e nel Pacifico) ed il War Office a
Londra il 20 novembre definì la strategia per l’Italia ossia quella
“dell’eliminazione dell’Italia dal conflitto al più presto”. Questa svolta si
accompagnò come sappiamo, ad una intensa campagna di bombardamenti
aerei su città, ferrovie e industrie. Non era facile per RL addebitare queste
distruzioni e l’ inevitabile costo di vite umane al regime fascista, tuttavia RL
ricordava che la mancata fornitura di armi antiaeree da parte dei tedeschi
così come la disorganizzazione della protezione civile erano le prime cause
dei pesanti disastri che l’Italia civile pagava ed inoltre che l’odio antinglese di
Mussolini lo spinse a richiedere la partecipazione della Regia Aeronautica ai
bombardamenti di Londra. La sconfitta di El Alamein venne poi annunciata da
RL come l’inevitabile conseguenza degli errori del regime, tuttavia era
sempre presente nei comunicati la preoccupazione di evitare toni troppo duri
o di rivalsa nei confronti degli italiani. Nel 1943 si assiste ad un
cambiamnetnto nella strategia mediatica di RL infatti, se fino ad allora essa
rivelava notizie sconosciute e si sforzava di far comperendere la gravità della
crisi economica e militare, dagli inizi di quell’anno essa si focalizza sulla crisi
politica interna del regime, Colosso nelle trasmissioni di Free Italy comincia a
palrlare di “pace separata”, do organizzazioni clandestine in Francai, di
sollevazioni polari. Quando poi la ritirata dell’Asse assume i contorni della
fuga disperata verso la Sicilia, Stevens ha parole di apprezzamento per la
9
Regia Marina che si affanna a traghettare i resti dell’Esercito e che egli
afferma essere “rimasta immune dalla corruzione fascista”. Sui tedeschi che
hanno lasciato indietro migliaia di soldati italiani impossessandosi di tutti i
trasporti, Stevens ha parole di dura condanna. Di particolare interesse
sarebbe esaminare analiticamente le trasmissioni nei fatidici 45 giorni del
Governo Badoglio dal 25 luglio all’8 settembre, pur non essendo possibile in
questa sede ne ricordo gli aspetti essenziali. Sino a poco prima della firma
dell’Armistizio di Cassibile, RL individua lucidamente le contraddizioni, il
machiavellismo, l’attendismo, le compromissioni col passato regime di
Badoglio. Dopo l’8 settembre e sino al giugno 1944, con l’Italia divisa in due ,
le trasmissioni di RL raggiungono il massimo d’intensità (4 ore al giorno) e
complessità. In questo periodo RL si proprone come ponte tra le due Italie,
coem organo di formazione di un opinione pubblica non usa alla democrazia
nel Sud ed infine come strumento di comunicazione militare per la
Resistenza. Si susegeuono commenti di natura politica ed istituzionale sui
futuri assetti del paese, sulla spnosa questione dell’abdicazione del Re,
sull’arrivo di Togliatti e sulla svolta di Salerno. Traspare la preoccupazione
agli iataliani come gli Alleati si facessero granti della ricostruzione e di una
trasnsizione non traumatica al regiem democratico. A proposito della neonata
RSI , RL ne denuncia con durezza la funzione strumentale agli interessi
tedeschi volti a drenare la residue risorse industriali del Nord Italia. Candidus
esorta quindi gli iataliani alla lotta armata denunciando il fallimento della
campagna di arruolamento coatto lanciata da Graziani. Paolo Treves
comincia poi a dare notizie dalle azioni partigiane, delle fucilazioni, delle
atrocità commesse dai nazifascisti e dalla varie bande criminali ad essi
collegate nel carcere di Via Tasso e nelle pensioni Iachino e d Oltremare.
Rispetto ai movimenti resistenziali RL ne circoscrive la funaizone ed il
significato allle pure attività militari, con ciò recependo le preoccupazioni e le
direttive conservatrici del Governo inglese verso la politicizzazione del
10
movimento. Il discorso del gen.Alexander del 3 novenmbre 1944, in cui egli
invita le formazioni partigiane ad una pura attività di sabotaggio ed
intelligence rinunciando ad azioni attive di guerriglia, crea notevole sconforto
e grandi polemiche, egli giustifica tale invito con l’approssimarsi della stasi
delle operazioni miliatri alleate in Italia. Durante l’inverno del 44 rl torna a
parlare della Germania, dei bombardamenti alleati e della assurda decisone
hitleriana di scagliare i razzi volanti V1 conmtro Londra anziché contro gli
esecriti alleati sul fronte occidentale. Con l’approssimarsi della fine del
conflitto prevale nelle trasmissioni il contenuto politico della propoganada
inglese. Dopo la repressione dell’insurrezione comunista in Grecia
(operazione Manna) partigiana SteE negandone con ciò ogni funzione politica
m’atteggiamento di Naturalmente i commenti sulla
1 Trasmissione del 22 aprile 1941, 22.40
2 L’inventario delle trasmissioni di Radio Londra fu organizzato in collaborazione con la Britsh
Broadcasting Corporation dall’ Archivio Centrale di Stato nel 1970, non abbiamo le registrazioni
foniche ma le trascrizioni di queste ultime. Esse furono successivamente microfilmate. Questo
prezioso lavoro di ricerca fu pubblicato da una studiosa dell’Archivio Centrale di Stato, Maura
Piccialuti Caprioli nel 1980, da esso ho tratto ispirazione e documentazione per il presente articolo.
3 ACS fondo Casellario Politico Centrale (CPC) Busta 3112 fascicolo 20754
4 ACS fondo Casellario Politico Centrale (CPC) Busta 5210 fascicolo 32261, una delle opere più
note di C. Treves è “Quello che ha fatto Mussolini”.
5 Già ordinario di lettere in Alessandria e poi trasferitosi presso il collegio S.Edward a
Malta.Definito “antifascista pericoloso” da arrestare proprio per la sua capacità dialettica e
d’influenzamento “antinazionale”. ACS fondo Casellario Politico Centrale (CPC) Busta 958
fascicolo 6456.
6 Ruggiero Orlando divenne poi un celebre giornalista della RAI, negli anni 60 e 70 esordiva nelle
sue corrispondenze con il famoso “ qui Nuova York , vi parla Ruggero Orlando…” in ciò
ricalcando lo stile del Col.Stevens.


28/11/2010 (posted) Back
AVIATION DAY : CULTURA E SOLIDARIETA'
30 novembre al 2 dicembre
Un evento molto affascinante in Fiera di Roma. In occasione del prossimo Salone Italy Airspace Expo, dedicato ai settori dell'Aviazione civile, militare e business, al settore della Difesa, al settore della Ricerca e della Tecnologia Aeronautica, al settore degli Aeroporti ed al settore degli Elicotteri e degli Aerei è stato organizzato un evento collaterale molto interessante: AVIATION DAY ( www.aviationday.it ) curato dalla dott.ssa Francesca Bittarello dell' AVIATORIA CONSULTING ( www.aviatoriaconsulting.it ) in collaborazione con "ITALY AIRSPACE EXPO". I visitatori che il 30 novembre al 2 dicembre saranno alla Fiera di Roma per " Italy Airspace Expo" troveranno nel Padiglione 9 l'area riservata ad AVIATION DAY in ben 400 mq di esposizione. In un'unica area espositiva saranno esposte le principali Mostre nazionali dedicate alla storia dell'aviazione. Sarà un affascinante viaggio culturale dove la storia dell'aeronautica sarà il filo rosso dominante il percorso divulgativo. I visitatori potranno così ripercorrere, in una sola giornata, la storia dell'aeronautica sino ai tempi moderni, vedere volti, leggere storie e "toccare" con mano reali testimonianze del nostro passato aviatorio. Tanti e prestigiosi gli espositori che partecipano all' esposizione culturale, riuniti anche in nome della Solidarietà: infatti si entrerà a titolo gratuito ma con la possibilità di fare una oblazione volontaria tramite c/c all' Onfa ( Opera Nazionale per i Figli degli Aviatori ) ospitata in un angolo apposito all'interno dell' Aviation Day. Info www.aviatoriaconsulting.it e www.aviationday.it
LISTA ESPOSITORI AREA AVIATION DAY:
- ONFA L'esigenza umanitaria di assistere i superstiti di aviatori deceduti è nata con l'affermarsi del mezzo aereo. Nel corso della sua esistenza l'O.N.F.A. ha assistito i propri orfani sostanzialmente attraverso due forme, e cioè: con l'assistenza diretta, accogliendo gli orfani in asili, scuole primarie e secondarie, colonie etc. gestite direttamente presso proprie strutture; con l'assistenza indiretta, erogando sussidi monetari agli orfani rimasti in famiglia. Possibilità di un'oblazione in c/c postale n. IT 15 C 07601 03200 000036562007
- BENI CULTURALI : AEROFOTOTECA NAZIONALE DEI BENI CULTURALI Nello stand riservato ai Beni Culturali -ICCD sarà presente la rivista "Forma Urbis" di questo mese poiché verte sulla fotografia aerea con la possibilità di acquistarla. Il Ministero dei Beni Culturali partecipa con la rara mostra "Wright vola!".
- MUSEO DELL'AERONAUTICA GIANNI CAPRONI DI TRENTO Partecipa con 10 importanti quadri di autore a tela sulla storia dell'aeronautica.
- MUSEO DELL'AVIAZIONE DI RIMINI Partecipa con materiale informativo.
- ASSOCIAZIONE TRASVOLATORI ATLANTICI Partecipa con numerosi cimeli. Ci sarà la possibilità a questo stand di acquistare il libro "Un Eroe Veneziano, Umberto Klinger e i suoi aeroplani " autore Bruno De Lisi marito della figlia del celebre trasvolatore.
- COMITATO PER LE CELEBRAZIONI 1° TRASVOLATA ALPINA DI GEO CHAVEZ Partecipa con materiale d'epoca, e materiale recente simulatore volo. Sarà presente allo Stand l' ambasciatore Peruviano.
- MUSEO PIAGGIO Qui presente con pannelli fotografici con immagini di proprietà dell'archivio storico Piaggio relativi alla storia dell'aviazione.
- MOSTRA STEREOSCOPICA Roberto Soldati del servizio Documentazione Scientifica La Sapienza. Una macchina volante munita di apparati per la ripresa aerea unica al mondo sarà esposta oltre un visore stereoscopico denominato Cybernautilus. Per conto di AVIATORIA CONSULTING è stato anche realizzato un divertente servizio di 10 minuti VUOTI D'ARIA dedicato a quanti hanno paura di volare.
- AQUILE ROSA : STORIE DI AVIATRICI 1910-1950 La mostra " Aquile Rosa: storie di aviatrici 1910-1950 " si compone di materiale cartaceo originale sino al 1950 la collezione privata è della dott.ssa Francesca Bittarello
- ASSOCIAZIONE DONNE DELL'ARIA : DONNE E VOLO La mostra denominata Donne e Volo è stata ideata dal C.te Fiorenza de Bernardi , la prima donna italiana pilota di linea e la terza al mondo. Questa mostra fotografica ricca di foto a colori e bianco e nero nasce come testimonianza del volo al femminile nel nostro paese a partire dal 1950.
- AERO CLUB DI ROMA Saranno in esposizione cimeli storici e materiale più recente.
Nell' area Aviation Day sarà presente anche la casa editrice LO GISMA con la sua collana di libri sulla storia dell'aeronautica e poster esclusivi
Nell' area Aviation Day sarà presente anche l' AIREL rappresentanze aeronautiche.
PER INFORMAZIONI Dott.ssa FRANCESCA BITTARELLO francesca.bittarello@aviatoriaconsulting.it


AVIATION DAY : CULTURE AND SOLIDARITY
A very fascinating event in Fair in Rome. On the occasion of the next Saloon Italy Airspace Expo, devoted to the sectors of the civil aviation, soldier and business, to the sector of the Defense, to the sector of the Search and the Aeronautical Technology, to the sector of the Airports and the sector of the Helicopters and the Airplanes a very interesting collateral event has been organized: Organized AVIATION DAY (www.aviationday.it) from dott.ssa Francesca bittarello AVIATORIA CONSULTING (www.aviatoriaconsulting.it) in collaboration with "ITALY AIRSPACE EXPO" The visitors that on November 30 to December 2 will be to the Fair in Rome for " Italy Airspace Expo" they will find in the Tent 9 the reserved area to AVIATION DAY in well 400 mqs of exposure. In an only area exhibition will be exposed the principal national Shows devoted to the history of the aviation. It will be a fascinating cultural trip where the history of the aeronautics will be the dominant red thread the popular run. The visitors will be able so retrace, in an only day, the history of the aeronautics actually to the modern times, to see faces, to read histories and "to touch" with hand real testimonies of our past aviators. So many and prestigious the exhibitors that participate in the cultural exposure, reunited also in name of the Solidarity: in fact he will enter to free title but with the possibility to make a voluntary donation through c/c to the Onfa - Opera Nazionale per i figli degli aviatori (National Work for the Children of the Aviators) entertained in a special angle to the inside of the Aviation Day.
Info www.aviatoriaconsulting.it and www.aviationday.it
IT EDGES EXHIBITORS AREA AVIATION DAY:
- ONFA ( Opera Nazionale per i Figli degli Aviatori from Aeronautica Militare) L' humanitarian demand to assist the survivors of deceased aviators was born with to affirm him some mean airplane.During his/her existence him or.N.F.To. you/he/she has substantially assisted his/her own orphans through two forms, and that is:, with the direct assistance, welcoming the orphans in the kindergartens, primary and secondary schools, colonies etc. you directly manage near own structures; with the indirect assistance, disbursing monetary benefits to the orphans remained in family. Possibility of a donation in c/c.
- BENI CULTURALI : AEROFOTOTECA NAZIONALE DEI BENI CULTURALI In the stand reserved to the Cultural Goods . ICCD will be present the magazine "Form Urbis" of this month since it concerns on the aerial photo with the possibility to purchase her/it. Participates with the rare one shows "Wright flies!".
- MUSEO DELL'AERONAUTICA GIANNI CAPRONI DI TRENTO It participates with 10 important pictures of author in cloth on the history of the aeronautics.
- MUSEO DELL'AVIAZIONE DI RIMINI It participates with material informative.
- ASSOCIAZIONE TRASVOLATORI ATLANTICI It participates with numerous heirlooms. There will be the possibility to this stand to purchase the book "A Venetian Hero, Umberto Klinger and his/her airplanes " brown author De Lisi I marry some daughter of the famous trasvolatore.
- COMITATO PER LE CELEBRAZIONI 1° TRASVOLATA ALPINA DI GEO CHAVEZ It participates with material of epoch and material recent simulator flight etc.It will be present to the Stand the Peruvian ambassador.
- MUSEO PIAGGIO Here present with photographic panels with images of ownership of the historical file Piaggio related to the history of the aviation.
- MOSTRA STEREOSCOPICA Roberto Soldati of the service Scientific Documentation. A flying cars provided of apparatuses for the unique aerial resumption to the world you/he/she will be exposed over a denominated stereoscopic viewer Cybernautilus. On behalf of AVIATORIA CONSULTING an amusing service of 10 Empty minutes Of air has been realized also devoted to how much they are afraid to fly.
- AQUILE ROSA : STORIE DI AVIATRICI 1910-1950 The " Eagles Rosa: histories of aviatrixes 1910-1950 "are composed of original papery material to 1950 the private collection it is of the dott.ssa Francesca Bittarello
- ASSOCIAZIONE DONNE DELL'ARIA : DONNE E VOLO The show denominated Women and Flight you/he/she has been conceived by the C.you Fiorenza de Bernardi, the first woman Italian pilot of line and the third one in the world. This show photographic rich in color photos and white and black it is born as testimony of the flight to the female one in our country beginning from the 1950.
- AERO CLUB DI ROMA They will be in exposure heirlooms historical and material more recent.
Nell' area Aviation Day will be present also the publishing house The GISMA with his/her necklace of books on the history of the aeronautics and exclusive poster Nell' area Aviation Day will be present also the AIREL aeronautical representations.
PER INFORMAZIONI Dott.ssa FRANCESCA BITTARELLO francesca.bittarello@aviatoriaconsulting.it


06/09/2010 Back
Modulistica e certificati ASI (Automotoclub storico italiano)
Abbiamo tentato di fare ordine e di interpretare, riassumendo in una tabella, grazie alle notizie tratte dal sito ASI e dal Ministero dei Trasporti, l'uso e la funzione della modulistica, in nostro possesso, relativa alle certificazioni ASI.
Questo per fare chiarezza e rendere un po' più comprensibile il tutto ai soci.

Apri tabella
P. Carotenuto

05/09/2010
Back
Federazione all'ASI (Automotoclub storico italiano)
Finalmente, sul sito ASI, siamo presenti nell'elenco dei club federati del Lazio .
http://www.asifed.it/template_pagine/pg_11_mliv.asp?idct=294&idlv=40


27/08/2010 Back
Libro: A pictorial history of the 36th “texas” infantry division
Amici e soci, mi sono messo in contatto con, Jeff Hunt, direttore del Texas military forces museum di Camp Mabry, gli ho anche, ovviamente parlato del nostro club, delle attività di living history, e sono riuscito a farmi mandare, previo versamento di 57 dollari (paypal) alla fondazione del museo dedicato alla 36^ la riedizione del libro “A pictorial history of the 36th “texas” infantry division”.

Il libro è estremamente interessante, ricco di foto, disegni, notizie sulle attività della 36^ dallo sbarco di Salerno fino alla fine delle ostilità. Nella seconda parte c’è il “36th division roster” con l’elenco di tutto, ma proprio tutto il personale che ha operato nella 36th durante la guerra.

Sono quasi certo che Voi (vecchi collezionisti) abbiate questo libro,però mi è sembrato carino dirvi che era stato ristampato.

Le spedizioni avvengono con USPS e c’è anche un numero di tracking per seguire il pacco fino a casa

Insieme al libro arriva anche del materiale illustrativo relativo alle loro attività, e che possono essere anche uno spunto per eventuali contatti per inviti futuri.

Il contatto è jeff.hunt@ng.army.mil

Stefano C.

23/07/2010 Back
Federazione all'ASI (Automotoclub storico italiano) http://www.asifed.it/
Oggi è stato recapitato, all'indirizzo della nostra sede, a mezzo corriere, il plico contenente i documenti ASI.
In particolare contiene:
- Lettera ASI per effettuare tesseramenti che avviene tramite sistema informatico al quale si accede tramite password che ci viene comunicata via e-mail non appena comunichiamo la nostra casella di posta;
Le quote associative sono di E. 41,32 a persona;

- Modulistica ricevuta:
1) Domanda per il rilascio del certificato di rilevanza storica e collezionistica; Modulistica
2) Allegato del codice tecnico FIVA;
3) Moduli domanda di iscrizione soci;

A titolo informativo trovate, qui di seguito, il decreto ministriale del Ministero dei trasporti, pubblicato sul sito Asi, dal quale si può capire come essere tesserati Asi sia ormai indispensabile
Disciplina e procedure per l’iscrizione dei veicoli di interesse storico e collezionistico nei registri, nonché per la loro riammissione
in circolazione e la revisione periodica.

Riassumendo:
Affinché un veicolo possa legalmente essere riconosciuto come storico deve essere iscritto all'Asi o altro registro (vedi quelli di marca riconosciuti in Italia).
Per la sua iscrizione l'Asi richiede che venga compilata la domanda per il rilascio del certificato di rilevanza storica (che noi forniremo ai soci) e il modulo della domanda di iscrizione socio (che noi forniremo ai soci).
Importante:
Il decreto min. stabilisce che i veicoli riconosciuti di interesee storico debbano essere sottoposti a revisione con cadenza biennale.


13/07/2010 Back
Finalmente il club Highway Six ha ottenuto la Federazione all'ASI (Automotoclub storico italiano)
http://www.asifed.it/

Affinché i nostri soci, quelli vecchi e quelli nuovi, possano meglio apprezzare questo risultato collettivo finalmente raggiunto fornirò loro una breve cronistoria del nostro Club.
Il club nasce, ufficialmente, a dicembre del 2004 e idealmente alcuni mesi prima quando io, E. Arena e A. Sorci ci recammo a giugno in Normandia e capimmo che per il centro sud Italia la distanza con il club IMVCC (allora unico riferimento per i collezionisti di veicoli militari storici) era eccessiva per trarre i medesimi benefici di cui potevano disporre al nord. La beffa era amplificata dal pesante tributo economico (circa 160 Euro annue di quota) dovute senza ottenere mai un aiuto o una agevolazione di sorta.
Dalle ceneri della precedente associazione "Storia Del Lazio '43-'44" con V. Riggi, P. Massarelli, A. e C. Sorci, L. Bianchi, M. Bucci, M. Carocci, E. Arena e il sottoscritto, P. Carotenuto fondammo il Club per veicoli militari storici "HighWay Six", (per gli Alleati la via Casilina), questo per creare un trait d'union anche con il basso Lazio.
Subito pensammo ad un club vicino ai suoi soci, che non fosse esclusivo, onesto nella quota di iscrizione, fatto e gestito grazie alla collaborazione e la volontarietà di tutti e che potesse venire incontro alle piu disparate esigenze di tipo tecnico/legale e quindi che trovasse a breve il riconoscimento da parte dell'ASI.
Allo scadere dei primi due anni di attività nel quadriennio della mia presidenza del club i requisiti per poter inoltrare la domanda di federazione all'Asi erano maturati e inviammo
a Torino tutta la documentazione richiesta dal regolamento della Commissione Club Asi:
1) - Lo Statuto e l'atto costitutivo del club dovevano avere finalità e requisiti non in contrasto con i principi ispiratori dell'ASI.
2) - I nominativi dei nuovi tesserati iscritti al club, non dovevano comparire negli elenchi degli iscritti all'ASI negli altri club;
3) - Il numero dei veicoli dichiarati in proprietà dei tesserati del Club o del Registro dovevano essere veramente tali;
4) - I proprietari dei veicoli dovevano essere effettivamente quelli indicato dal Club nei documenti allegati alla domanda;
5) - La sede legale ed operativa del Club si doveva trovare a distanza non inferiore a 50 km dalla sede di altro club federato;
6) - Il Club stesso doveva operare su un territorio con popolazione di almeno 25.000 abitanti, in cui non esistessero altri club federati ASI;
7) - Il Club doveva possedere l’atto costitutivo risalente ad almeno 2 anni antecedenti la data di richiesta di federazione e operatività dei raduni effettuati documentata per pari periodo.

La principale difficoltà che incontrammo nasceva dalla inevitabile vicinanza della nostra sede ad altri club federati Asi. Per far fronte a ciò inviammo contestualmente una lettera in cui descrivevamo la natura particolare del nostro club che non avrebbe potuto creare conflitti di interesse con clubs limitrofi. In più ci rivolgemmo ai clubs che potevano manifestare qualche opposizione per rassicurarli sulla nostra inoffensività.
Anno dopo anno speravamo sempre di poter manterere ai soci le promesse fatte. Dovemmo inviare ripetutamente tutta la documentazione aggiornata e qualche volta farlo di nuovo a causa del suo smarrimento presso l'Asi. A fine quadriennio, con la scadenza del mio mandato di presidente, in neo eletto S. Cardoni, in accordo con la maggioranza del Consiglio direttivo (pochi furono i contrari) decise di proseguire nel tentativo di raggiungere l'obiettivo Asi. Nella nuova veste di Consigliere chiesi e ottenni di mantenere, come incarichi personali, quello della gestione del sito internet e quello della pratica della federazione Asi. Grazie ad un contatto intrapreso dal nostro cosigliere A. Ludovici con l'ex presidente Commisione club Asi, Pugliatti (incarico ricoperto oggi da L. Olivieri) e alla successiva conoscenza del commissario G. Onori, che io e S. Cardoni incontrammo a Velletri, fu possibile sollecitare la richiesta di esame del parere dei club limitrofi già federati e concordare la visita di membri della Commisione Asi presso la nostra sede (che per l'occasine adornammo con alcuni veicoli militari dei nostri soci) alla presenza di S. Cardoni di E. Arena e A. Sorci.
La visita del 2009 dei commissari Asi presso la sede del nostro club si concluse con commenti di entusiasmo e apprezzamento da parte dei medesimi. Tanto da portarci a credere che di lì a poco sarebbe stata accolta la nostra richiesta di federazione. Altri due incontrii ci furono tra me i l'avvocato G. Onori presso il tribunale di Velletri col quale mantenni i contatti per avere aggiornamenti sull'accoglimento della nostra richiesta durante le riunioni della Commissione Club Asi che
si alternavano a cadenza trimestrale. In particolare il 20-06-2009 (scorri in fondo alle notizie già pubblicate) pubblicai un appello disperato diretto ai nostri soci affinché mostrassero interesse nella federazione e nell'ottenimento della tessera Asi e mi fornissero in copia la documentazione di circolazione di tutti i veicoli in loro possesso come richiesto dalla Commissione club. Il lavoro di raccolta e inseguimento via email, telefono e posta della documentazione, nel quale fui coadiuvato da A. Sorci si protrasse per tutti i mesi estivi e fu difficile raggiungere il numero di 40 soci tesserabili Asi.
Finalmente il 12-11-2009
(scorri in fondo alle notizie già pubblicate) In un nuovo incontro con G. Onori ottenni rassicurazioni circa il prossimo esame della nostra domanda venendo a conoscenza che avremmo cetramente ottenuto il riconoscimento non oltre il mese di marzo 2010. Il 31 dicembre ricevetti una inaspettata telfonata dalla segretaria del Presidente Asi Loi con la richiesta di inviare il giorno stesso una lettera di impegno del nostro club a modificare alcuni punti dello statuto ritenuti non il linea con le prerogative Asi. Cosa che feci prontamente in un momento di crisi della guida del nostro club che fortunatamente si concluse per il meglio dopo il raduno di Anzio e Nettuno 2010. A marzo La Commisione club Asi si riunì ma la nostra pratica inspiegabilmente non venne esaminata. Quindi di nuovo niente riconoscimento fino alla prossima riunione del medesimo. Di nuovo incontrai G. Onofri che amareggiato e dispiaciuto per quanto accaduto mi assicurò che avrebbe fatto della nostra federazione un suo punto fermo personale e questo è quanto infatti è avvenuto.

Il giorno martedì 6 luglio 2010 ricevo una telefonata informale del commissario Asi G. Onori che mi preannuncia che la nostra federazione è stata finalmente accolta. Informo prontamente il nostro presidente e i membri del Consiglio HW6. Il giono successivo Il nostro Presidente S. Cardoni riceve una telefonata dalla segreteria Asi con la comunicazione ufficiale. Restiamo in attesa di ricevere la lettera di investitura e la documentazione e le direttive Asi per i passi successivi.

Ce l'abbiamo fatta!!!
P. Carotenuto


29/03/2010 Back
Convegno presso la mostra mercato
"Armi e Bagagli" a Piacenza






Il 27 e 28 marzo 2010 il club Highway Six ha partecipato alla mostra "Armi e bagagli" di Piacenza con un proprio stand promozionale parallelamente alle associazioni "Normandy '44", "Reenactors Italia 43-45", "Reenactors WWII" tutti facenti capo al CERS.
La nostra presenza si è dimostrata fondamentale per consolidare l'unione e la collaborazione tra i gruppi storici maggiormente rappresentativi della rievocazione del 20° secolo sul territorio italianno, nonché per esporre, durante i dibattiti tenutisi, le esigenze di chi fa reenactment in questo specifico ambito.
Durante la fiera si è tenuto, nella sala congressi, un dibattito dal titolo "Utilizzo delle armi e delle repliche nelle manifestazioni storiche". Ad introdurre l'argomento e gli ospiti, il presidente del CERS Massimo Andreoli. Di particolare spicco la presenza del vicedirettore area Armi ed Esplosivi del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno dott. Pierluigi Borgioni.
Il dottor Borgioni ha spigato come l'attuale mancanza, in ambito legislativo, di una normativa specifica per chi fa rievocazione storica, costringa organizzatori ed autorità locali a far riferimento a norme e disposizioni proprie di altri ambiti del codice civile.
Per citare degli esempi: Legge relativa alle "Adunanze in luogo pubblico" nella quale all'art. 18 è specificato l'obbligo degli organizzatori di informare il Questore entro 3 giorni dalla data prestabilita con la dovuta descrizione del tipo di manifestazione e con il rischio che tale richiesta possa essere arbitrariamente respinta per motivi di ordine pubblico. E' stato citato l'esempio delle finalità separatiste dei gruppi altoatesini Shutzen che hanno creato problemi di ordine pubblico durante delle manifestazioni precedentemente autorizzate.
Se poi, nell'ambito di detta manifestazione, si intende utilizzare, a qualunque titolo, delle armi o simulacri d'arma si ricade nell'art. 29 della legge ……… e l'autorizzazione va indirizzata anche al Prefetto.
Se in aggiunta si intende effettuare durante la manifestazione degli spari/botti, quindi senza ovviamente il lancio di proietti, in luogo pubblico va chiesta l'autorizzazione al Sindaco del Comune in cui ha luogo la manifestazione.
Facendo riferimento alla rievocazione storica medievale e a quella del periodo classico ha citato come l'impiego, durante dette manifestazione, di archi e frecce ricada impropriamente sotto la regolamentazione delle attività sportive in quanto tali armi, e insieme a queste anche le asce e i coltelli, benché in grado di offendere, non ricadono normativamente sotto la qualifica di armi. Altro discorso per le spade che devono invece essere prive di punta e filo.
Ha successivamente preso la parola un membro del Comitato Consultivo per le Armi del Ministero dell'Interno, dott. Pierangelo Pedersoli, (anche produttore di spicco internazionale di armi ad avancarica).
Ha esposto la normativa vigente in materia di armi ad avancarica. Le quali godono della libera vendita. E con le quali è consentito effettuare spari durante le ricostruzioni storiche, sempre sottostando alle procedure di cui sopra, ma con restrizioni dettate dalle leggi vigenti in materia di possesso di polveri che impongono agli organizzatori di provvedere loro stessi, con personale preposto, a fornire queste ultime nel limitato quantitativo.
Ha evidenziato l'esigenza di personale qualificato per formare gli utilizzatori dei moschetti al fine di evitare spiacevoli incidenti dovuti all'inesperienza o alla distrazione come lo sparo delle bacchette di caricamento dimenticate in canna o ancor peggio all'esplosione del fucile a causa di una insufficiente compressione della polvere.
Ha successivamente preso la parola un altro membro del Comitato Consultivo per le Armi del Ministero dell'Interno, dott. Glauco Angeletti.
Al centro del suo intervento l'attuale procedura che gli organizzatori di eventi storici a livello locale possono adottare per semplificare la burocrazia che le leggi esposte imporrebbero. In particolare come le difficoltà che normalmente si incontrerebbero possano essere parzialmente eluse qualificando, presso le autorità, gli eventi organizzati come "manifestazioni di particolare interesse storico". Individuando i parametri minimi affinché tali manifestazioni possano definirsi di "Interesse Pubblico".
L'ultimo intervento è stato del responsabile CERS sull'utilizzo Armi da fuoco antiche dott. Massimo Righini. La sua esposizione ha toccato l'argomento dell'uso in manifestazioni storiche di bocche da fuoco dal '200 all '800. Considerando la normativa vigente, solo le armi considerate individuali o leggere possono essere riprodotte (da armaioli qualificati e registrati) ed utilizzate, ma non le artiglierie per le quali è lecito il possesso solo se originali e non la loro riproduzione. Da qui l'esempio di certi piccoli mortai usati in manifestazioni in Liguria, costruiti artigianalmente, per i quali si è cercato di creare una norma che ne consentisse l'utilizzo definendoli fuochi a terra.
Ha poi ripreso la parola il dottor Borgioni esponendo le maggiori difficoltà incontrate per i reenactors del 20° secolo sull'uso di armi nell'ambito delle manifestazioni. Ha esposto come possano essere solamente utilizzate armi disattivate secondo le vigenti leggi, quindi totalmente bloccate, sempre seguite da certificato di disattivazione. E' stato toccato anche l'argomento dell'approvvigionamento e tali simulacri proibito se provenienti dai paesi dell'est e dai paesi europei aventi normative di disattivazione meno restrittive della nostra. A tal proposito un mio intervento dal palco a fine conferenza mi ha dato modo di esprimere l'esigenza, per chi si occupa di 20° secolo, di poter avere leggi meno penalizzanti in materia di utilizzo e approvvigionamento sul mercato di armi disattivate che possano far riferimento perlomeno ad una comune normativa europea sulla disattivazione.
A conclusione il dottor Borgioni ha avanzato la richiesta, rivolta a tutti i gruppi di rievocazione storica, di una raccolta di tutte quelle esigenze che possano ispirare la prossima sua realizzazione di un testo di legge, proposto dal Ministero dell'Interno, che nasca come ad oc per regolamentare le manifestazioni storiche di tutte le epoche.
In qualità di affiliati al CERS anche noi del Club Highway Six ci siamo proposti per contribuire con delle nostre proposte alla stesura di questo testo normativo che aprirebbe al mondo del reenactment un suo quadro normativo legalmente riconosciuto e finalmente capace di tutelare organizzatori e autorità locali.
P. Carotenuto



17/03/2010
Un altro reduce americano della 36a divisione USA ci lascia per sempre

Charles Kenyon
CHARLES CLAYTON KENYON. 111th Med. 36th Div.

Charles Kenyon was one of our SA Chapter members who we will miss dearly. He was a Medic with the 36th Division, and attended most meetings of our local chapter.

Charles was always such a sweet and kind man………..loved him. He and Mary, along with Charles, went to Italy with me one year, and we had such a good time. I just adored him, and he attended most meetings when able, and always the Sept. 9th ceremony in SA. I will always remember his stories he told us on trips to different battlefields in Italy, which included the care provided to the Italian civilians that were also wounded during war. He had such a kind and generous soul, and I am sure that is why he made a great medic who gave compassionate care to those who needed it, while risking his own life as all soldiers did. One of my favorite recollections of Italy is when a local man in San Pietro gave Charles a beautiful walking cane that he had carved from a tree in his yard. It was amazing, and he could see that when Charles walked, he needed a little assistance…………such a kind gift from a war so many years ago.

May Charles rest in peace as he joins his fellow T Patchers for the final roll call.
Patti Sticle

Charles C. Kenyon, age 91, went into the care of the Lord on March 13, 2010. He was born on June 28, 1918 in Chicago, Illinois. He married Mary Elizabeth Dyer in Brownwood, Texas in October of 1945. He leaves his beloved wife and children, Mary Lynne Barrow, Charles W. Kenyon, Carol Bierschwale and Rick Bierschwale, as well as four grandchildren and two great-grandchildren. He graduated from Harlandale High School, San Antonio, Texas. He joined the 36th Infantry Division, Texas National Guard, prior to WWII. He trained with the division at Camp Bowie outside of Brownwood, Texas where he met his future wife. With the 36th, he served in North Africa before invading Southern Italy in September, 1943 under heavy enemy fire. Next was the invasion of Southern France in suppor of the Normandy invasion. Mr. Kenyon also served in Germany and Austria and was part of the allied occupation forces. He was assigned to to the 111th Medical Detachment and was detached to the 133rd Field Artillery. When the war ended , Mr. Kenyon returned to Texas and was married. He and his bride made their home in San Antonio, Texas. Upon discharge, he became an apprentice electrician, joining the IBEW Local Union #60. He later joined the Civil Service at Kelly Air Force Base from which he retired. He was a long-time member of the Sons of Hermann. He was an active member of Harlandale Presbyterian Church, Crestholme Presbyterian Church and then San Pedro Presbyterian Church. The family wishes to express gratitude to personnel of the Stone Oak Methodist and Compass Hospitals, Vitas Hospice and Nix Private Care aides.
SERVICES
Visitation will be Wednesday, March 17, 2010 from 6:00 PM to 8:00 PM at Mission Park Funeral Chapels North. A Church Service will begin at 12:30 PM on Thursday, March 18, 2010 at San Pedro Presbyterian Church. Interment will follow at Fort Sam Houston National Cemetery ou may sign the on-line guest book at www.missionparks.com under the obituary section.

Ci riempie di tristezza la notizia della sopravvenuta morte di Charles Kenyon Che la nostra associazione incontrò nel 2004 a Salerno e Piana delle Orme insieme al Lt. Frank Hardie "M" co. 142nd Inf. 36th Div. deceduto il mese scorso, a J.W. Hawkins "B" co. 111th Eng. 36th Div. ancora vivente e a Marvin Steitel "C" co. 141th Inf. 36th Div.deceduto nel 2007.
P. Carotenuto HW6 club
Veti foto del nostro incontro


19/02/2010
Aggiornamenti sulla "Colonna della Libertà" 23/24/25 Aprile

Ciao a tutti,
non ho mai dubitato delle tue capacità organizzative e come vedo non mi sbagliavo. Attendiamo di vedere quanti sono interessati e poi ci attiviamo in modo mirato. Ovvio che su queste occasioni e distanze la sinergia veicolo/rievocatore riveste un ruolo importante ed infatti ne stanno discutendo anche in MVPA perchè i rievocatori, se pur indottrinati e rispettosi del mezzo, sono una risorsa (vedi noi ad Anzio ).

Per quanto riguarda i pernotti a Firenze non ci sono problemi di sorta per caserma o palestra (caserma solo uomini ) e l'hotel lo abbiamo trovato a 38 euro con colazione. Stiamo ancora lavorando per trovare situazioni più economiche.
Su Pisa invece i posti in caserma sono già esauriti; stiamo trattando con il Comune per una palestra visto che nell'ostello ci hanno sistemato i Rom. Considera che ho trovato una pensione a 25 euro anche se non molto grande. Su Pisa vi è anche l'accordo con il San Ranieri per 40 euro e lì accontentate anche le mogli se le portate.

Ovviamente vediamo di trovare una soluzione per i bagagli; al massimo faccio portare un furgone a qualcuno dei miei; a Firenze poi ci congiungiamo con alcuni GMC e Dodge e vedremo di utilizzarli anche per il trasporto bagagli ( io ho lo Chevy vuoto perchè non ho finito le panche ); magari portate zaini verdi e non fuxia.

I Comuni di Sarzana e San Lazzaro realizzeranno due eventi precedenti alla Colonna per mettere in mostra i veicoli al pubblico e fare una raccolta fondi già dal giorno prima; anche Castiglion Fiorentino sarebbe disponibile ma ho risposto che non era possibile portare i mezzi il giovedì.
Se di vostro interesse ( si tratta di far arrivare 2 o 3 dei vostri il giorno prima ) fatemelo sapere.

Un saluto a tutti
Filippo Spadi "Gotica Toscana"


16/02/2010
Il club HW6 nella Comunità Montana Castelli romani
il Club è stato inserito nell'elenco delle Associazioni della Comunità Montana dei Castelli Romani.
Per vedere di cosa si tratta potete vedere il sito della XI Comunità Montana www.cmcastelli.it e poi andare su "Casa del Volontariato". Il loro ufficio offre gratuitamente anche consulenze fiscali ed amministrative sulla gestione delle Associazioni. Ora siamo inseriti sulla loro newsletter. Per evitare di riempire di mail la posta di Stefano o quella del Club, per ora ho fornito la mia personale. Vi girerò soltanto le mail che possano avere una utilità per il club, poichè le 300 associazioni iscritte si occupano di tutto e di più.
Ennio
Arena Consigliere HW6

14/02/2010
Riunione del Consiglio Direttivo HW6
Siamo lieti di annunciare ai soci del club HW6 che il Consiglio conferma le proprie cariche e gli impegni presi. Il presidente Stefano Cardoni rimane saldamente alla guida del club sostenuto unanimemente da tutte le cariche del club.
Segue la relazione della riunione......

P. Carotenuto consigliere HW6


Sbarco di Anzio e Nettuno
22/23/24 gennaio 2010



DUKW 353 anfibio di Antonio Gibertini. A bordo:
M. Taglini, S. De Rensis, M. Difrancesco, Gp. Ferrarin, C. Formentin, L. Galimberti, A. Giursi, D. Lazzari, M. Debiagi, F. Renzi. Foto P. Carotenuto

Ringraziamenti e commenti
(Inviate eventuali commenti da pubblicare al web master paolocaro@yahoo.it )

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29/01/2010 (a Massimo Castelli)
Caro Massimo,
Thank you very much for inviting me to your extraordinary display and exhibition. I did not realise that so many people were involved and that you manage to keep so many military vehicles in such outstanding good condition. The highlight for all three of us was the ride in the Dodge (the large jeep) across the beach and into the sea - a wonderful experience.
The beach display was also truly remarkable. It really helped give a feel for conditions for soldiers at that time.
We also enjoyed lunch very much. But, best of all was the opportunity to meet some very welcoming and friendly people.
I am just sorry that we ran out of time and could not stay for the flying display. A colleague said it was very very good.
So, finally, may I say 'complimenti' - congratulations to you for being part of an exceptional gathering of people and equipment, all so well displayed.
I look forward to seeing you at the next event, wherever that may be. Until then,
With my best wishes,
Richard

Richard Brooksbank
Capitano di Fregata
Addetto Navale ed Aeronautico
Ambasciata Britannica

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27/01/2010

Lo staff del Normandie '44 coglie l'occasione per ringraziare tutta l'organizzazione "Highway Six", che ci ha dato la possibilità di conoscere, grazie a questo bellissimo evento, una bella città come Anzio, insieme a quella di Nettuno e che ci ha permesso di vivere questa splendida avventura tutti insieme!
Inoltre siamo felici del fatto che anche in Italia abbiamo il "nostro sbarco" - per non dimenticare -, visto che molto spesso siamo costretti ad andare in Francia, dove la cosa è più sentita...
ringraziamo pubblicamente Stefano Cardoni per l'impeccabile organizzazione.
Continuate così!
Grazie a Tutti!


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25/01/2010

Grazie di cuore Stefano anche a nome dei "ragazzi" sulle gioiose macchine volanti. Ho ricevuto stamani un invito per una MAF della Aeronautica Italiana. Potrebbe la HWS partecipare con 2/3 macchine ad un AirShow all'aeroporto militare di Cervia dove ci sarà anche la Pattuglia Acrobatica Italiana e, tra gli altri, il ns. VDS Team? Sarà per i prossimi 16 e 17 aprile. Fammi sapere
grazie ancora e ciao a presto
Beppe Arcangeli

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25/01/2010
Amici,
evidentemente sono provato, oltre che fatica accumulata, anche da uno stato febbricitante dovuto al gran freddo preso nei giorni precedenti, ho
dimenticato, nella mia comunicazione di ringraziamento di nominare
l'artefice di uno dei passaggi più spettacolari di tutta la manifestazione : il ns socio Giuseppe "Beppe" Arcangeli che con il suo impegno ha organizzato i passaggi aerei sulla spiaggia, generando veri e
propri momenti di entusiasmo.
Grazie Beppe, ancora una volta la collaborazione tra la "fanteria" e l'
"aviazione" ha permesso di vincere la battaglia più importante: quella
della collaborazione tra tutti aldi sopra di tutto e di tutti.
Un abbraccio cumulativo da parte di tutto il Club
Stefano Cardoni
Highway Six Club

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25/01/2010

Devo dire che questa mattina è stata dura riadattarsi alla " vita normale" dopo aver partecipato ad un evento di portata storica che rimarrà negli annali dei raduni nazionali. La macchina organizzativa ha funzionato con una logistica degna di una vera Divisione della 2° G.M. Alcune pecche o imprecisioni dell'evento sono comunque giustificabili dal fatto che siamo tutti umani. Come durante un vero sbarco, l'apparente caos di uomini, mezzi, materiali ed imprevisti sulla spiaggia, grazie alla coordinazione, sia pianificata sia spontanea di ogni partecipante, ha permesso di realizzare una ricostruzione storica degna di un film; senza la necessità di un regista, ognuno ha recitato la sua piccola parte realizzando un grande evento. Possiamo dire di non avere più niente o quasi da invidiare a raduni blasonati, quali quelli della Normandia. Un punto a nostro vantaggio è l'imparzialità storica con cui si è rappresentato l'evento con la presenza di ogni parte in causa, americani, inglesi, tedeschi, italiani dimostrando una maturità raggiunta nella ricostruzione storica , superiore al quella dei cugini francesi. Mi è stato detto da alcuni partecipanti venuti dal nord che non abbiamo niente da invidiare alla manifestazione estiva della Costa Azzura. Purtroppo il mese di Gennaio ci penalizza per il clima e le giornate corte che ci costringe ad un fuggi fuggi generale.
Saluti a tutti
Ennio
Arena

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25/01/2010

Ho visto il tg2 anche se sono all'estero. Complimenti, é stato bellissimo vedere le immagini della nostra manifestazione ottimamente riuscita.
A tutti coloro che si sono spesi nell'organizzazione di questo evento va la mia personale gratitudine e apprezzamento.
Pietro mastrangelo

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25/01/2010
Ho appena visto un gran bel servizio del TG2 sulla rievocazione dello
sbarco ad Anzio: i miei personali complimenti a te Stefano e a tutto l'Highway Six Club per l'ottimo risultato di pubblico e mediatico!
Questa è la via! Questo è il modo di proporre al pubblico la rievocazione
storica della II Guerra Mondiale.
Non posso che ringraziare tutti i partecipanti, bravi tutti davvero!
Massimo Andreoli

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25/01/2010
Amici,
è il momento di tirare le somme del raduno appena concluso.
Voglio girare i complimenti del presidente del CERS a tutti i partecipanti
e agli organizzatori per la riuscita di una impresa che rimarrà comunque
nei ns occhi e nei ns ricordi per un bel pò di tempo.
Sicuramente qualcosina non è andato per il verso giusto, ma gli aspetti
positivi hanno superato di gran lunga gli inevitabili inconvenienti
dell'organizzazione di un evento di queste dimensioni e con immaginabili
complessità.
Devo ringraziare in particolare Paola e Vittorio Riggi che hanno profuso
uno sforzo immenso perchè tutto andasse in porto, Patrizia e Alfonso che
hanno collaborato alla scelta della parte logistica (Hotel, menu ecc.),
Ennio che ha seguito la produzione dei gadgets e ha fornito il materiale
per l'arricchimento dei locali, e tutti coloro che hanno partecipato
agevolando la riuscita della manifestazione.
La piccola (ma grande) icona nel TG2 delle 20,30 (il servizio che ci
riguarda è consultabile sul sito del TG2) di ieri è stata la ciliegina
sulla torta e il riconoscimento dell'impegno profuso nei mesi precedenti.
Ancora grazie a tutti
Stefano Cardoni

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25/01/2010
Un saluto a tutti quelli che nel caos del rompete le righe di ieri non sono riuscito a salutare. Colgo anche l'occasione per congratularmi con tutti, organizzatori e partecipanti, perché un raduno riesce ad esprime il massimo del successo quando si innesca un contagio collettivo.
Belle anche le immagini di noi ad Anzio passate dal Tg2 delle 20,30.
P. Carotenuto


18/01/2010
Federazione dell' Highway Six club all'ASI (Automotoclub storico italiano)
http://www.asifed.it/

Abbiamo sentito questa mattina telefonicamente Il commissario Giorgio Onori (Commissione Club ASI) per avere notizie sulla nostra pratica di federazione.

Nella riunione della Commissione club avvenuta a Torino lo scorso 15 gennaio è stata approvata la nostra federazione. Restiamo quindi in attesa della definitiva ratifica da parte del Consiglio Federale dell'ASI presieduto dall'avvocato Roberto Loi. In caso di definitiva approvazione riceveremo una lettera da parte dell'ASI e sicuramente una anticipazione telefonica dell'evento da parte di Giorgio Onori.

P. Carotenuto


24/11/2009
Il club HW6 allaccia una nuova amicizia con "The Allied Angels" gruppo di rievocazione storica interamente femminile.

Gentili Signori,
siamo le fondatrici di “The Allied Angels”, la nuova Associazione italiana
di ricostuzione storica e uniformologica della Seconda Guerra Mondiale,
interamente femminile.
Vi scriviamo per invitarvi a visitare il nostro sito internet con dominio
all'indirizzo:
http://www.alliedangels.altervista.org/home.htm
(ancora in fase diallestimento, ma già operativo in diverse sezioni) e per proporvi una
scambio di link.
Ci farebbe molto piacere poter effetture questo scambio in modo da poter
aprire una collaborazione. Nel caso foste interessati ad effettuare uno
scambio di link vi preghiamo di contattarci, provvederemo ad inviarvi il nostro banner.
In attesa di un vostro gentile riscontro vi ringraziamo anticipatamente per
l'attenzione concessaci e per la collaborazione che vorrete fornirci.
Cordiali Saluti
Lo Staff di “The Allied Angels”

Emanuela e Luana


14/11/2009
Coordinamento Rievocazioni storiche
Italia Centro Sud.

Nasce il Coordinamento Rievocazioni storiche Italia Centro Sud.
Finalmente dopo diversi anni dall'esperienza di Massimo Mortari, che con la sua volontà e tenacia, tentò di costruire una casa comune per tutte le realtà in ambito rievocazione storica e collezionismo dedicate al XX° secolo, e più specificatamente agli anni della seconda guerra mondiale, nasce, il 2 ottobre, a Colonna, un coordinamento composto da 5 clubs trai più rappresentativi del centro Italia (Highway Six Club, Reenactors Italia 43-45, Reenactors WWII, Soldat 39-45 e Winter line Venafro).

Cinque clubs le cui anime rappresentano il mondo della rievocazione storica e la passione per il collezionismo, dall'uniformologia all'oggettistica, dal mantenimento e restauro di veicoli alla passione per la ricerca e il recupero di siti legati a quel periodo.

Le cinque associazioni, che presto cresceranno sul territorio con l'adesione di altre, accomunate dallo stesso spirito costruttivo e collaborativo, hanno stilato un codice di comportamenti che ne semplificherà l'organizzazione di eventi, sfrutterà le sinergie dei vari clubs, le metterà al riparo da sorprese e darà loro la possibilità di condividere programmi e opportunità al di fuori di quei particolarismi che spesso hanno caratterizzato la vita di realtà come quelle rappresentate.

Lavorare intorno a programmi comuni, aiutarsi nell'organizzazione di eventi, presentarsi agli enti pubblici come una realtà numerosa, preparata e in grado di rispondere a quelle chiamate culturali che il territorio cerca, è una garanzia di successo.

Il Coordinamento si è posto sotto l'egida del CERS (Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche) che agevolerà le eventuali iniziative, e tutelerà le azioni in ambito manifestazione, sia in termini legali, sia nella ricerca di eventuali sponsors,che nei rapporti con i media.
Tale ente ha il peso giusto per essere un valido biglietto da visita in occasione di presentazione delle ns iniziative. Il presidente dello stesso, Massimo Andreoli ,contattato durante la recente manifestazione di Novegro, ha accettato con entusiasmo questa iniziativa che arricchisce il Consorzio stesso e da garanzie di sicurezza e uniformità, in un campo dove, per motivi storico-politici, siamo costretti a camminare sempre sul filo del rasoio.

Nella prima riunione, avuta a Colonna il 2 ottobre 2009, è stata varata e approvato una "bozza di regolamento interno" i cui punti fondamentali indicano i seguenti argomenti:
1) Individuata la carica di coordinatore (TEMPORANEO) fino alle elezioni che si dovranno tenere entro il primo semestre 2010, con relativo calendario di riunioni.
2) Condivisione degli eventuali inviti o proposte da parte di enti pubblici o privati con tutti i clubs per una risposta organica e univoca
3) Creazione di un ufficio stampa rappresentato da figure da individuare all'interno di ogni club, in grado di poter dare risposte coordinate e "politicamante corrette" agli eventuali media
4) Condivisione di un calendario comune (da presentare entro la fine del 2009) per evitare accavallamenti, concorrenze, più eventi negli stessi luoghi e dare alle manifestazioni maggiori garanzie di successo e partecipazione
5) Adozione del codice comportamentale CERS durante le manifestazioni
6) Creazione di un database di mezzi, attrezzature, uniformi, per poter far fronte alle richieste con cognizione di causa, sapendo su cosa e su chi poter contare
7) Regolamentazione dei comportamenti nei confronti di coloro che non fanno parte dei alcuna associazione con una quota d'iscrizione maggiorata agli eventi organizzati dai clubs del Coordinamento.
8) Individuazione di un fotografo ufficiale, che dietro ns. indicazioni produca servizi fotografici , con relativa regolamentazione dei diritti d'immagine durante le manifestazioni
9) Regolamentazione gestione bisarche, e comportamento equipaggi a bordo dei mezzi presenti durante gli eventi. (quest'ultimo punto, non è stato discusso nella riunione, ma suggerito dallo stesso Massimo Andreoli, e che sarà oggetto di prossimo confronto tra i clubs)

In definitiva un primo passo, sostanziale per poter crescere insieme, sdoganare questo ns. hobby da situazioni di emarginazione che spesso abbiamo trovato durante il ns. percorso, con la consapevolezza che di strada c'è n'è ancora molta davanti a noi tutti.

Stefano Cardoni


12/11/2009
Federazione dell' Highway Six club all'ASI (Automotoclub storico italiano)
http://www.asifed.it/

Questa mattina ha avuto seguito l'incontro tra il club e il commissario ASI Giorgio Onori.
E' stato illustrata e consegnata tutta la documentazione aggiornata relativa alla nostra pratica per la federazione dell'HW6 all'ASI.
Tra cui: elenco completo soci, elenco soci richiedenti la tessera ASI per il 2010, Atto costitutivo, Statuto, organigramma delle cariche aggiornato, relazione di tutti gli eventi da noi svolti dal gennaio 2005 ad oggi, faldone con tutta la documentazione di circolazione e proprietà dei veicoli posseduti dai soci, plico di materiale vario tra cui articoli sui nostri raduni apparsi sulla stampa, locandine pubblicate e depliant prodotti.
Sabato 14 presenterà tutta la documentazione a Torino in seno al Consiglio ASI, che esprimerà un giudizio, in merito alla nostra richiesta, ci auguriamo favorevole.
Ci è stato riferito sul parere negativo ricevuto da due club del Lazio e di alcuni altri clubs che non conoscendoci si sono astenuti. Lui personalmente ha difeso le nostre ragioni rimarcando la nostra peculiarità non conflittuale con gli interessi di clubs limitrofi.
Ci ha comunque messo al corrente che solo il giudizio finale della Commissione Club ASI determinerà o no la nostra federazione.
Quindi non ci resta che incrociare le dita e sperare che i requisiti ci siano e che Dio ce la mandi buona.

P. Carotenuto


13/08/2009
Ad Agosto…all'improvviso.


Può succedere…può succedere che ad Agosto un gruppo composto da due associazioni (francese e belga) rimangano senza i propri mezzi storici nel bel mezzo di un loro Tour in Italia con manifestazioni già organizzate.
Può succedere che uno di loro conosca un nostro amico e socio, e chieda aiuto al ns club per salvare il salvabile, e succede che un grande club come l' Highway six riesca a radunare in pieno agosto un gruppo di 9 mezzi con equipaggi e figuranti al seguito e salvi la situazione.
Succede quindi che il 12 agosto un gruppo di Soci e di amici si riuniscano a Valmontone ed espongano i loro mezzi e le loro divise all'interno del Palazzo Doria Pamphili, presenziando ad una mostra fotografica organizzata in loco ad uso dei cittadini, con la presenza di alcuni rappresentanti del A.S.B.L. (Mouvement National Belge rassemblement de véhucules militaires et de collectionneurs) e da un associazione francese il cui presidente Franco Di Domenico è anche l'organizzatore di questo tour che parte da Valmontone e porterà il gruppo fino a Napoli.
Succede che anche l'apprezzamento del pubblico e delle autorità comunali sia tangibile, e che, dopo i relativi saluti e ringraziamenti, il sindaco di Valmontone dia appuntamento al Club HW6 per un raduno-evento da programmare l'anno prossimo (Maggio-Giugno) dedicato alla città distrutta nel corso dei combattimenti nel 1944.

L'incontro con le associazioni franco-belghe si è concluso con un pranzo presso il campo attrezzato ai margini della città, offerto dai "colleghi" transalpini, ai quali abbiamo donato qualche maglietta del ns club e qualche cartolina prodotta in occasione del 65° anniversario della liberazione di Roma, e dandoci appuntamento per una visita al Museo Ferrovia di Ennio Arena per venerdì 14 agosto, e prossimamente presso di loro in Francia per qualche manifestazione rievocativa.
Ad agosto…all'improvviso, nel mondo del collezionismo storico può succedere anche questo, …succede…per fortuna che c'è l'Highway Six e la passione dei propri iscritti.
Un grazie particolare ai volenterosi partecipanti anche da parte mia

Stefano Cardoni




Anguillara 20/07/2009
Campagna d'Italia 1943, Ortona e dintorni

IERI

Dopo il faticoso ed improvvido sbarco a Salerno e la seguente liberazione di Napoli gli alleati si trovarono ad affrontare i tedeschi su di un terreno difficile orograficamente ed in condizioni meteorologiche alquanto avverse anche perché gli equipaggiamenti invernali, giacenti nei porti di sbarco, non erano ancora stati distribuiti alle truppe combattenti.

(Atkinson, Il Giorno della Battaglia) (…) Prima ancora che l'VIII Armata rimanesse bloccata sulla Linea Bernhardt, Montgomery espresse tutta la sua frustrazione in un documento di cinque pagine intitolato: <Riflessioni sulla Campagna d'Italia 1943>
Naturalmente se la prese con i <cugini> d'oltreoceano che riteneva non capissero come si combattono i tedeschi, ma soprattutto se la prese con Alexander …Non ha idea di come si muovono le truppe sul campo. Nessuno riceve ordini ed ognuno fa quello che gli pare. Terminava quindi dicendo che la guerra in Italia era diventata una cosa detestabile, <disordinata ed improvvisata>.
Con queste premesse Monty si accinse, all'inizio di dicembre, a puntare sulla 1° Divisione Canadese affinchè si riuscisse a raggiungere almeno Pescara prima del Natale.Non era una impresa per niente facile,a detta del Com.te la Divisione il Magg. Cristhopher Vokes. Di fronte poi avevano truppe scelte e ben preparate per quel tipo di terreno, la 90° Divisione Granatieri Panzer poi rimpiazzata dalla temutissima 1° Divisione Paracadutista comandata dal Maggiore Richard Heidrich.

I Canadesi attaccarono, come da disposizioni, sul fiume Moro un torrentello giallastro che sfociava in mare a qualche chilometro a sud di Ortona(..)

Questa era la situazione iniziale di quella che fu chiamata la battaglia di Ortona, una battaglia ricordata come la Stalingrado Italiana. La città ed i dintorni furono rasi al suolo, combattimenti corpo a corpo ebbero luogo in tutto il perimetro della città che fu distrutta quasi totalmente.Nella cittadina italiana si combattè la prima battaglia urbana all'ultimo sangue del Mediterraneo; non una scaramuccia come quella di Gela né come la ardua contesa per il paese di San Pietro, no, fu una lotta strada per strada, casa per casa, stanza per stanza, che prefigurava i combattimenti con armi pesanti che avrebbero devastato le città europee da Caen ad Aquisgrana, da Norimberga a Berlino.

(…) Noi non vogliamo difendere Ortona a tutti i costi disse Kesserling al Generale Joachim Lemelsen che avrebbe dovuto di lì a poco sostituire, a capo della Decima Armata, il Gen. Vietinghoff, ma gli Inglesi l'hanno fatta sembrare importante quanto Roma. Tutto questo sangue non è giustificato replicò Lemelsen, <No> concordò Kesserling, ma <quando le cose prendono questa piega non ci si può fare niente>.Poi ad un tratto le armi tacquero, i tedeschi si stavano silenziosamente ritirando, non c'è più una città, scrisse un ufficiale tedesco nel suo diario, ma solo rovine.

Un cartello appena issato ai margini dell'abitato recitava invece: Questa è Ortona, città del Canada Occidentale.Per poterlo affiggere il Gen Vokes aveva perso tra morti e feriti più di 2300 uomini nel solo mese di dicembre. Il piano di Alexander era fallito, in cinque settimane l'Ottava Armata era avanzata appena di venti chilometri, una media di neppure trenta metri l'ora.Pescara distava ancora quindici chilometri e Roma era al di là degli Appennini innevat icome se fosse dall'altra parte del mondo. Montgomery raccomandò di fermare la campagna adriatica ed Alexander acconsentì.

Sopra il mare purpureo di Ortona un suonatore di cornamuse di Seaforth intonò
<Skye Boat Song>, un canto funebre in onore dei caduti.

OGGI
La colonna di <HighwaySix> parte da Colonna, purtroppo imbarcata su una bisarca, ma la strada è lunga e i mezzi storici militari rischierebbero, spostandosi su così lunghi tratti, qualche inconveniente. Niente paura li ritroveremo sani e salvi presso l'Agriturismo, nelle vicinanze di Tollo (Abruzzo) dove saremo ospitati.Altri mezzi storici arriveranno, per primi i <ragazzacci> della WinterLine di Venafro, il <professore> e <l'aviatore> da Roma per strada così come per strada è arrivata una Willis da Firenze.

Siamo perfettamente consapevoli che questa ulteriore <spedizione> del Club HighWaySix ha due differenti obiettivi, quello di ricordare ed esaltare le vicende di una dura e difficile guerra (Campagna d'Italia) e, sopratutto i civili ed i soldati deceduti e dispersi delle forze avverse in campo, ed inoltre, e questa ritengo sia la parte predominante, omaggiare la figura del fratello del nostro ospite Remo Tiberio, uno studioso dilettante di nome, Tomaso Tiberio, della storia della cosiddetta: Battaglia di Ortona".
Tomaso deceduto due anni fa viene ricordato, oltre che con la pubblicazione di un libro da lui scritto, anche con questo evento organizzato dai familiari, Maria e Remo Tiberio ed i loro figli ed altri parenti.

Vedere una bella colonna di mezzi militari credo sia abbastanza emozionante anche se a volte dobbiamo constatare che qualcuno, credendo che il ricordare uomini e mezzi della seconda guerra mondiale voglia dire essere <guerrafondai> o peggio ancora <attentare> alla democrazia, ci lancia fischi e insulti che comunque lasciano il tempo che trovano, ma sono pochissimi devo dire e comunque ci dispiace e ci fa sentire amareggiati poiché i nostri scopi ed intenti sono ben altri, a cominciare dal voler capire cosa può essere stata la guerra per quei ragazzi giovani che si sono avvicendati in Europa negli anni dal 1942 al 1945. In secondo luogo cerchiamo di <spargere> un po' di cultura storica relativa al contesto storico generale di quegli anni, alle battaglie, ai mezzi, agli uomini delle differenti forze in campo ed alle popolazioni che hanno, incolpevolmente sofferto le negative e distruttive vicende belliche.

Ma il messaggio che vorremmo fosse maggiormente recepito dalla gente che ci vede sfilare sulle strade o accamparci nei prati vicino ai luoghi delle battaglie ma, soprattutto da chi, con faciloneria e noncuranza ci offende, è quello di indicare una verità storica che possa contribuire a capire il passato e le vicende ad esso relative, a capire che la guerra è sempre un errore che scaturisce da altri errori e da scarsa conoscenza del divenire, vorremmo infine che, vedendo il passato sotto una luce più giusta e più veritiera si potesse imparare ad usare molto più discernimento per le scelte di guerra che ogni giorno purtroppo sul nostro pianeta nascono di continuo.

Comunque la nostra bella e numerosa <colonna della verità> ha percorso ordinatamente e sotto uno splendido sole (nel 1943, quando la 1° Brigata Canadese fu lanciata all'attacco di Ortona le condizioni ambientali e meteorologiche erano molto, ma molto peggiori) il bellissimo Abruzzo che è apparso <forte e gentile> come l'ho sempre sentito ricordare da un caro amico abruzzese.

Giunto alla fine di questa modesta cronaca di un evento sentito e ben riuscito per la buona volontà e per l'entusiasmo di tutti vorrei ricordare ancora una volta Tomaso Tiberio, e ringraziare i suoi parenti che ci hanno veramente commosso quando, invitateci ad una colazione a casa Tiberio, con l'accompagnamento di un trio di suonatori di Cornamusa, nel bel mezzo della festa, mentre le cornamuse intonavano " Skye Boat Song" un canto funebre (lo stesso suonato nel 1943, a fine battaglia e di fronte ai resti fumanti di Ortona, dalle cornamuse di Seaforth)ho visto Maria e Remo abbracciarsi e piangere al ricordo del cognato Tomaso. Altro momento molto significativo è stata la deposizione di una corona di alloro, alla presenza del Console Onorario Canadese, sul monumento che ricorda tutti i caduti Canadesi al "Moro River Canadian War Cemetery"

Lì ho capito veramente che la funzione di noi tutti, attori di una guerra che può apparire finta ma che forse dentro di noi diventa reale e drammatica a volte, possiamo veramente rivestire un ruolo importante per il ricordo, per la verità storica, per l'onore che doniamo alle vittime militari e civili di tutti i campi avversi e soprattutto per ricordare le immani sofferenze, morali e fisiche di ragazzi di 20 anni che fossero nati a Boston a Birmingham, a Berlino, in India, in Canadà o a Roma e Firenze, che possano insegnare ai fortunati giovani di oggi che forse il loro bene fu creato anche dai soldati che parteciparono, dal 1942 al 1945, alla Campagna d'Italia.

Beppe Arcangeli



20/06/2009
A tutti i Soci del Club (IMPORTANTE)
Federazione dell' Highway Six club all'ASI (Automotoclub storico italiano)
http://www.asifed.it/

Cari soci, in riferimento alle nostre intenzioni e obiettivi, come associazione, di fare del nostro Club un club federato ASI, vi annunciamo che la visita ufficiale, presso la nostra sede, dei membri della Commissione Club dell'ASI ha dato esito positivo. E che quindi i requisiti minimi, imposti dal regolamento ASI, sono stati soddisfatti.
Ciò significa che, ci resta, come ultimo passaggio per la federazione, come condicio sine qua non, la presentazione di almeno 40 nominativi di nostri soci con annessa documentazione specifica, di cui ai punti successivi, interessati all'ottenimento della tessere ASI.

Detto ciò è doverosa una premessa chiarificatrice.
In seno all'ultima riunione del Consiglio, datata 14/6/2009, è stato convenuto di distinguere fra quelli che consideriamo gli interessi del Club di fregiarsi del titolo di club federato ASI e quelli che possono essere gli interessi individuali, di socio, a possedere la tessera ASI, garantita, ma non imposta, a chi si iscrive al nostro Club.

Quindi, le motivazioni che spingono il nostro Club alla federazione sono:

1) Ottenimento di maggior prestigio e quindi emersione dal vasto scenario di club, associazioni Più o meno autoreferenziali, spesso non in linea con le normative statutarie e dalle discutibili finalità.
2) Ingresso nel gruppo dei clubs attualmente federati ASI nella Regione Lazio, circa una quindicina, di cui svariati con specificità di marca, dove noi andremo a posizionarci nella nicchia che ci contraddistingue. Eventuali possessori di veicoli militari storici che ancora non ci conoscono potrebbero decidere di associarsi al nostro Club.
3) Diventeremmo il secondo club, dopo l'IMVCC, sul territorio nazionale, con la specificità che ci contraddistingue ad essere riconosciuto dall'ASI.
4) Avremmo maggior peso, credibilità e autorevolezza nei rapporti con le Pubbliche Amministrazioni, e in generale con le istituzioni con le quali ci rapporteremo.
5) Avremo accesso alle elezioni dei dirigenti in seno all'ASI con possibilità all'occorrenza di proporre dei nostri candidati alle molteplici cariche esistenti nell'ASI.

Ciò che può invece motivare il singolo socio a poter disporre, attraverso il nostro club, della tessera ASI è:

1) Non trovare più ostacoli nella stipulazione della polizza assicurativa RC auto con le particolari agevolazioni che la normativa consente ai soci ASI.
A questo proposito va evidenziata la maggior tutela che un'assicurato tesserato ASI ha in caso di sinistro con rilevanti danni subiti al proprio veicolo.
Va altresì detto che l'ASI ha recentemento stipulato una convenzione per i suoi associati col Gruppo Toro di cui fa parte la Lloyd Italico e Augusta Assicurazioni.
2) Ottenimento dell'(Attestato di storicità), 20 Euro, 10 Euro per i duplicati, utile se richiesto dalle compagnie assicurative e necessario per l'ottenimento dell'esenzione dal pagamento della tassa di proprietà per veicoli con più di 20 e meno di 30 anni di anzianità. L'Attestato di storicità attesta anche l'autenticità e quindi il corretto restauro del veicolo nel rispetto delle sue caratteristiche d'origine.
3) Poter richiedere la documentazione storica necessaria a reimmatricolare veicoli radiati o senza targhe e libretti, (Certificato sostitutivo delle caratteristiche tecniche).
4) Poter ottenere molte altre certificazioni previste dall'ASI.
5) Ottenimento della password per entrare nell'area soci del sito internet dell'ASI
http://www.asifed.it/
5) Risparmiare nei viaggi di vacanza o di lavoro. Presentando la tessera ASI si ottengono agevolazioni economiche presso catene alberghiere, tour operators, resorts per le vacanze ecc. Nel dettaglio...


2/06/2009
Ceprano 30-31 Maggio 2009
65° anniversario "La guerra in casa - il percorso della memoria"

Come avviene ormai da qualche tempo, si è ripetuta anche quest'anno la biennale manifestazione di Ceprano che rievoca il passaggio delle truppe alleate in questa particolare area del Lazio nella loro avanzata verso Roma, dopo la rottura del fronte di Cassino.

Come ogni anno l'organizzazione dell'evento è delegata all'infaticabile opera di Floriano Bertoni e della sua famiglia, coadiuvato da un gruppo di amici e volontari che ne fanno sempre una "due giorni" di grande intensità.
Anche questa volta ha partecipato un congruo numero di mezzi militari provenienti da più parti, con la solita massiccia partecipazione dell' Highway six Club, sempre presente e di cui lo stesso Floriano è socio da tempo immemore.

La manifestazione ha avuto un prologo venerdì 29 con la presentazione di un libro rievocativo, distribuito e venduto durante la manifestazione e un mini raduno per i partecipanti che erano arrivati in anticipo.

Sabato 30, dopo la raccolta dei partecipanti in piazza a Ceprano e le iscrizioni di rito, si è visitato un museo messo in opera dagli stessi Bertoni e la colonna è partita alla volta del Monte Leuci, da dove si domina la valle del Liri con una vista mozzafiato che spazia da Cassino, fino oltre Anagni Fiuggi, e dove, nei locali di una ex Colonia estiva del ventennio, è stato allestita una mostra permanente con reperti ritrovati nei paraggi, mappe e fotografie di grande interesse.
Durante la visita un aereo del club gemellato "Italian Flying Museum -Rusty Angels" (www.ottocubano.com) ha sorvolato più volte i partecipanti facendo fotografie aeree e salutando con qualche acrobazia.
La colonna ripartiva poi alla volta di Roccasecca (pranzo) e faceva ritorno su strade di grande suggestione verso Ceprano dove, dopo un breve "sciogliete le righe" per una doverosa "rinfrescata", si ritrovava in Piazza per una cerimonia ufficiale alla presenza del Sindaco, del Prefetto e di alcune autorità della locale Pro-loco.
Durante la cena in piazza, i partecipanti e la popolazione hanno potuto apprezzare la performances della banda della 6^ flotta NATO, che con grande maestria suonava pezzi jazz, swing, ecc. di grande ascoltabilità. Veramente bravi e fuori dai soliti schemi delle manifestazioni bandistiche.

La domenica si ripartiva verso Fontana Liri, Arce, dove i partecipanti hanno potuto apprezzare altre due situazioni museali di grande suggestione: una all'interno di una polveriera a cura del comandante Carlo Venditti e un'altra all'interno della proprietà privata della famiglia Torti.

La giornata si concludeva con il pranzo di saluto e i doverosi ringraziamenti in un circolo sportivo nei pressi di Ceprano.

La manifestazione è stata molto intensa e molto apprezzata dai partecipanti, anche se poco è stato detto del Club Highway six, la cui presenza massiccia ha creato tante domande da parte della popolazione non preparata adeguatamente a questa rumorosa e colorata presenza.
Un ringraziamento particolare va alla famiglia Bertoni, alla Pro Loco, alla municipalità, alla Reenactors Italia 43-45 e a quelle presenze singole di altri clubs che hanno arricchito le giornate e lo spettacolo.
Si può dire tranquillamente che la manifestazione di Ceprano è ormai una garanzia di successo e che prosegue quel compito che noi tutti ci poniamo nel mantenere viva la memoria, specie nelle nuove generazioni.
Grazie di nuovo a tutti e arrivederci a Colonna il 20 e 21 giugno

Stefano Cardoni (presidente Highway Six Club)



22/05/2009
Tornano dopo sessantacinque anni
sui campi di battaglia.




Ray Wells e P. Carotenuto a Piana delle Orme 21 maggio 2009.
Dan Geelan 141th ID "G" co. Jack Wilson 141th ID "D" co. Ray Wells 141th ID "H" co.

Tre anziani americani, in splendida forma , provenienti dal Texas, sono transitati tra Salerno e Roma rivisitando i luoghi che li videro, soldati della Quinta Armata americana, impegnati a combattere contro l'esercito di occupazione tedesco. Ad accompagnarli i loro familiari, una ventina di persone circa, tra cui figli e nipoti e l'instancabile signora Patti Sticle che da anni si dedica all'organizzazione di questi tour di turismo storico. A metà del loro viaggio, cominciato a Salerno, sulle cui spiagge 65 anni fa questi texani della 36° divisione di fanteria misero il loro piede sul suolo italiano, ci incontriamo sul tragitto che li conduce ad Anzio. E qui ho l'opportunità di intervistarli nella pausa pranzo. Dan Geelan, all'epoca poco più che ventenne, era un fante appartenente al 141° reggimento assegnato alla compagnia G. Per lui la guerra ebbe un rapido epilogo. A pochi mesi dallo sbarco, avvenuto il 9 settembre '43, dove gli americani rischiarono di essere ricacciati in mare dai tedeschi, partecipò a partire dal 20 gennaio '44 all'attacco sul fiume Rapido che corre a valle di Montecassino. Questo viene ricordato come uno dei peggiori disastri militari della campagna d'Italia. Lo scopo di questa azione, congiunta con altre eseguite nello stesso settore, doveva essere distogliere le truppe tedesche dalle spiagge di Anzio e Nettuno dove il 22 dello stesso mese avrebbe avuto luogo un nuovo sbarco con funzione di aggiramento del fronte principale. Dan, nella nebbia della mattina, e grazie alla copertura dei loro fumogeni, riuscì a raggiungere la riva sud del fiume evitando di saltare in aria sulle mine antiuomo posate dai tedeschi o di essere colpito dal loro fuoco. Alcuni suoi compagni dovettero tentare l'attraversamento del fiume su dei piccoli gommoncini. Lui riuscì a servirsi di un ponticello, gettato nottetempo dai genieri, guadagnando insieme ad altri la riva opposta. Qui si trovarono martellati dai colpi di mortaio che i tedeschi, schierati al coperto del promontorio di Sant' Angelo in Teodice, riuscivano a dirigere con grande precisione. I ponti da loro utilizzati saltarono in aria. In meno di 48 ore 2000 soldati americani vennero perduti. Lo scellerato attacco venne interrotto e lui a corto di munizioni e impossibilitato a ritirarsi venne catturato dai tedeschi. Insieme ad altri venne portato in un casale per poi essere avviato, in principio a bordo di camion e successivamente chiuso in un treno merci, direttamente in Germania nello Stalag B4. Dopo i primi mesi, molto duri, di prigionia venne affidato ad una fattoria dove lavorava e poteva mangiare a sufficienza. Venne liberato a febbraio del '45 dalle stesse truppe americane ormai giunte sul suolo tedesco.
Ray Welles, anche lui, partecipò alla battaglia sul fiume Rapido. Sopravvisse a quell'inferno, ma tre settimane dopo venne inviato di nuovo in prima linea su Monte Castellone. Qui, alcune loro compagnie dovettero avvicendare soldati americani appartenenti alla 34° divisione, ben contenti di ricevere il cambio.
Riuscirono a strapare altro terreno al nemico, ma la sfortuna volle che i tedeschi, da giorni impegnati nelle preparazione di un vasto contrattacco, scatenassero su di loro un pesante bombardamento preparatorio ad una azione volta a recuperare le posizioni perdute. Ray venne gravemente ferito e trasportato prima in un punto di medicazione e poi in un ospedale militare a Napoli. Da lì venne successivamente rimpatriato senza venir più reintegrato nel suo amato reggimento.
Jack Wilson partecipò alla battaglia per Roma. Il 23 maggio '44 sbarcò ad Anzio per essere immediatamente gettato nell'operazione "Buffalo".
Un'ampia avanzata alleata, dal nome "Diadem", era scattata l'undici di maggio, partendo dal fronte di Cassino. La 36° divisione, a cui jack apparteneva, venne mandata a dare sostegno all'azione di sfondamento della sacca di Anzio in cui le truppe alleate rimasero circondate, dalla 14° armata tedesca, per ben quattro mesi.
La citta di Velletri divenne l'obiettivo dei texani che per una settimana gettarono i loro fanti in un'azione sui due lati del paese. Qui fu risolutiva la brillantezza del loro generale Fred L. Walker che Jack ricorda come un uomo di grande simpatia. Scoprì una zona tra Velletri e Lariano mal presidiata dai tedeschi e riuscì nella notte del 31 maggio a far effettuare un'infiltrazione di ottomila uomini, appartenenti al 142° e 143° reggimento, sulle pendici di Monte Artemisio, bypassando la città di Velletri. Ne frattempo Jack Wilson assegnato alla compagnia pesante "D" del 141° reggimento col ruolo di mitragliere proseguì nell'attacco frontale contro Velletri da sud-est. Ricorda di essersi imbattuto in un carro armato tedesco che esordì di sorpresa contro di loro per poi ritirarsi senza aver subito danni dal loro fuoco difensivo. Velletri cadde il 2 giugno grazie all'aggiramento avvenuto attraverso la montagna e alla martellante azione proseguita a valle. Il 4 giugno vennero osannati come conquistatori di Roma, ma la guerra continuò ancora molti mesi. Lo portò fino in Francia dove in un'azione, famosa sui libri di storia, col nome di "The lost Battallion" si meritò il riconoscimento a membro gemellato con la famosa unità nipponico/americana, 442° reggimento coi quali riuscirono a venir fuori da un brutto accerchiamento ad opera dei nemici. Oggi durante il viaggio porta al collo il "Bolo", un ornamento di origine indiana con due stemmi, quello della Texas e quello dei soldati nipponici che all'epoca erano, immigrati, di nazionalità americana.
P. Carotenuto



20/05/2009
Incontro con i reduci italiani e americani ad
Altavilla e Roccadaspide.

Oggi si è svolta a Roccadaspide una manifestazione pubblica, organizzata dal ns delegato per
il sud Tonino De Rosa, che ha visto protagonisti un gruppo di reduci della
36^ divisione Texas accompagnati dai loro parenti.
Su espresso invito dello stesso De Rosa e del Sindaco di Roccadaspide ho
ritenuto doveroso partecipare al programma in forma ufficiale, attivandomi
sul posto sia come Presidente dell' associazione organizzatrice, sia come
tramite tra le autorità pubbliche e militari intervenute e il gruppo dei
"Texani".
Sono stato coadiuvato nella giornata dal prezioso aiuto di Alberto Sorci, e
da Tonino De Rosa che con uno sforzo "ciclopico" in assoluta solitudine, ha
saputo organizzare un programma denso di avvenimenti e carico di emozioni.
La giornata si è svolta in mattinata sulla piazza principale di
Roccadaspide alla presenza delle scolaresce locali, un pubblico di
cittadini incuriositi, i parenti e i reduci della 36^, autorità militari e
civili.
Dopo gli interventi dal palco, articolati e, nel mio caso improvvisati, del
Sindaco, del Prof Angelo Pesce, di un Assessore di un ufficiale
dell'esercito, i reduci della 36^ hanno lasciato una corona di fiori al
monumento dei caduti, hanno ricevuto da parte ns una targa ricordo, e hanno
visitato il locale castello.
Abbiamo ritenuto doveroso lasciare una targa come HW6 anche alla città
ospitante nelle mani del sindaco.

All'ora di pranzo il gruppo si spostava nel Ranch di De Rosa (mi è
difficile chiamarla soltanto e riduttivamente casa), completamente
attrezzato con gigantografie, reperti bellici, tende di ogni tipo, cannoni,
armi e quanto è riuscito a piazzare in ogni dove, e dopo un mio piccolo
intervento di benvenuto, sono cominciate le libagioni, dove è stato servito
un pasto molto semplice a base di prodotti locali cucinati in loco, ma di
grande qualità.
Particolare successo ha avuto un "indigeno del luogo" che girava tra i
tavoli con diverse tanichette di vino rosso fatto in casa riempiendo i
bicchieri dei reduci e parenti, i quali non si sono certo tirati indietro
facendo complimenti,...anzi.

Dopo pranzo ho cercato di fare gli onori di casa continuando a saltare da
un gruppo all'altro e traducendo simultaneamente dal battipagliese all'
italiano e dall'italiano all'inglese per evitare che il dialogo fosse tra
sordi.
Ogni paesano del luogo aveva qualcosa da raccontare agli americani in un
continuo crescendo di tentativi moderativi da parte mia.
C'era pure chi si era munito di mappe fatte a mano dove cercava di spiegare
quanto fosse accaduto a lui da ragazzino nel settembre del '43...
Apparentemente ero l'unico che avesse una qualche nozione di lingua
anglosassone, quindi vi lascio immaginare.....

Nel pomeriggio, dopo le visite di rito alle varie parti del Ranch De Rosa,
con manifestazioni d'intento a rimanere in loco da parte degli americani,
affascinati dal luogo, dalle vedute e sotto gli effetti benevoli del
"vinello rosso" di cui sopra, l'area si è di nuovo popolata di cittadini e
di buona parte dell'arma dei carabinieri del sud Italia, compreso il
comandante in capo, tale Colonnello De Marco, invitato a partecipare
all'evento pomeridiano.
Alla presenza del sindaco e delle autorità, nello spiazzo all'interno del
Feudo De Rosa, il ns Tonino ha fatto arrivare una decina di vecchietti
arzilli ns reduci che, chiamati uno per uno con il loro vecchio corpo di
appartenenza, si sono incontrati con i loro coetanei statunitensi.
Il momento è stato di grande emozione, perchè tremanti e poco stabili sulle
gambe, i "texani" si sono alzati in piedi e hanno salutato militarmente i
loro "vecchi nemici", abbracciandoli calorosamente, stringendo loro le mani
e sussurrandosi saluti incomprensibili nelle rispettive lingue, ma che il
sottoscritto ha carpito (sempre nella sua funzione di "facilitatore
improvvisato") come auguri e complimenti per il passato e per il presente.

Alcuni di loro hanno realmente combattuto l'uno contro l'altro per i corpi
di appartenenza e per le aree nelle quali erano rispettivamente dislocati
nel '43-'44.
Momenti di grande emozione sottolineati da musiche adatte, applausi e
qualche lacrimuccia spontanea.
Tutti hanno ricevuto delle medaglie ricordo preparate dal Prof Pesce.

Il ns. valoroso Vice Presidente Alberto Sorci, ha messo in moto
definitivamente la ns Delegazione per il sud, raccogliendo un' altra
iscrizione al club (sig. Vincenzo Dura) e dandoci un minimo di
organizzazione e programma di espansione per quei territori. Abbiamo
finalmente una e-mail con cui dialogare e un punto di riferimento per
"incentivare" l' attività di raccolta adepti per quell'area.
Da definire ovviamente gli incarichi e le responsabilità, che saranno
sicuramente oggetto di discussione durante la ns manifestazione di Colonna,
alla quale parteciperanno (si spera) questi nuovi ns. "missionari".

Alla fine di questa, per me faticosa ma indimenticabile giornata, sfatti e
anche un pò maleodoranti per ovvi i motivi di traspirazione, siamo tornati
verso casa, certi di aver fatto una grande opera di visibilità per il
nostro Club

Presto avremo un supporto fotografico, che desidererei mettere sul sito
perchè ho la certezza che i ns ospiti USA andranno a visionare.

Stefano Cardoni


03/05/2009
Si è svolta con successo ed entusiasmo l'escursione presso la Selva di Cori

Sei veicoli partecipanti: quattro Jeep Willys, una Kubelwagen e un Doodge Wc 51.
Partenza da Velletri in direzione Giulianello lungo la via di Cori. Attraversamento del centro storico di Giulianello con colazione di gruppo. Rifornimento carburante dei veicoli. Attraversmanto del centro storico di Cori. Strada per Norma. Prenotazione presso il ristorante ITre Camini. Ore 11 intrapresa la via sterrata della Selva di Cori. Incontro con le autorità di vigilanza dell'area. Percorso impegnativo per i veicoli fino alla fine del tracciato percorribile. Ritorno in direzione ristorante con uscita dalla selva alle ore 13. Pranzo. Ore 14 rientro alle abitazioni.


26/04/2009
Il Club Highway Six ha stretto un gemellaggio
con il club dei Rusty Angels

questo il loro sito
http://www.ottocubano.com/WEB%20IFM/home.htm


20/04/2009
Rinviata la gita nella Selva di Cori

Domenica 19 apile a causa del cattivo tempo si è deciso di rimandare, a data da destinarsi, la gita con i nostri veicoli alla Selva di Cori. Ho tempestivamente informato il Comando Stazione di Cori che mi ha informato che una ordinanza comunale prescrive che non possa essere più transitata, da mezzi a motore, la strada della selva dal primo di maggio fino alla fine di tutta la stagione estiva. Su nostra richiesta, informandoli quanto prima su una data certa in cui riproporre la gita, si adopereranno per avanzare al Comando dei Vigili di Cori una richiesta di autorizzazione a transitare, in via eccezionale, nella Selva anche nel mese di maggio. Il loro tentativo non darà comunque un esito certo. Quindi i soci verranno informati sui prossimi sviluppi sul nostro calendario delle manifestazioni.
P. Carotenuto


17/04/2009
Progressi federazione ASI del nostro club

Oggi, sono stato contattato telefonicamente, in quanto all'epoca Presidente del club figurante sulla documentazione da me inviata in data 27/11/2007, dal Sig.Verzaro, Commissario veicoli storici dell'ASI. Sottolineo che la conversazione è stata molto cordiale ed è iniziata con proposta da parte del Sig. Verzaro delle scuse dell'ASI per aver tardato nella formulazione della risposta relativa alla richiesta del Club Highway Six di ottenere lo status di Socio ASI.
Le motivazioni avanzate sono state la situazione di caos presente all'interno dellASI negli ultimi tempi e la sopraggiunta morte del Presidente della Commissione Club in seno all'ASI, dott. Procchio, preposto ad esaminare le richieste di federazione.
Il Sig. Verzaro mi ha assicurato, sulla base della documentazione in suo possesso, che i requisiti necessari a soddisfare le clausole del regolamento per la federazione, sono conformi. Ha però focalizzato l'attenzione al numero dei soci che all'indomani della federazione del nostro Club dovranno necessariamente, nel numero non inferiore a 40, versare la quota annua per l'ottenimento della tessera ASI.
La telefonata ha avuto quindi lo scopo di allertarci alla prossima imminente visita nella sede del nostro club di due Commissari ASI, Sig. Verzaro (di Vicenza) e sig. Onofri (di Latina), durante la quale rivedranno la documentazione in nostro possesso e supervisioneranno la sede della quale necessiteranno di documentazione fotografica da presentare con la pratica a Torino.
La visita, ispezione, dei due commissari ASI avverrà previo appuntamento telefonico nelle prossime due settimane.
La possibilità, per il nostro Club, di ottenere lo status di socio ASI ci apre nuovi orizzonti. Oltre a tutte le agevolazioni in materia automobilistica, fiscale e assicurativa, anche la possibilità di portare dei nostri rappresentanti in seno all'ASI come anche quella di frequentare dei corsi per Commissari tecnici ed altro.
P. Carotenuto


07/04/2009
Saluto di benvenuto ad un nuovo socio

Il Club comunica che abbiamo un nuovo iscritto nella persona del sig.
Tonino De Rosa di Roccadaspide (Salerno) che già alcuni di Voi conoscono da
vecchia data.
L’amico Tonino oltre che essere proprietario di mezzi (lo ricorderete
sicuramente con il suo SPA alla Colonna della Libertà) ha anche una vasta
esperienza e cultura locale su un territorio ricco di storia, specie nel
periodo 1943-1945.
Ha inoltre vaste conoscenze locali di Studiosi, Amministrazioni e
Proprietari di mezzi storici, che attualmente non appartengono ad altri
clubs.
Proprio per questo il Consiglio, iscrivendolo, e su espressa volontà dell’
amico Tonino stesso, darà a lui la responsabilità di coordinare l’ Highway
six nel centro sud, e relazionarsi con il Consiglio Direttivo per tutte le
iscrizioni, iniziative e idee, che potrebbero interessare la zona di
Salerno e dintorni.
Diamo quindi un caloroso benvenuto al nuovo socio

Il Presidente

Stefano Cardoni


18-03-2009
Amici della Winterline di Venafro

Desideravo con queste poche righe, ringraziarVi per la squisita accoglienza e per la perfetta organizzazione della Manifestazione che ci ha visto ospiti in quel di Venafro e Dintorni domenica 15 Marzo 2009, nel 65° anniversario del bombardamento della città.

La domenica, divisa in due parti: una dinamica e una statica, ci ha dato,in mattinata, la possibilità di visitare a bordo dei nostri veicoli, paesaggi e località di rara suggestione e ricchi di storia, trovando ovunque una accoglienza calda e positiva.

La vera sorpresa è stato per tutti la scoperta di Conca Casale, un altipiano che sovrasta la città di Venafro e che con la sua particolarità naturalistica, fa di questa "comunità montana" una realtà unica nel suo genere.
Il pranzo, ovviamente "casereccio" e altrettanto ovviamente "buonissimo" è stato da tutti noi apprezzato, complice anche l'aria goliardica e di grande comunione, che lo ha caratterizzato.

Devo fare i complimenti, inoltre, ai reenactors che avevano costruito le postazioni nel piazzale antistante il paese e all'organizzazione che, con la "battaglia a base di mortaretti e fumogeni vari", ha sinceramente divertito il pubblico e persino il Comandante della locale stazione dei carabinieri. (una iniziativa che si può fare solo da Voi e con il Vs entusiasmo).

Inutile ricordare la particolarità del Vs museo, che qualcuno di noi non ha potuto visitare per motivi di tempo, ma che si ripromette di farlo in tempi brevi.

Insomma, grazie per la giornata che ci avete fatto passare e un augurio a Voi tutti di continuare su questa strada intrapresa.

In fede

Stefano Cardoni
Presidente Highway Six Club

 

11-02-2009

Alfonso Ludovici (consigliere HWS)

"Highway Six Club"
sede legale: Via Casilina km 25,500 n° 29/31 - 00030 Colonna (RM)
CF: 92018060589


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